Amanita pantherina

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Testo © Loredana Battisti

 

Uno dei funghi più pericolosi, decisamente mortale © Giuseppe Mazza

Uno dei funghi più pericolosi, decisamente mortale © Giuseppe Mazza

Famiglia: Amanitaceae Roze.

Genere: Amanita Persoon.

Sottogenere: Amanitaria (Gilbert) Gilbert.

Amanita pantherina (De Condolle: Fries) Krombholz 1836.

L’origine del nome, dal latino pantherina = attinente alla pantera: per il colore del cappello.

Il Sottogenere Amanitaria è caratterizzato da basidiomi con velo generale o universale a struttura ifale filamentosa, fioccosa. Margine del cappello striato, base bulbosa, volva “circoncisa” e dissociata in uno o più anelli (cercini).

Cappello: 10-12 cm, mediamente carnoso, da globoso ad emisferico a convesso a piano-convesso, cuticola facilmente separabile di colorazione brunastra, bruno-bistro, più o meno intensa, cosparsa di verruche fioccose bianche detersili, margine più chiaro e striato.

Imenoforo: lamelle poco fitte, libere al gambo, intercalate da lamellule tronche bianche, tagliente intero concolore. Spore in massa bianche.

Gambo: 5-15 x 0,5-1,5 cm, mediamente robusto, slanciato, cilindrico, fistoloso, attenuato all’apice e ingrossato alla base in un bulbo sub sferico-ovoidale, di colore bianco. Anello piuttosto basso, ampio e membranoso, persistente, bianco. Volva, aderente al bulbo con parte superiore nettamente circoncisa e cercinata, bianca, finemente pruinosa.

Carne: spessa, soda, bianca immutabile. Odore di humus e sapore non particolare.

Reazioni chimiche: spore non amiloidi = destrinoidi a contatto con il reagente di Melzer.

Habitat: ubiquitaria estate-autunno inoltrato, soprattutto in boschi di latifoglia (querce, noccioli, carpini e castagni) ma anche presso conifere (pecci e pini). La possiamo trovare nelle zone alpine come in quelle mediterranee.

Commestibilità: tossico.

Amanita pantherina : basidi, cellule marginali, cuticola e spore © Pierluigi Angeli

Amanita pantherina : basidi, cellule marginali, cuticola e spore © Pierluigi Angeli

Sindrome panterinica o neurotossica anticolinergica a breve latenza, da 15-30 minuti a 4 ore circa dall’ingestione.

Principali sintomi : disturbi neuropsichici (euforia, ebbrezza, collera, stato confusionale), dilatazione e restringimento della pupilla a fasi alterne, incoordinazione dei movimenti volontari, eccitazione o depressione del sistema nervoso centrale, possibili convulsioni, raramente morte, durata dei sintomi dalle 4 alle 8 ore.

Stessa sindrome della Amanita muscaria, ma con un quadro clinico mediamente più grave rispetto ad essa.

Note: basidioma molto comune, quasi infestante nelle zone mediterranee, e facilmente riconoscibile da alcuni caratteri distintivi fondamentali, come il colore bruno del cappello, cosparso da numerose fioccosità bianche,il margine nettamente striato, la base del gambo con volva circoncisa e cercinata.

Varietà della specie al pari velenose:

Amanita pantherina var. abietum (Gilbert) Vesely, identica al typus, più robusta habitat conifere.

Amanita pantherina for. albida Schulz, completamete bianca.

Amanita pantherina for. xantha Contu, con cappello giallo vivo.

Osservazioni: da non confondere soprattutto con altre Amanite somiglianti come Amanita spissa, Amanita rubescens, Amanita aspera, commestibili dopo cottura, che presentano una colorazione del cappello molto simile, ma attenzione al tipo di volva, che in queste ultime risulta dissociata, napiforme, inoltre hanno il margine del cappello non striato, alcune tendono ad assumere una colorazione rossastra (tipico della Amanita rubescens). Possibile confusione potrebbe nascere con il Genere Macrolepiota, i basidiomi appartenenti a questo Genere non hanno volva ma solo una base bulbosa; purtroppo i meno esperti possono scambiarle ma sono due Generi diversi, per questo non bisogna mai confrontarli con foto prese da testi senza conoscerne i caratteri distintivi.

 

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