Famiglia : Bythitidae

Testo © Dr. Giuseppe Mazza

Lungo circa 8 cm, Stygnobrotula latebricola è presente nel bacino caraibico e lungo le coste occidentali dell’Atlantico tropicale, dalla Florida meridionale al Brasile © www.carlosestape.photoshelter
Tra gli Ophidiiformes, la famiglia Bythitidae comprende pesci prevalentemente bentonici, strettamente associati al fondo e ai numerosi rifugi offerti dal substrato, dove molte specie trascorrono gran parte della loro esistenza. A differenza degli Ophidiidae, i Bythitidae sono ovovivipari, una caratteristica che rappresenta uno dei tratti biologici più peculiari della famiglia.
Uno dei suoi rappresentanti più enigmatici è Stygnobrotula latebricola Böhlke, 1957, descritto da James E. Böhlke sulla base di esemplari raccolti nei Caraibi. Il genere Stygnobrotula è monotipico e comprende questa sola specie, rimasta per molti anni conosciuta quasi esclusivamente attraverso la descrizione originale e poche successive segnalazioni, circostanza che ne ha fatto uno dei Bythitidae meno documentati.
L’etimologia riflette perfettamente l’aspetto e le abitudini dell’animale. Il termine generico deriva dal greco “στυγνός” (stygnós), oscuro, cupo o imbronciato, associato a brotula, il genere tipo della famiglia, mentre l’epiteto specifico latebricola nasce dall’unione dei termini latini “latebra”, nascondiglio, e “-cola”, abitante.

Da notare la continuità delle pinne impari e la caratteristica linea laterale doppia, in parte sovrapposta, per rilevare anche al buio i movimenti nell’ambiente in cui vive © www.carlosestape.photoshelter
Nel suo insieme il nome può essere dunque interpretato come “brotula oscura che vive nei nascondigli“, una definizione sorprendentemente aderente al comportamento della specie.
Dalla sua descrizione, Stygnobrotula latebricola è rimasta uno dei pesci meno osservati delle barriere coralline caraibiche. Non tanto perché sia realmente rara, quanto perché trascorre gran parte della vita all’interno delle cavità del reef, lasciando solo occasionalmente il proprio rifugio. Per questo motivo la fotografia subacquea rappresenta oggi uno strumento prezioso per integrare le limitate informazioni disponibili sulla sua storia naturale, documentandone l’aspetto, il comportamento e il rapporto con il microhabitat.
Zoogeografia
Specie tipica dell’Atlantico occidentale tropicale, Stygnobrotula latebricola è diffusa nel bacino caraibico e lungo le coste occidentali dell’Atlantico tropicale, dalla Florida meridionale al Brasile.

La bocca è ampia e anche il capo reca numerosi organi di senso per localizzare le prede © www.carlosestape.photoshelter
Le relativamente poche segnalazioni disponibili riflettono probabilmente più le sue abitudini estremamente criptiche che una reale rarità. Vivendo quasi esclusivamente nascosta negli anfratti del reef, la specie sfugge facilmente all’osservazione e il suo areale potrebbe essere più ampio di quanto attualmente documentato.
Ecologia-Habitat
Stygnobrotula latebricola è una specie strettamente legata agli ambienti ricchi di rifugi. Vive all’interno di strette cavità, fessure e piccoli anfratti delle formazioni coralline e rocciose, dove trova protezione dai predatori e, probabilmente, anche le condizioni ideali per la riproduzione. Più che un abitante del reef, può essere considerata un abitante delle sue cavità.
Le osservazioni effettuate in ambiente naturale mostrano un animale estremamente schivo che raramente si allontana dal proprio rifugio. Nella maggior parte dei casi lascia affiorare soltanto la parte anteriore del corpo, mantenendosi pronto a rientrare nella cavità al minimo segnale di disturbo. Questo comportamento, unito alle ridotte dimensioni e alla livrea poco appariscente, spiega perché la specie venga osservata così di rado anche in aree dove potrebbe essere relativamente comune.
Le segnalazioni provengono da fondali corallini e rocciosi compresi tra pochi metri e oltre 100 m di profondità, a testimonianza di una notevole plasticità ecologica. In tutti i casi, tuttavia, la presenza di cavità e rifugi sembra rappresentare un requisito essenziale per la specie.
Morfofisiologia
Il corpo, allungato e leggermente compresso lateralmente, raggiunge una lunghezza massima di circa 8 cm.
Come negli altri Bythitidae, le pinne dorsale, caudale e anale sono confluenti a formare un’unica pinna continua, soluzione che favorisce movimenti lenti e precisi all’interno degli stretti anfratti in cui la specie vive.
Le piccole squame cicloidi sono profondamente infossate nella cute, conferendo al corpo un aspetto liscio. Gli occhi, piccoli e poco prominenti, riflettono una limitata importanza della vista rispetto agli altri organi di senso. La bocca è ampia e armata di piccoli denti conici; attorno alle narici e alla regione cefalica si osservano numerosi pori sensoriali che, insieme alla linea laterale, costituiscono un efficace sistema per percepire le minime vibrazioni dell’acqua e localizzare le prede anche negli ambienti scarsamente illuminati. Tali strutture risultano particolarmente evidenti nella visione frontale dell’animale.
Tra i caratteri più peculiari della specie spicca la presenza di due linee laterali. La superiore origina subito dietro l’opercolo e si arresta circa a metà del corpo; la seconda prende origine al di sotto della pinna pettorale e prosegue fino alla base della pinna caudale. Questa insolita disposizione, già evidenziata da Böhlke nella descrizione originale, costituisce uno dei caratteri diagnostici più evidenti della specie.
Etologia-Biologia Riproduttiva

Insoliti incontri ravvicinati con due predoni: una cernia e una murena. Una convivenza dal significato ancora sconosciuto © www.carlosestape.photoshelter.com (a sinistra) © Ellen Muller (a destra)
Le conoscenze sul comportamento di Stygnobrotula latebricola sono ancora estremamente limitate, conseguenza diretta delle sue abitudini criptiche. Rifugiandosi quasi costantemente nelle cavità del reef, la specie viene osservata solo occasionalmente e la maggior parte delle informazioni disponibili riguarda la sua morfologia piuttosto che la sua storia naturale.
Come tutti i Bythitidae, Stygnobrotula latebricola è una specie ovovivipara: la fecondazione è interna e gli embrioni completano il loro sviluppo all’interno della femmina, che partorisce piccoli già completamente formati. Rimangono invece pressoché sconosciuti il comportamento riproduttivo, le modalità del corteggiamento e le relazioni tra i sessi. Le immagini qui presentate documentano una prolungata interazione tra due individui. Per alcuni minuti i pesci si avvicinano ripetutamente, mantengono un contatto ravvicinato, nuotano affiancati e sembrano seguire movimenti reciprocamente coordinati. Pur non consentendo di attribuire con certezza un significato etologico a questa sequenza, l’insieme delle osservazioni appare compatibile con una fase di riconoscimento tra conspecifici o con un possibile comportamento di corteggiamento. In assenza di ulteriori osservazioni, tale interpretazione deve tuttavia essere considerata puramente ipotetica.

La riproduzione di Stygnobrotula latebricola è poco nota. Sappiamo che è una specie ovovivipara e queste immagini potrebbero suggerire forse un corteggiamento © www.carlosestape.photoshelter.com
Ulteriori osservazioni documentano Stygnobrotula latebricola in stretta prossimità di una murena e, in un’altra occasione, di una cernia. Entrambi gli incontri sono avvenuti in corrispondenza di anfratti del reef utilizzati come rifugio. Non è possibile stabilire se si tratti di una semplice condivisione del microhabitat o di un’associazione comportamentale; la documentazione fotografica di questi incontri costituisce comunque una rara testimonianza della storia naturale della specie.
La resilienza della specie è considerata bassa, con un tempo minimo stimato per il raddoppio della popolazione compreso tra 4,5 e 14 anni. La vulnerabilità alla pesca è tuttavia molto ridotta (10 su una scala di 100) e, considerando l’ampia distribuzione geografica e l’assenza di minacce specifiche, ad eccezione del progressivo degrado degli ambienti corallini, dal 2019 Stygnobrotula latebricola è classificata dalla Lista Rossa IUCN come “LC, Least Concern”, ossia a “Minima Preoccupazione”.
Sinonimi
Eutyx tumidirostris Boeseman, 1960.
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