Zebrasoma flavescens

Famiglia : Acanthuridae.

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Testo © Giuseppe Mazza

 

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Lo Zebrasoma flavescens è di casa nel Pacifico, dall'Indonesia alle Hawaii © G. Mazza

Il Pesce chirurgo giallo (Zebrasoma flavescens Bennett, 1828), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia degli Acanthuridae.

Il nome del genere “zebrasoma”, viene da “zebra”= zebra, il ben noto equino africano, e dal greco “soma” = corpo, è cioè un animale “dal corpo zebrato” per le bande insolitamente verticali in un pesce chirurgo, anche se in questa specie sono praticamente invisibili. Ma per la dorsale a vela ed il profilo concavo fra l’occhio e il muso è stato giustamente apparentato al Zebrasoma desjardinii.

Il nome della specie “flavescens” viene dal latino “flavus”= giallo, e quindi “che tende al giallo”.

Zoogeografia

Il pesce chirurgo giallo è presente nelle acque tropicali del Pacifico asiatico, dall’Indonesia e il nord dell’Australia fino alle Filippine, Taiwan, la Micronesia e le Hawaii.

Recentemente è stato introdotto in Florida.

Ecologia-Habitat

Vive nelle formazioni madreporiche, in genere fra 1 e 46 m di profondità, ma seguendo le rocce coperte d’alghe può scendere anche più in basso, fin verso gli 80 m.

Morfofisiologia

Può raggiungere i 20 cm, ma la taglia normale è di 14 cm circa. Il corpo è piatto, più o meno ovale o tondeggiante a pinne distese. La dorsale ha 5 raggi spinosi e 23-26 raggi molli; l’anale 3 raggi spinosi e 19-22 raggi inermi; le ventrali sono di taglia molto modesta; le pettorali contano 19-22 raggi molli; la caudale è troncata.

Il peduncolo caudale mostra la lama tagliente tipica dei pesci chirurgo, evidenziata su entrambi i lati dalle labbra bianche del solco che le alloggia. È velenosa solo nei giovani. La bocca ha denti minuscoli dentellati ai bordi: 18 sopra e 22 sotto, fatti per una dieta basata sulle alghe, specialmente filamentose.

Per la bellezza e la taglia modesta è il pesce marino più comune negli acquari domestici © Giuseppe Mazza

Per la bellezza e la taglia modesta è il pesce marino più comune negli acquari domestici © Giuseppe Mazza

Il colore è un bel giallo splendente, ma può variare secondo le zone con sfumature più o meno calde.

Si nota spesso sui lati una banda leggermente più pallida o più brillante.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il pesce chirurgo giallo nuota tutto il giorno alla ricerca d’alghe minute, senza trascurare i detriti, pellicola di diatomee ed alghe blu-verdi che copre i fondali assolati, ed i piccoli invertebrati che trova fra gli interstizi madreporici. Lo si vede anche spulciare in gruppo le Tartarughe verdi (Chelonia mydas) che sbarazza d’alghe e parassiti.

La riproduzione può avvenire tutto l’anno con uova pelagiche, nelle notti di luna piena. In genere è collettiva, ma può essere anche un fatto di coppia o di un maschio con più femmine. Questi possiedono infatti spesso un territorio col loro piccolo harem.

È uno dei pesci più richiesti dal mercato acquariologico, anche perché si adatta meglio d’altri acanturidi alla vita in cattività: è meno aggressivo, più facile da nutrire e resistente alle malattie. L’incredibile traffico del Zebrasoma flavescens costituisce circa la metà dei pesci marini destinati all’esportazione.

Considerazioni morali a parte, se si pensa che un giovane pesce chirurgo giallo pesa solo 60 g e che quindi la biomassa prelevata è irrisoria rispetto alle specie destinate all’uso alimentare, non si può certo dire che sia un animale in pericolo: le popolazioni possono raddoppiare in appena 15 mesi e la vulnerabilità della specie è oggi valutata 35 su 100, contro per esempio il drammatico 82 su 100 del Tonno rosso (Thunnus thynnus).

Sinonimi

Acanthurus flavescens Bennett, 1828.

 

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