Acanthurus dussumieri

Famiglia : Acanthuridae.

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Il Pesce chirurgo di Dussumier (Acanthurus dussumieri Valenciennes, 1835), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla ben nota famiglia degli Acanthuridae.

Il nome del genere “acanthurus”, viene dal greco “akantha“, spina, e “ura” = coda, per la spina affilata che questi pesci recano sui due lati della coda. Il nome della specie, “dussumieri”, = di Dussumier in latino, ricorda il celebre naturalista Jean-Jacques Dussumier (1792-1883) cui furono dedicati vari animali, come la Nectarinia dussumieri delle Seychelles, perché raccoglieva pesci dell’Oceano Indiano per conto del Museo di Storia Naturale di Parigi.

Zoogeografia

L’ Acanthurus dussumieri ha una diffusione vastissima nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano e del Pacifico, dove tuttavia non riesce a raggiungere le coste americane e si ferma alle Hawaii.

Ecologia-Habitat

Vive in genere sulla parte più esterna delle formazioni madreporiche, in acque relativamente profonde, fra i 10-130 m.

Morfofisiologia

Il Pesce chirurgo di Dussumier raggiunge i 54 cm, anche se la maggior parte degli animali catturati dai pescatori locali supera raramente i 35 cm. Come in tutti gli Acanthurus, il corpo è piatto, quasi ovale, e presenta una grande pinna dorsale con 9 spine e 25-27 raggi molli. L’anale, simmetrica e più corta, ha 3 raggi spinosi e 24-26 inermi. Le ventrali, con un raggio spinoso e 5 molli, sono di taglia modesta. Le pettorali presentano 16-17 raggi molli e la caudale è lunata.

Acanthurus dussumieri, Pesce chirurgo di Dussumier, Acanthuridae

L’Acanthurus dussumieri può superare i 50 cm di lunghezza e scendere fino a 130 m di profondità © Giuseppe Mazza

Alla base del suo peduncolo, protetta da una guaina bianca e circondata da una macchia scura per un maggior risalto ed un chiaro ammonimento agli importuni, c’è la lama erettile tipica del genere, che non è avvelenata. Il colore d’insieme è bruno verdastro, secondo le zone, ma quando si osserva la livrea da vicino i dettagli sono splendidi. A parte la tipica striscia arancio accanto agli occhi, ripresa dal colore della dorsale, il corpo è un insieme d’arabeschi ondulati che sfociano verso la gola blu e la coda tempestata di macchie blu su blu che richiamano il finale della pinna anale e della dorsale. La bocca è relativamente grande e solida, per un pesce chirurgo. Sono presenti numerosi rastrelli branchiali.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il Pesce chirurgo di Dussumier è attivo soprattutto di giorno. Si nutre della pellicola di diatomee ed alghe microscopiche verdi e blu-verdi che si depositano sui fondi sabbiosi, di fitoplancton ma anche di zooplancton, detriti organici e piccoli invertebrati. Vive in piccoli gruppi, isolato o in coppia, specie nel periodo riproduttivo. Le uova sono pelagiche e le popolazioni hanno bisogno di 4,5-14 anni per raddoppiare i loro effettivi. Ma anche se viene pescata per l’alimentazione umana, nonostante il rischio della ciguatera, un’intossicazione alimentare legata alla presenza d’organismi velenosi nella loro dieta, non è certo una specie in pericolo.

L’indice di vulnerabilità è attualmente di 36 su una scala di 100.

Sinonimi

Acanthurus lamarrii Valenciennes, 1835; Acanthurus undulatus Valenciennes, 1835; Hepatus dussumieri Valenciennes, 1835; Rhombotides dussumieri Valenciennes, 1835; Rhombotides lamarrii Valenciennes, 1835; Teuthis dussumieri Valenciennes, 1835.

 

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