Brahea edulis

Famiglia : Arecaceae


Testo © Alessandro Marini

 

Brahea edulis

Endemica dell’isola di Guadalupe, Brahea edulis raggiunge i 12 m d’altezza © Alan Harper

Brahea edulis H.Wendl. ex S.Watson è endemica dell’isola di Guadalupe, al largo della costa occidentale del Messico. Si trova sui pendii ripidi e rocciosi di origine vulcanica, nel nebbioso versante nord-ovest dell’isola.

Il nome del genere Brahea è dedicato all’astronomo danes Tycho Brahe (1546–1601). Il nome della specie edulis deriva dal latino “edo”, mangiare e fa riferimento ai semi considerati edibili.

Nomi comuni: Guadalupe Palm (inglese), Palma de Guadalupe (spagnolo).

Brahea edulis ha fusto solitario, alto fino a 12 m e largo fino a 40 cm, di colore grigio scuro, segnato da fessure verticali e orizzontali, queste ultime in corrispondenza delle foglie cadute. Sotto la chioma il fusto è coperto dalle fibre marroni presenti alle basi dei piccioli, che persistono per un breve periodo insieme alle foglie seccate.

La chioma è larga fino a 4 m ed è formata da 20/30 foglie circolari, divise per un terzo della lunghezza e moderatamente costapalmate, molto coriacee, di colore verde scuro o verde medio. Le foglie sono lunghe fino a 1 m, portate da piccioli giallo-verdi con i bordi armati da piccole spine, lunghi fino ad 1 m.

Brahea edulis è specie monoica che presenta infiorescenze su due ordini, lunghe fino a 1,2 m, più corte delle foglie e poco visibili attraverso la chioma. I fiori maschili e femminili sono gialli.

I frutti sferici sono larghi circa 3,5 cm, di colore verde oliva che diventa nero a maturazione.

Si propaga per seme che, se prelevato appena maturo, impiega da 3 a 4 mesi a germinare, posto a 25°C. Successivamente alla maturazione la germinazione diventa più lenta e occorre immergere i semi in acqua calda per 24 ore allo scopo di accelerare la germinazione. Il seme produce un lungo fittone prima delle foglioline, quindi deve essere piantato in vasi profondi o direttamente a dimora. Il tasso di crescita delle piantine è lento.

Brahea edulis è una palma molto conosciuta in coltivazione per la sua grande adattabilità a diversi climi ed ambienti e per la sua robustezza.

Vegeta bene in tutti i tipi di terreno, anche quelli poveri in termini di nutrienti, purchè ben drenanti. Una volta ambientata nella sua posizione finale sopporta bene la siccità. Richiede sempre esposizione in pieno sole e deperisce se posta in posizioni ombreggiate. Dato l’areale di provenienza, sopporta meglio l’umidità atmosferica della congenere e altrettanto nota Brahea armata, ed è molto resistente ai venti e all’aerosol marino.

Può essere coltivata in diverse zone climatiche, dai tropici alle zone temperate dove può sopportare gelate fino a -7 °C, se tenuta in pieno sole.

Brahea edulis

Specie a rischio, ha una chioma di 4 m con 20-30 foglie circolari, divise per un terzo della lunghezza. I frutti sono commestibili, e purtroppo anche la gemma apicale fresca © Alan Harper

Questa specie può essere trapiantata abbastanza facilmente anche da adulta, con diversi metri di fusto. In questo caso, anche se le spesse radici carnose si rompono e si disseccano durante il trapianto, la pianta ne emetterà di nuove rapidamente. È importante stabilizzare bene l’esemplare attraverso solidi pali di sostegno e innaffiare spesso, fino alla ripresa vegetativa. Aiuta anche l’eliminazione delle foglie inferiori della chioma, per diminuire la traspirazione dopo il trapianto.

Brahea edulis è attualmente classificata “in pericolo” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), nonostante il gran numero di esemplari coltivati in tutto il mondo, a causa della diminuzione della popolazione originaria. All’inizio del 1800 l’importazione delle capre da parte dei coloni nell’isola di Guadalupe ha avuto come conseguenza la difficoltà di moltiplicazione di questa specie per il continuo prelievo negli anni dei giovani nuovi nati. Questo fenomeno ha riguardato anche tutte le altre specie arboree della flora originaria di Guadalupe, come il cipresso di Guadalupe (Cupressus guadelupensis), e ha modificato l’ambiente originario dell’isola dalle iniziali foreste diffuse alle attuali colline rocciose. Dalla fine del 1900 è stato attuato un progetto di eradicazione delle capre selvatiche, ma questo progetto si è concluso solo nel 2005. Di conseguenza si prevede oggi che sia Brahea edulis che le altre specie arboree dell’isola riprendano a colonizzare le aree abbandonate.

La popolazione locale generalmente consuma i frutti della palma freschi o li utilizza per fare conserve. Anche la gemma apicale giovane viene consumata sia cotta che fresca in insalata.

Sinonimi: Erythea edulis (H.Wendl. ex S.Watson) S.Watson.

 

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