Famiglia : Campanulaceae

Testo © Prof.sa Franca Bessi

Wahlenbergia albomarginata è una pianta erbacea perenne endemica della Nuova Zelanda dove cresce fra 700 e 1700 m d’altitudine © snowslave
Wahlenbergia albomarginata Hook. (Icon. Pl. 9: t. 818, 1851) è stata validamente descritta da William Jackson Hooker (1785-1865), professore di botanica all’Università di Glasgow, studioso e prolifico scrittore scientifico, nonché direttore dei Royal Botanic Gardens di Kew dei quali ampliò la superficie dei giardini e dell’Arboretum.
Wahlenbergia albomarginata è una specie endemica della Nuova Zelanda. L’epiteto generico è dedicato allo svedese Georg Göran Wahlenberg (1780–1851), medico e professore di botanica all’Università di Uppsala. Il nome dell’epiteto specifico deriva dall’unione dei termini latini “albus” (aggettivo) e “marginatus” (participio passato di “marginare”, che a sua volta discende da “margo – gĭnis”, margine) e ha il significato di “con l’orlo bianco/biancastro” che in questo caso è riferito alle foglie.
Il nome comune di questa pianta in inglese è “New Zealand harebell”.

I fiori, azzurri o bianchi con striature, sono lungamente peduncolati e la corolla, campanulato-ruotata, ha il tubo basale allungato © Giuseppe Mazza
Le traduzioni di questo appellativo in altre lingue non sono significative o risultano inefficaci nell’indicare specificatamente la Wahlenbergia albomarginata, fino a essere fuorvianti; infatti, con “Campanilla de Nueva Zelanda” si indica un piccolo uccello passeriforme (Anthornis melanura Sparrman).
Wahlenbergia albomarginata appartiene al genere Wahlenbergia Schrad. ex Roth. (Nov. Pl. Sp.: 399, 1821) che, secondo il sistema APG IV (Angiosperm Phylogeny Group, 2016), ossia il riferimento internazionale per la classificazione delle angiosperme (piante con fiori), fa parte della sottofamiglia Campanuloideae, della famiglia Campanulaceae e dell’ordine Asterales. Solo la maggior parte delle specie del genere è ascritta al clade Campanulidi, poiché Wahlenbergia è considerato un genere polifiletico. La denominazione Wahlenbergia Schrad. ex Roth è un “nomen conservandum” (nom. cons.) visto l’uso comune, ampiamente utilizzato e riconosciuto che ne viene fatto.

Pianta fiorita con rosetta basale di foglie intere e allungate dal margine ispessito. Diverse foglie a forma di cucchiaio © beckykerr (a sinistra) © Ian Dickie (a destra)
Il genere è stato descritto validamente in Novae plantarum species praesertim Indiae orientalis (Nov. Pl. Sp.: 399,1821) da Albrecht Wilhelm Roth (1757-1834) medico e botanico che dotò Vegesack (Brema) di un giardino pubblico.
Il genere Wahlenbergia comprende 260 specie (o più, secondo le fonti) cosmopolite, con un ampio areale: Vecchio Mondo (con una forte concentrazione in Sudafrica e con due specie in Cina), parte del Sud America, Australia e Nuova Zelanda. Per alcuni autori, Wahlenbergia si è differenziata in Sudafrica circa 29,6 milioni di anni fa; in Nuova Zelanda si sono diversificate specie erbacee con forma rizomatosa e altre con forma radicata. Le specie con radice evidenziano nei fusti e nelle foglie una marcata variabilità; pertanto, i loro caratteri distintivi specifici sono da ricercarsi nei fiori e relativi organi riproduttivi. Le specie ascritte al genere Wahlenbergia sono erbe annuali o perenni, raramente piccoli arbusti, hanno foglie alterne, saltuariamente opposte e corolle actinomorfe (a simmetria raggiata), lobate. A maturità producono capsule loculicide (frutti secchi che si aprono spontaneamente lungo linee predefinite) in numero pari ai loculi dell’ovario e queste poi rilasciano numerosi semi.

Wahlenbergia albomarginata cresce principalmente dove le precipitazioni annuali sono scarse o su terreni ben drenati come gli habitat rocciosi © Roger Frost
Wahlenbergia albomarginata è una pianta di montagna: cresce dai 700 ai 1700 m s.l.m., principalmente dove le precipitazioni annuali sono scarse, nelle praterie secche, negli habitat rocciosi e subalpini e anche lungo i corsi d’acqua purché in terreni ben drenati, sabbiosi o sassosi. È una piccola pianta erbacea perenne, molto rustica, che può sopravvivere alle avversità grazie alla sua porzione ipogea. La sua radice a fittone, dopo il primo anno sviluppa rizomi sottili e intrecciati che ne favoriscono la diffusione con la formazione di colonie e contribuiscono al consolidamento dei terreni sciolti. Nei pascoli è appetita dagli ovicaprini e dovunque è predata da lumache e cavallette.
Wahlenbergia albomarginata si distingue all’interno del genere per avere: il tubo della corolla campanulata solitamente più lungo che largo, le foglie radicali disposte a rosetta e i fiori, a forma di campana, solitari su singoli steli lisci ed eretti. Wahlenbergia albomarginata ha foglie intere, di forma da lineare o ellittica a ovata o obovata (da 10 × 2 a 40 × 10 mm), attenuata e gradualmente ristretta verso il picciolo lungo quanto la lamina; nel complesso simile all’aspetto di un cucchiaio.

La corolla è formata da 5 petali con apice acuminato. Lo stilo, lungo quanto il tubo corollino, reca uno stigma trilobato © snowslave
In genere le foglie sono disposte in rosetta sopra un brevissimo fusticino; quelle radicali sono spatolate, spesso irsute, crenato-serrate con margine ispessito bianco e con picciolo piatto e ciliato. Il colore delle foglie è variabile e a volte ha sfumature rosee.
Ogni fiore strettamente campanulato-rotato, con 5 lobi equilunghi e disposti a “stella”, è portato da un singolo scapo solitario, cilindrico. Nella descrizione di Hooker lo scapo è definito come spitamèo, cioè non superante in lunghezza una spanna. Il calice è molto più corto del tubo della corolla campanulata, che lo supera di tre volte; lo stilo, invece, è lungo quanto il tubo corollino. Il colore dei fiori è chiaro ( con venature) e nelle diverse popolazioni varia dal blu molto pallido (a volte tendente a un violetto chiaro), fino al bianco.
Il frutto secco è una capsula cilindrica a cupola e loculicida (che si apre in corrispondenza della linea mediana di ogni carpello) con tre valvole apicali minute.

Capsula in maturazione. I numerosi semi, marroni a maturità, sono ellissoidi lisci e lucidi, lunghi 0,5 mm © Duncan Cunningham
I semi, numerosi, sono lunghi 0,5 mm, ellissoidi lisci e lucidi e color marrone, a maturità. Fiorisce alla fine della primavera – inizio estate, con un lungo periodo di fioritura. Corredo cromosomico: 2n=36.
Wahlenbergia albomarginata risponde a specifiche condizioni ambientali con qualche variazione morfologica: se cresce in ambienti ventosi ha foglie più rigide e più o meno sessili in ciuffi compatti; se cresce ombreggiata presenta le foglie, talvolta alterne, su steli allungati; in condizione di siccità i margini delle foglie si ispessiscono.
Secondo Plants of the World Online Wahlenbergia albomarginata conta cinque sottospecie:
– Wahlenbergia albomarginata Hook. subsp. albomarginata, che è la sottospecie nominale o monotipica, cioè la prima popolazione descritta formalmente e scientificamente.
– Wahlenbergia albomarginata subsp. decora J.A.Petterson, Wahlenbergia albomarginata subsp. flexilis (Petrie) J.A.Petterson;
– Wahlenbergia albomarginata subsp. laxa (G.Simpson) J.A.Petterson;
– Wahlenbergia albomarginata subsp. olivina J.A.Petterson.
Judith Ann Petterson (1928-2007), formatasi alla Victoria University di Wellington, è stata l’autrice dell’importante Revision of the genus Wahlenbergia (Campanulaceae) in New Zealand, pubblicato nel New Zealand Journal of Botany 35(1): 9–54. 1997. In questo lavoro sono esplicitati i caratteri distintivi delle cinque sottospecie di Wahlenbergia e le rispettive zone native riassunte come segue: Wahlenbergia albomarginata subsp. albomarginata vive in zone con scarse precipitazioni e si distingue per avere foglie intere, da lineari a ellittiche, spesso marginate di bianco; Wahlenbergia albomarginata subsp. decora cresce su ghiaioni e ha foglie dentate, ondulate e i fiori profumati; Wahlenbergia albomarginata subsp. flexilis si sviluppa su substrati calcarei e presenta foglie intere e ovate; Wahlenbergia albomarginata subsp. laxa vive in regioni ad alta piovosità ed esibisce foglie oblanceolate, dentate, ondulate e prive di margini bianchi, ha i fiori relativamente più grandi rispetto alle altre sottospescie; Wahlenbergia albomarginata subsp. olivina è una serpentinofita (specie adattata a substrati serpentinosi) con foglie intere color verde oliva scuro e con margini bianchi.
Wahlenbergia albomarginata è utilizzata come pianta ornamentale per fioriere e rock garden. Con i fiori arriva a 10 cm di altezza ed è considerata una pianta a manutenzione relativamente bassa. Richiede un terreno ben drenato e un’esposizione diretta al sole. Beneficia della pacciamatura e si propaga per via agamica. Per questa pianta, vengono indicate come zone di resistenza invernale quelle comprese nell’intervallo Z5–Z9.
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