Allagoptera arenaria

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Allagoptera arenaria, Arecaceae

Nativa del Brasile l’Allagoptera arenaria cresce sulle dune accanto al mare o nella boscaglia retrostante. Raggiunge i 2 m d’altezza con un fusto sotterraneo orizzontale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Brasile (Bahia, Espirito Santo, Paraná, Rio de Janeiro, São Paulo e Sergipe) dove vive lungo le coste sulle dune in prossimità del mare o nella boscaglia retrostante (“restinga”) su suoli sabbiosi, formando spesso dense colonie e assolvendo all’importante ruolo di controllo dell’erosione.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “ἀλλαγή” (allagé) = cambio, cambiamento e “πτερόν” (pterón) = ala, con riferimento alle foglioline disposte sul rachide in varie direzioni; il nome della specie è l’aggettivo latino “arenarius, a, um” = sabbioso, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: seashore palm (inglese); buriri, buri-de-praia, cachandó, caxandó, coco-da-restinga, coco-de-praia, coquiero-de-praia, guriri, guriri da restinga, imburi, motacu-chì, motacuchi, motagui, pissandó, purunã (Brasile).

L’Allagoptera arenaria (Gomes) Kuntze (1891) è una specie monoica inerme, alta fino a circa 2 m, con corto fusto sotterraneo orizzontale, solitario o a volte biforcato, raramente emergente fino a circa 1 m di altezza, di 10-12 cm di diametro.

Allagoptera arenaria, Arecaceae

Particolare di una foglia pennata, elegantemente arcuata, che può sfiorare i 2 m con coppie di foglioline lanceolate e di un’infiorescenza. Con dense colonie, questa palma assolve spesso un importante ruolo nel controllo dell’erosione © Giuseppe Mazza

Le foglie sono pennate, elegantemente arcuate, lunghe 1-1,8 m, con 35-50 coppie di foglioline lanceolate con apice acuto o bilobato, lunghe nella parte centrale 30-48 cm e larghe 1,2-2 cm, disposte da ambo i lati del rachide in gruppi di 1-4, distanziati tra loro di 2-3 cm, e dirette in varie direzioni, coriacee, di colore verde scuro lucido superiormente, ricoperte da una patina cerosa grigio-azzurra inferiormente e nervatura centrale prominente superiormente.

Infiorescenze, su robusto peduncolo lungo 50-70 cm, tra le foglie (interfogliari), erette, spiciformi, compatte, lunghe 15-18 cm, inizialmente protette da una brattea tubulare legnosa, con fiori unisessuali giallo-verdastri, fragranti, disposti nella prima metà in triadi (un fiore femminile tra due maschili), mentre nella restante parte sono presenti solo fiori maschili in coppia. Fiori maschili, su un lungo pedicello piuttosto appiattito, con 6-18 stami, fiori femminili sessili con gineceo ovoide triloculare; i fiori maschili maturano (e cadono) 8-9 giorni prima di quelli femminili (proterandria), ciò favorisce la fecondazione incrociata. Frutti obovoidi, angolosi per mutua pressione, di colore verde giallastro, di 1,2-2,3 cm di lunghezza e 1-1,6 cm di diametro, contenenti generalmente un solo seme obovoide di circa 1,7 cm di lunghezza e 1,4 cm di diametro.

Si riproduce per seme, che non ha una lunga durata di germinabilità, preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 2-5 mesi e crescita iniziale piuttosto lenta. Può anche essere propagata per divisione di piante accestite.

Oltre ad essere una delle palme acauli più ornamentali, è anche tra le più resistenti e adattabili a condizioni di coltivazione notevolmente diverse, pur essendo originaria di zone tropicali umide cresce bene anche in quelle a clima temperato caldo di tipo mediterraneo, dove può sopportare senza danno temperature fino a circa -4 °C, se eccezionali e di breve durata, e poco meno con danneggiamento della parte aerea. Preferisce il pieno sole, ma si adatta a situazioni parzialmente ombreggiate, e non è per nulla esigente riguardo al suolo, anche povero, purché drenante.

Allagoptera arenaria, Arecaceae

I frutti sono obovoidi, angolosi per mutua pressione, sono un’importante fonte di cibo per la fauna frugivora che disperde i semi © Giuseppe Mazza

Resiste alla salinità nel terreno e agli aerosol marini, può essere quindi utilizzata in giardini in prossimità del mare, ma anche in giardini di tipo desertico, sopportando altrettanto bene periodi di siccità, anche se trae vantaggio, per una crescita più veloce, di regolari innaffiature nei climi con lunghi periodi di secco; allo stesso scopo sono utili le concimazioni con prodotti bilanciati a lento rilascio. Il frutto è commestibile, con polpa di color arancio, fibrosa, aromatica, di sapore tra il dolce e l’acidulo, consumato fresco o sotto forma di succo o marmellata.

Specie pioniera di notevole importanza ecologica per le assolate zone dunose costiere (restinga) del Brasile, creando con la sua chioma un microclima più fresco, umido e ombroso e fornendo con i suoi residui materia organica, che insieme favoriscono l’insediamento di altre specie meno tolleranti dell’intenso calore e della povertà del suolo; i frutti rappresentano anche una importante fonte di cibo per la fauna frugivora, che a sua volta contribuisce alla dispersione dei semi.

Sinonimi: Cocos arenaria Gomes (1812); Allagoptera pumila Nees (1821); Diplothemium littorale Mart. (1826); Diplothemium maritimum Mart. (1826); Diplothemium arenarium (Gomes) Vasc. & Franco (1948).

 

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