Verpa bohemica

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Testo © Massimiliano Berretta

 

Anche se commestibile, la Verpa bohemica è meno pregiata della Morchella © G. Mazza

Anche se commestibile, la Verpa bohemica è meno pregiata della Morchella © G. Mazza

Famiglia: Morchellaceae L. Reichenbach, 1834.

Genere: Verpa Swartz, 1815.

Verpa bohemica Schröter, 1893.

L’etimologia del nome deriva dal latino, “bohémicus” = della Boemia, regione dell’Europa centrale.

È una specie nota in tutta Europa e in America, in certe zone (in Italia) è molto apprezzata e ricercata e localmente anche commercializzata.

In Italia è chiamata volgarmente “spugnola” come le specie del genere Morchella; in Francia “Verpe de Bohême”, in Spagna “Falsa cagarria”, “Falsa colmenilla”; in Germania “Runzel-Verpel”, “Böhmische Verpel”; in Inghilterra “Early false morel”.

Descrizione del genere

Al genere Verpa sono ascritte specie che presentano una mitra ovoidale, campanulata, digitaliforme, con la superficie rugolosa o ± alveolata, con orlo completamente libero al gambo. L’imenoforo, situato sulla parte esterna della mitra, è di colore bruno con riflessi color miele. Il gambo è subcilindraceo, ruvido, talvolta zebrato, cavo, fragile. Le spore sono lisce, ellissoidali, ialine, si sviluppano in aschi ottosporei o bisporici. Sono tutte specie terricole che crescono generalmente in boschi di latifoglia in primavera.

Descrizione della specie

Cappello: è costituito da una mitra alta da 3 a 5 cm, formata da costolature labirintiformi od anche cerebriformi, più o meno irregolari, simile ad una Morchella, a volte anche difforme al punto da assomigliare ad una Gyromitra, unita al gambo solo nella parte apicale, conica o appiattita, orlo libero al gambo, la superficie inferiore è leggermente ruvida e biancastra. Il colore va dall’ocra al bruno-rosa fino a bruno scuro, con le costolature più scure nel fungo maturo.

Imenio: situato nella superficie esterna della mitra, liscio, con costolature irregolari, bruno, bruno scuro; sporata crema.

Gambo: 7-15 x 1,5-3 cm, biancastro o bianco-ocraceo, finemente vellutato, nel fungo giovane farcito ma presto diviene cavo, cedevole alla pressione, solitamente slanciato ed ingrossato alla base.

Asco, spore e parafisi di Verpa bohemica © Pierluigi Angeli

Asco, spore e parafisi di Verpa bohemica © Pierluigi Angeli

Carne: tipicamente ceracea, come tutte le specie della Famiglia, elastica ma a frattura netta, biancastra, con toni ocra o fulvi alla base del gambo; odore e sapore gradevoli, non particolari, simile a quello delle Morchella.

Habitat: è un fungo primaverile, cresce preferibilmente negli spazi aperti di boschi di latifoglia, su suolo fresco e ricco di humus, sabbioso, in prati rivieraschi, tra i cespugli e nei parchi e giardini di città, sia isolato che gregario; specie saprotrofa, recenti studi sembrano indicare possa essere specie micorrizica.

Commestibilità: commestibile dopo lunga cottura, di minor pregio rispetto alle Morchella, anche se in alcune zone è molto consumato.

Microscopia. Spore molto grandi, 60-86 x 15-20 μm, da ovoidali a ± cilindriche o un poco arcuate, lisce, ialine al microscopio. Aschi claviformi, non amiloidi, contenenti due spore. Parafisi sottili, settate, talvolta forcate, leggermente allargate in alto.

Osservazioni. Si tratta di una specie che, per forma, si potrebbe scambiare con una Morchella o una Gyromitra, ma la sezione longitudinale fugherà ogni dubbio, infatti, metterà in evidenza l’inserzione della mitra all’apice del gambo, tipica del genere Verpa. Nelle Morchella la mitra e il gambo sono contigui, con o senza una piccola depressione (vallecola), tutto il carpoforo è cavo. Le Gyromitra hanno carpofori di taglia medio-grande, con la mitra irregolare, cerebriforme, selliforme, di colore bruno rossastro, bruno, bruno ambrato; il gambo corto, tozzo, liscio, solcato, cavo, ma anche con costolature ed intersezioni irregolari.

Sinonimi: Morchella bohemica Krombholz 1828 (basionimo); Ptychoverpa bohemica (Krombholz) Boudier 1907.

 

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