Archontophoenix myolensis

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria dell’Australia dove cresce sull’altipiano di Atherton (Queensland nordoccidentale) nella foresta pluviale sulle rive del torrente Creek e dei suoi affluenti, nei pressi di Myola, tra 350 e 450 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione del sostantivo greco “ἄρχων, -οντος” (archon, -ontos) = alto magistrato e del nome della palma Phoenix; il nome specifico fa riferimento alla località di origine.

Nomi comuni: Myola Archontophoenix, Myola king palm, Myola palm (inglese).

L’Archontophoenix myolensis Dowe (1994) è una specie monoica inerme a fusto solitario eretto, cilindrico, leggermente ingrossato alla base, alto fino a 20 m con un diametro di 20-30 cm, allargato alla base fino a circa 50 cm, di colore verde nella parte più giovane, grigio e fessurato verticalmente in quella più vecchia, su cui sono visibili gli anelli traccia della attaccatura delle foglie cadute.

Le foglie, su un picciolo lungo 20-30 cm, sono paripennate, lunghe 3-4 m, lievemente arcuate e con la parte terminale leggermente ruotata attorno al rachide, la base fogliare fascia interamente il fusto per un’altezza di 0,8-1 m formando una sorta di capitello tubolare, appena ingrossato alla base, di colore verde chiaro con riflessi cerulei. Foglioline, in numero di circa 70 per lato, lineari con apice acuto, lunghe nella parte mediana fino a circa 90 cm e larghe 3-4 cm, ravvicinate e disposte regolarmente sul rachide in un piano. Superiormente di colore verde intenso lucido, grigioverde inferiormente, per la presenza di microscopiche scaglie grigio-argentee, e prive di “ramenta” (minuscole scaglie brune allungate con i margini irregolarmente dentati) nella nervatura centrale.

Archontophoenix myolensis, Arecaceae

L’Archontophoenix myolensis è una rara specie australiana endemica della foresta pluviale del torrente Creek e dei suoi affluenti nel Queensland nordoccidentale, nei pressi di Myola, tra 350 e 450 m di altitudine © Giuseppe Mazza

Infiorescenze a pannocchia sotto le foglie (infrafogliari) di colore bianco crema, inizialmente racchiuse in una brattea decidua di colore verde chiaro, lunga fino a 45 cm, proterandre (i fiori maschili maturano prima di quelli femminili, ciò evita l’autofecondazione favorendo quella incrociata).

Ramificazioni di quarto ordine e fiori unisessuali di colore bianco crema, sessili, riuniti a gruppi di tre (un fiore femminile in mezzo a due fiori maschili), tranne nella parte terminale delle rachille (ramificazioni secondarie dell’infiorescenza) dove sono presenti solo fiori maschili solitari o in coppia.

I frutti sono ovoidi, allungati, di 1,3-2,1 cm di lunghezza e 1-1,2 cm di diametro, di colore rosso lucido a maturità, contenenti un solo seme; il mesocarpo presenta un solo strato di fibre sottili, larghe meno di 0,5 mm, biforcate intorno alla mezzeria.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio aerato e drenante mantenuto umido alla temperatura 24-26 °C, con tempi di germinazione di 1-3 mesi; la prima fogliolina è bifida.

La più rara del genere, sia in natura che in coltivazione, presenta le stesse potenzialità ornamentali e paesaggistiche, come esemplare isolato, in gruppo o in fila ai lati di strade e viali, delle altre Archontophoenix.

Di facile coltivazione e crescita abbastanza rapida, può essere utilizzata nelle regioni tropicali, subtropicali e marginalmente temperato calde, dove temperature appena sotto 0 °C sono eventi rari e di breve durata.

Richiede una esposizione in pieno sole, tranne nella fase giovanile quando necessita di una posizione semi-ombreggiata, preferibilmente al riparo dal vento, elevate temperature e umidità ambientale. Si adatta a diversi tipi suolo, purché drenanti, ma cresce al meglio in quelli ricchi e con ampia disponibilità d’acqua, in particolare nelle regioni caratterizzate da lunghe estati calde e secche. Esemplari giovani possono essere coltivati in vaso per la decorazione di interni luminosi, utilizzando un terriccio drenante ricco di sostanza organica.

Differisce dall’Archontophoenix cunninghamiana per la parte inferiore delle foglioline, che presentano un colore grigioverde e la nervatura centrale priva di “ramenta”, e per le infiorescenze di colore bianco crema, dall’Archontophoenix alexandrae per le maggiori dimensioni dei frutti e dall’Archontophoenix tuckeri per la presenza nel mesocarpo di un solo strato di fibre, anziché due, di larghezza inferiore.

Per la ristretta area di origine, il numero limitato di individui e la crescente antropizzazione, la specie è stata inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature) come “vulnerabile” (specie a rischio di estinzione in natura).

 

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