Saxifraga aizoides

Famiglia : Saxifragaceae

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Testo © Dr. Barbara Barisani

 

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La Saxifraga aizoides è una specie erbacea perenne a diffusione artico alpina. In Europa cresce fin oltre i 3000 m di quota © Giuseppe Mazza

La Saxifraga aizoides L. (1753) ha una diffusione artico alpina e la si ritrova fino a oltre 3000 m sulle montagne europee (Pirenei, Alpi, Appennini, Alpi Apuane, Monti Tatra,…) e nelle zone artiche del Nord America.

Il nome del genere deriva dal latino “saxum” che significa sasso e “frangere” che significa rompere. Il termine fa riferimento all’attitudine delle sassifraghe a crescere incuneandosi tra le rocce. Secondo alcune fonti può anche riferirsi all’uso che un tempo se ne faceva per frantumare i calcoli renali.

Forma luminosi cuscinetti lassi nelle torbiere, prati umidi, vallette nivali, sorgenti, rupi stillicidiose, macereti umidi, greti e rive di torrenti. Sulle Alpi Apuane cresce anche su rupi e pietraie assolate © Giuseppe Mazza

Forma luminosi cuscinetti lassi nelle torbiere, prati umidi, vallette nivali, sorgenti, rupi stillicidiose, macereti umidi, greti e rive di torrenti. Sulle Alpi Apuane cresce anche su rupi e pietraie assolate © Giuseppe Mazza

L’epiteto specifico aizoides deriva dal greco “aizoon”, parola attribuita ad un genere botanico e che nasce a sua volta da “aei” = sempre, “zóo” = io vivo ed “eídos” = sembianza, aspetto. Quindi concludendo vuol dire che è una pianta perenne che assomiglia al genere Aizoon.

Nomi comuni: Sassifraga gialla, Sassifraga autunnale (italiano); Saxifrage faux aizoon, Saxifrage jaune (francese); Vednozeleni kamnokreć (sloveno); Bach-Steinbrech, Bewimpèrter-Steinbrech (tedesco); Saxifraga amarilla (spagnolo), Yellow Saxifrage (inglese); Yellow Mountain Saxifrage (inglese USA).

In natura presenta alcune varietà, caratterizzate da lievi differenze morfologiche e dal colore dei petali, che va dal giallo vivo o aranciato, spesso punteggiato di rosso, fino al rosso cupo, come in alcune popolazioni che crescono sui versanti delle Alpi Apuane.

È una pianta erbacea perenne che forma cuscinetti lassi.

Presenta fusti fogliosi striscianti, leggermente legnosi alla base, lunghi dai 5 ai 15 cm, e fusti fioriferi ascendenti lunghi dai 15 ai 25 cm.

Le foglie, lunghe da 1 a 2,5 cm, hanno apice acuto e sono carnosette, sessili, oblunghe, talvolta leggermente dentate, cigliate sui bordi.

I fusti fioriferi si ramificano in una infiorescenza a pannocchia ramosa che porta da 1 a una decina di fiori a forma di stella, con diametro da 9 a 14 mm. I 5 petali, lunghi da 3 a 6 mm, sono lanceolati, ad apice ottuso, separati uno dall’altro, di dimensioni pari o leggermente inferiori rispetto a quelle dei sepali. Questi sono in numero di 5, hanno forma triangolare ed apice ottuso. Le antere degli stami e l’ovario sono di colore da giallo limone a rosso cupo.

Il frutto è una capsula ovoide e contiene numerosi semi affusolati. Fiorisce da giugno a settembre. Le popolazioni delle Alpi Apuane possono protrarre la fioritura fino a ottobre.

I fusti fioriferi si ramificano in infiorescenze a pannocchia che possono portare anche una decina di fiori a forma di stella, con 9-14 mm di diametro © Giuseppe Mazza

I fusti fioriferi si ramificano in infiorescenze a pannocchia che possono portare anche una decina di fiori a forma di stella, con 9-14 mm di diametro © Giuseppe Mazza

Sopravvive all’inverno grazie alle gemme poste a livello del terreno (emicriptofita). Ha una buona adattabilità ecologica ed è presente nei piani montano, subalpino e alpino.

La sassifraga gialla si ritrova in diversi tipi di habitat quali torbiere, prati umidi, vallette nivali, sorgenti, rupi stillicidiose, macereti umidi, greti e rive dei torrenti. Sulle Alpi Apuane cresce anche su rupi e pietraie assolate. Non è particolarmente esigente riguardo alla composizione mineralogica e al pH del terreno, pur preferendo terreni con pH basico, come calcari e calcescisti.

Si adatta a vari terreni, anche se preferisce quelli con pH basico come calcari e calcescisti, e supera l’inverno con gemme poste a livello del terreno © Giuseppe Mazza

Si adatta a vari terreni, anche se preferisce quelli con pH basico come calcari e calcescisti, e supera l’inverno con gemme poste a livello del terreno © Giuseppe Mazza

Come altre specie di sassifraghe non teme i rigori invernali e può essere coltivata nei giardini rocciosi, in tasche mantenute umide e fresche.

Sinonimi: Saxifraga autumnalis Auct.

 

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