Scorpaenodes caribbaeus

Famiglia : Scorpaenidae

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Testo © Dr. Giuseppe Mazza

 

Raramente visibile in nuoto, il Pesce scorpione dei coralli (Scorpaenodes caribbaeus) ha pinne tondeggianti che accentuano l’effetto mimetico della livrea.

Raramente visibile in nuoto, il Pesce scorpione dei coralli (Scorpaenodes caribbaeus) ha pinne tondeggianti che accentuano l’effetto mimetico della livrea © www.carlosestape.photoshelter.com

Mentre il Mediterraneo è dominato da scorfani del genere Scorpaena, col gigantesco  Scorpaena scrofa che può raggiungere i 50 cm e quasi 3 kg di peso, i reef caraibici ospitano anche rappresentanti del meno noto genere Scorpaenodes, affine ma distinto, cui appartiene il variopinto e mutevole Pesce scorpione dei coralli (Scorpaenodes caribbaeus Meek & Hildebrand, 1928) di taglia modesta, spesso inferiore ai 12 cm.

La desinenza “-oides”, in greco “simile a”, usata da Bleeker nel 1857, sottolinea la forte somiglianza di questi generi, appartenenti all’ordine Scorpaeniformes ed alla famiglia Scorpaenidae, mentre il termine specifico caribbaeus, dei Caraibi in latino, si riferisce al luogo in cui vive.

Simile a scorfani del genere Scorpaena, Scorpaenodes caribbaeus è presente ai Caraibi. Misura appena una dozzina di centimetri ma si difende con spine e gli aculei velenosi della pinna dorsale.

Simile a scorfani del genere Scorpaena, è presente ai Caraibi. Misura appena una dozzina di centimetri ma si difende con spine e gli aculei velenosi della pinna dorsale © www.carlosestape.photoshelter.com

Zoogeografia

Scorpaenodes caribbaeus è un pesce, schivo ma comune, presente dalla Florida, dalle Bahamas e dal Golfo del Messico fino a Panama, alle Antille, a Trinidad e Tobago e alle coste settentrionali del Sud America.

Ecologia-Habitat

È un predatore notturno solitario, presente in acque con temperature comprese fra 26,2 e 28,2 °C, che passa le ore del giorno nascosto in grottini, anfratti rocciosi o madreporici, fra la superficie e i 35 m di profondità, con avvistamenti eccezionali verso i 70 m.

Agendo sui cromatofori, le cellule dei pigmenti, Scorpaenodes caribbaeus può cambiare vistosamente aspetto per sfuggire ai predatori e sorprendere nel buio le piccole prede che caccia d’agguato.

Agendo sui cromatofori, le cellule dei pigmenti, può cambiare vistosamente aspetto per sfuggire ai predatori e sorprendere nel buio le piccole prede che caccia d’agguato © www.carlosestape.photoshelter.com

Morfofisiologia

Il corpo è relativamente alto con squame ruvide, anche sul capo ossuto e protetto da spine.

La bocca è terminale, con la mascella che si estende oltre l’occhio e denti al centro del palato ma non sui lati.

La pinna dorsale reca 13 raggi spinosi, collegati a ghiandole velenifere, e 9 raggi molli; l’anale 3 raggi armati e 4-5 inermi; le pettorali sono ampie con 18-20 raggi più lunghi al centro; la caudale, arrotondata, reca alla base, sopra e sotto, dei piccoli raggi spinosi.

Durante il giorno Scorpaenodes caribbaeus riposa in anfratti rocciosi o madreporici, qui in compagnia di Gamberi pulitori (Stenopus hispidus).

Durante il giorno riposa in anfratti rocciosi o madreporici, qui in compagnia di Gamberi pulitori (Stenopus hispidus) © www.carlosestape.photoshelter.com

Il veleno, presente in molti Scorpaeniformes e particolarmente potente nel Pesce pietra (Synanceia verrucosa), non viene usato per aggredire ma per difendersi. Scorpaenodes caribbaeus caccia infatti d’agguato piombando all’improvviso su pesciolini, piccoli crostacei e molluschi bentonici.

La linea laterale è completa, con 22-25 squame porose, e la livrea è estremamente mimetica, tanto che i sub, pur avendo il pesce sotto gli occhi, si accorgono spesso della sua presenza solo osservando attentamente, dopo l’immersione, le foto scattate.

Il colore è molto variabile per effetto dei cromatofori, le cellule che contengono i pigmenti. Nell’insieme il pesce si presenta marrone scuro o rossastro, con macchie nere e spesso grosse chiazze bianche sui lati. La più vistosa parte subito dopo l’occhio e ve n’è un’altra, spesso trasformata in screziature, verso il peduncolo caudale.

Scorpaenodes caribbaeus vive solitario e si può osservare in coppia solo durante il periodo riproduttivo. Le femmine depongono migliaia di uova galleggianti.

Vive solitario e si può osservare in coppia solo durante il periodo riproduttivo. Le femmine depongono migliaia di uova galleggianti © www.carlosestape.photoshelter.com

Etologia-Biologia Riproduttiva

Scorpaenodes caribbaeus si riproduce quando la temperatura dell’acqua sale, ed è questo l’unico momento in cui si può trovare in coppia.

Le femmine depongono migliaia di uova galleggianti fecondate al volo dal maschio. Schiudono dopo un paio di giorni e gli avannotti crescono in acque superficiali fin verso i 25 mm.

La resilienza della specie è elevata con un possibile raddoppio delle popolazioni in meno di 15 mesi, e la vulnerabilità alla pesca, bassissima, segna appena 10 su una scala di 100. Considerato anche il vasto areale, Scorpaenodes caribbaeus non è quindi in pericolo e dal 2015 figura come “LC, Least Concern”, cioè come “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie a rischio.

 

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