Zamenis longissimus

Famiglia : Colubridae

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Testo © Dr. Carlo Zucchi

 

Zamenis longissimus, Elaphe longissima, Colubridae, Saettone, Colubro di Esculapio

Il Saettone o Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) è fra i serpenti più grandi ed eleganti presenti in Europa. Raggiunge i 130-180 cm trovandosi perfettamente a suo agio al suolo o fra i rami degli alberi © Giuseppe Mazza

Il Saettone o Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus Laurenti, 1768) è uno dei serpenti più grandi e belli presenti sul suolo europeo.

Il nome del genere Zamenis deriva dall’aggettivo greco “ζαμενής” (zamenés) = molto forte, violento che deriva dalla combinazione del prefisso “ζα-” (za-) che rafforza il significato della parola cui è unito, e del sostantivo “μένος” (ménos) = forza, impeto, violenza, mentre longissimus fa riferimento in latino alle cospicue dimensioni.

Il nome volgare di Colubro d’Esculapio è invece dovuto al fatto che gli antichi romani portavano cesti pieni di questi serpenti in battaglia o ne facevano un uso cultuale, visto che era il serpente sacro ad Esculapio, dio della medicina e della guarigione. Ciò favorì indubbiamente l’ampliarsi dell’areale della specie.

Ed anche in epoca moderna è frequente l’iconografia di questo rettile, visto che appare sul logo delle farmacie o dell’ordine dei medici: è il famoso serpente avvinghiato al bastone.

Zoogeografia

Zamenis longissimus è una specie monotipica, presente nell’Europa centro-meridionale. La troviamo nel nord della Spagna, nella Francia centro-meridionale ed in alcune località della Germania, Svizzera, Italia centro-settentrionale, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia meridionale e Balcani fino alla Grecia.

Inoltre, è possibile trovarla nel sud dell’Ucraina, nel sudovest della Russia, nel sudest della Turchia, nella parte occidentale del Caucaso e nel nord ovest dell’Iran.

In Italia centrale il Saettone “cede il passo” al Saettone occhi rossi (Zamenis lineatus) specie molto simile dal punto di vista ecologico e che si distingue sulla base di alcuni caratteri morfologici e molecolari.

Ecologia-Habitat

Si tratta di un serpente tipico di habitat forestali temperati a quote medio-basse, con moderata umidità e calore. Predilige quindi ampie foreste decidue mesofile con ricca vegetazione arbustiva e radure aperte, zone limitrofe a corsi d’acqua, cumuli di pietre e legname vario coperti da rampicanti, ma anche rovine e margini di zone coltivate ricche di siepi ed ambienti ecotonali, cioè di transizione tra due ecosistemi diversi, come per esempio il limite di un bosco.

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Qui avanza tranquillo fra i sassi sul greto di un fiume raccogliendo nell’aria, con la lingua in movimento, l’odore di possibili prede. Ha certamente visto la cavalletta a sinistra, ma tira dritto, insieme alle lucertole, gli insetti sono ormai uno sbiadito ricordo della dieta giovanile: gli adulti si nutrono principalmente di piccoli mammiferi, uova e nidiacei © Gianfranco Colombo

Nella parte più settentrionale dell’aerale di distribuzione è limitato a zone più calde e rivolte a sud.

Il Saettone è un rettile terricolo-arrampicatore, che si muove calmo ed elegante, attivo di giorno e al crepuscolo. Nei periodi caldi può essere attivo anche di notte o durante le piogge. Spesso lo si vede termoregolare in luoghi adatti ma anche sull’asfalto dove, purtroppo, alto è il rischio di mortalità. Nei momenti più caldi si ritira all’interno di rifugi.

L’ibernazione può durare 5-6 mesi (a seconda della località e delle condizioni climatiche) mentre il suo periodo d’attività è compreso tra aprile-maggio ed ottobre.

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Eccolo intento a un ricco pasto. Ha scoperto e sta ingoiando fra i rami un giovane cuculo. Il Saettone non è un serpente velenoso e uccide le prede soffocandole per costrizione © Museo Civico di Lentate sul Seveso

Morfofisiologia

Il colubro d’Esculapio è un serpente di taglia piuttosto grande, dai 130 cm ai 180 cm, con corpo possente ma slanciato.

Le caratteristiche delle squame sono: 1 grossa preoculare, 2 postoculari, nessuna suboculare, 8-9 sopralabiali, 212-250 ventrali con leggere carenature ai lati (che sono d’aiuto all’animale durante le salite sui tronchi verticali), 65-90 subcaudali, piastra anale divisa.

La testa è affusolata, leggermente distinta dal corpo; gli occhi sono moderatamente grandi, con pupilla rotonda ed iride giallastra o dorata. Le parti inferiori e le zone labiali sono giallastre, quelle superiori di un uniforme marroncino-olivastro, più chiaro verso la testa e le prime zone corporee.

Il capo si distingue inoltre per delle bande postoculari scure che vanno dal retro dell’occhio alle tempie posteriori; dietro a queste si trova un semi-collare chiaro a volte appena accennato.

In alcuni individui è presente anche una banda suboculare scura.

Lungo il corpo si possono notare delle linee dorso-laterali mal definite; inoltre i bordi delle squame dorsali e laterali sono pigmentati di chiaro dando così l’effetto di una rada e diffusa puntinatura bianca.

Le femmine si distinguono per le dimensioni minori, coda relativamente più corta ed assenza di rigonfiamenti alla base della coda.

I giovani, oltre a differire per dimensioni, hanno livrea diversa: la sommità della testa è marrone scuro con una banda trasversale tra gli occhi; sono presenti inoltre due bande scure retro-oculari che non si congiungono con il paio di bande scure retro-mandibolari, due macchie scure sotto gli occhi, un semi-collare chiaro sulla nuca, una macchia scura a V rovesciata dietro di esso.

Il resto del corpo giovanile è chiaro con serie regolari di ampie macchie marroncine che danno un effetto reticolatura.

Il simile Zamenis lineatus, o Colubro Italiano d’Esculapio, è praticamente uguale: si distingue solo per le dimensioni della testa, leggermente più slanciata, per l’iride rossa, per le striature dorso-laterali meglio definite è più strette, e per la puntinatura bianca che è più concentrata in prossimità di suddette strie.

Etologia-Biologia riproduttiva

Il saettone è un serpente innocuo, non velenoso, che uccide le proprie prede per costrizione. Si nutre principalmente di nidiacei, uova e piccoli mammiferi; i giovani soprattutto di piccole lucertole ed invertebrati.

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Le femmine depongono 2-15 uova. I piccoli, lunghi alla nascita 25-35 cm, hanno una livrea mimetica molto diversa, a macchie marroncine, con un effetto di reticolatura © Daniel Jablonsk

A maggio inizia la stagione riproduttiva: caratteristici sono i duelli tra maschi che si avvinghiano l’un l’altro cercando di spingersi a terra. Poi il vincitore, individuata la femmina adatta, trascorre un po’ di tempo con lei ed in seguito ha luogo una specie di danza. Alla fine di questo rituale il maschio morde la femmina alla nuca, bloccandola, e procede alla fecondazione.

Verso luglio le femmine depongono nelle fessure delle rocce, tra la vegetazione marcescente o sotto i tronchi caduti, 2-15 uova biancastre di circa 3-4 cm. I piccoli, lunghi circa 25-35 cm, nascono a settembre. Nel primo anno raggiungono una lunghezza di 40-45 cm circa ma per la maturità sessuale occorre attendere il quarto anno.

Sinonimi

Coluber sellmani, Donndorff 1798; Coluber aesculapi Lacépède, 1789; Elaphe longissima, Laurenti 1768; Coluber longissima, Laurenti 1768.

 

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