Thrinax radiata

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria delle Bahamas, Belize, Cuba, Honduras, Hispaniola, Isole Cayman, Messico (Quintana Roo e Yucatan) e U:S.A. (Florida) dove cresce lungo le coste in prossimità del mare su suoli calcarei prevalentemente sabbiosi.

Il nome del genere deriva dal greco “θρῖναξ” (thrinax) = “forcone a tre punte”, ma anche “pala per vagliatura”, con probabile riferimento alle foglie palmate; il nome della specie è l’aggettivo latino “radiatus, a, um” = circondato di raggi, con riferimento ai segmenti della foglia.

Nomi comuni: Florida thatch, Jamaican thatch, saltwater palmetto, sea thatch, silk-top thatch palm, thatch palm, top thatch palm (inglese); guano campeche, guano de costa (Cuba); thatch (Giamaica); latanier-la-mer (Haiti), chit, chi-it (Messico); guanillo (Repubblica Dominicana).

Thrinax radiata, Arecaceae, palme

Nativa delle coste per lo più sabbiose delle Bahamas, Belize, Cuba, Honduras, Hispaniola, Isole Cayman, Messico e Florida, la Thrinax radiata può raggiungere i 10 m d’altezza con fusti di 8-12 cm di diametro © Giuseppe Mazza

La Thrinax radiata Lodd. ex Schult. & Schult.f. (1830) è una specie monoica inerme a fusto solitario, raramente cespitoso, eretto, di 2-10 m di altezza e 8-12 cm di diametro, di colore grigiastro con le cicatrici anulari delle foglie cadute, distanziate mediamente 5 cm, nella parte più vecchia, ricoperto dai residui delle basi fogliari sotto la chioma; presenta spesso con una massa di radici esposte alla base.

Le foglie, su un picciolo lungo 40-90 cm, sono palmate, induplicate, pressoché circolari e leggermente ondulate, di 1-1,6 m di diametro, di colore verde scuro lucido con nervature gialle superiormente, più chiaro e opaco inferiormente, divise in 50-60 segmenti lineari-lanceolati con apice acuminato ricadente, lunghi nella parte centrale 0,8-1 m e larghi 5-6 cm, uniti alla base per 1/3-1/2 della loro lunghezza, tranne i due centrali spesso interamente uniti o fin quasi all’apice.

La guaina fogliare, lunga circa 60 cm, profondamente fessurata alla base in corrispondenza del picciolo, si apre obliquamente dal lato opposto disgregandosi in fibre grossolane che avvolgono il fusto.

Infiorescenze tra le foglie solitamente non eccedenti la loro lunghezza, erette o leggermente arcuate, ricurve in frutto, di colore bianco, racchiuse inizialmente da brattee sovrapposte di colore verde ricoperte da minuscole scaglie biancastre. Ramificazioni di secondo ordine portanti fiori ermafroditi, su un pedicello lungo 1,5-2,5 mm, fragranti, con perianzio a forma di coppa con 6 denti, 5-10 stami e gineceo monocarpellare.

Frutti globosi, di 7-8 mm di diametro, di colore bianco a maturità, contenenti un solo seme globoso, di 6-7 mm di diametro, di colore bruno chiaro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio particolarmente drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione a partire da un mese.

Specie di lenta crescita particolarmente attraente che per le sue ridotte dimensioni trova facile collocazione in qualsiasi tipo di giardino, anche di limitata estensione, di notevole effetto paesaggistico in gruppo o in filari.

Coltivabile nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo, dove da adulta può resistere a valori eccezionali di temperatura fino a -2 °C, con eventuale danneggiamento del fogliame.

Richiede pieno sole o al più una leggera ombreggiatura e suoli perfettamente drenanti, non sopportando ristagni idrici, preferibilmente calcarei, ma si adatta anche a suoli leggermente acidi o neutri, resiste ai venti salmastri e a brevi periodi di siccità, può quindi essere impiegata in prossimità del mare e in giardini di tipo desertico.

Thrinax radiata, Arecaceae, palme

Foglie quasi circolari, larghe 1-1,6 m, infiorescenze bianche profumate e frutti eduli globosi, di 7-8 mm che rappresentano una importante fonte di cibo per l’avifauna © Giuseppe Mazza

Piante giovani possono essere coltivate a lungo in vaso per la decorazione di spazi aperti, dove il clima lo consente, e interni luminosi, utilizzando un terriccio ricco di sostanza organica con aggiunta di un 30 % di sabbia grossolana calcarea per migliorare il drenaggio, con temperature minime non inferiori a 16 °C.

I frutti sono eduli e rappresentano una importante fonte di cibo per l’avifauna, i fusti sono utilizzati nelle costruzioni e le foglie secche, di lunga durata, come copertura di abitazioni rurali e strutture turistiche e per la fabbricazione di cappelli, ceste, stuoie, scope, nasse per aragoste ed altri oggetti artigianali.

Sinonimi: Thrinax elegans Schult. & Schult.f. (1830); Thrinax gracilis Schult. & Schult.f. (1830); Thrinax pumilio Lodd. ex Schult. & Schult.f. (1830); Thrinax aurata Kunth (1841); Thrinax ferruginea Lodd. ex Mart. (1853); Thrinax maritima Lodd. ex Mart. (1853); Thrinax mexicana Lodd. ex Mart. (1853); Thrinax montana Lodd. ex Mart. (1853); Porothrinax pumilio H.Wendl. ex Griseb. (1866); Thrinax martii Griseb. (1866); Thrinax elegantissima Hook.f. (1884); Thrinax floridana Sarg. (1899); Coccothrinax radiata (Lodd. ex Schult. & Schult.f.) Sarg. (1901); Coccothrinax martii (Griseb.) Becc. (1908); Thrinax wendlandiana Becc. (1908).

 

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