Cochlearia officinalis

Famiglia : Brassicaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Cochlearia officinalis

Cochlearia officinalis è una specie nativa dell’Europa settentrionale e occidentale, oggi naturalizzata in altre parti d’Europa e nell’Argentina meridionale © Philip Goddard

Cochlearia officinalis L. è una specie della famiglia Brassicaceae, tribù Cochlearieae, nativa dell’Europa settentrionale e occidentale, oggi diffusa e naturalizzata in altre parti d’Europa e in America (Argentina meridionale). Nei luoghi d’origine vive sulle scogliere marine, nelle fessure delle pareti costiere, nelle spiagge di ghiaia e nelle paludi salmastre. Nell’entroterra predilige le aree vicino le miniere di sale ma può crescere, grazie alla sua versatilità, su terreni  sabbiosi e argillosi purché periodicamente bagnati. Tollera temperature molto basse.

Il nome di genere Cochlearia deriva del lat. cochlear, cucchiaio, per la forma delle foglie basali, l’epiteto specifico deriva da lat. offícina, con il significato di laboratorio medievale per la preparazione dei medicamenti.

Cochlearia officinalis, comunemente chiamata erba cocchiara, è una specie erbacea biennale o perenne con radici fittonanti, fibrose capaci di ancorare la pianta a tutti i substrati. Il fusto è eretto, alto fino a 50 cm, angoloso e ramificato. Le foglie basali, con la tipica forma a cucchiaio, sono intere, piuttosto succulente e sorrette da lunghi piccioli. Le foglie cauline sono sessili, cuoriformi alla base, amplessicauli, con denti grossolani, taglienti.

Cochlearia officinalis ssp. officinalis

Alta fino a 50 cm, con un fusto angoloso ramificato e foglie basali a forma di cucchiaio, cresce sulle scogliere marine, nelle fessure delle pareti costiere, nelle spiagge di ghiaia e paludi salmastre, tollerando temperature molto basse © A.S. Kers

I fiori sono molto profumati e raggruppati in racemi terminali, con calice di quattro sepali verdi e quattro petali lunghi 6 mm, bianchi, talora sfumati di viola.

La fioritura avviene da aprile a giugno, talora si protrae ad agosto, cui segue la formazione dei frutti che sono piccole silique deiscenti, ovoidali, lunghe 3-6 mm, contenenti piccoli semi subsferici di 1,2-1,5 x 0.9-1,3 mm marroni o marrone-rossatri, privi di albume.

Cochlearia officinalis è una specie polimorfa, principalmente di origine autotetraploide, con numero cromosomico 2n=24 capace di ibridarsi con altre specie affini come Cochlearia danica L. e Cochlearia anglica L.

Ricca di vitamina C o acido ascorbico, fu utilizzata abbondantemente nel XVI secolo per la sua proprietà antiscorbutica. Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.) conosceva questa pianta per le sue proprietà medicinali ma le prime descrizioni dello scorbuto si hanno nel Papiro di Ebers, un testo scritto a Tebe nel 1550 a.C. che, oltre ai sintomi, suggeriva i rimedi con l’uso di vegetali freschi.

I primi sintomi della malattia sono debolezza, stanchezza e dolore a braccia e gambe con diminuzione dei globuli rossi che portano danni alle gengive, caduta dei capelli e sanguinamento della pelle. La morte è certa se non si trova rimedio.

Questa malattia si manifestò durante i lunghi viaggi in mare dei navigatori alla ricerca di nuove terre. L’esploratore Vasco da Gama (1469-1524) perse due terzi del suo equipaggio mentre si recava in India nel 1499 e Magellano (1480-1521) ne perse più dell’80% durante la traversata del Pacifico nel 1520. Successivamente grazie all’uso di questa pianta i marinai non soffrono più di questa malattia nei lunghi viaggi.

Cochlearia officinalis è anche adoperata come disinfettante per la particolare composizione del suo olio essenziale presente, in maggior misura, nelle radici. Studi di laboratorio hanno mostrato, infatti, che esso è dotato di effetto inibitorio sulla crescita di numerosi batteri (Serratia marcescens, Bacillus subtilis, Escherichia coli, Mycobacterium phlei e Mycobacterium tuberculosis).

La pianta ha anche proprietà digestive, toniche, diuretiche ed eupeptiche. In passato si utilizzava anche per trattare le paralisi e i reumatismi.

In commercio esistono diversi prodotti che impiegano questa pianta, come gel disinfettanti, prodotti cosmetici, lozioni per favorire la crescita dei capelli, creme “scavanger” anti radicali liberi.

Cochlearia officinalis

Commestibile e ricca di vitamina C fu utilizzata nel XVI secolo per la sua proprietà antiscorbutica che permetteva lunghi viaggi in mare. L’olio essenziale di cui sono molto ricche le radici, ha proprietà disinfettanti, digestive, toniche, diuretiche ed eupeptiche. I fiori, molto profumati, sbocciano in genere fra aprile e giugno © Gus Routledge

Le foglie carnose spremute possono fornire una buona birra artigianale.

Cochlearia officinalis, oltre alla sottospecie tipica C. officinalis subsp. officinalis L. include 2 sottospecie accettate.

C. officinalis subsp. integrifolia (Hartm.) Nordal & Stabbetorp delle Isole Føroyar, della Russia nordeuropea e della Norvegia e C. officinalis subsp. norvegica Nordal & Stabbetorp presente in Russia nordeuropea e Norvegia, forse anche in Finlandia.

Sinonimi: Cochlearia alpina Sweet; Cochlearia atlantica Pobed.; Cochlearia flagrans Gilib.; Cochlearia kamtschatica Schltdl. ex DC.; Cochlearia linnaei Griewank ex Asch.; Cochlearia officinalis var. gallicica Pau; Cochlearia officinalis var. maritima Gren. & Godr.; Cochlearia officinalis var. typica G.Andersson & Hesselman; Cochlearia officinalis var. vidassiana Rouy & Foucaud; Cochlearia polaris Pobed.; Cochlearia polymorpha Syme; Cochlearia renifolia Stokes; Cochlearia rotundifolia Gray; Cochlearia vulgaris Bubani; Crucifera cochlearia E.H.L.Krause; Crucifera cochlearia var. officinalis (L.) E.H.L.Krause; Draba cochlearioides Langsd. ex DC.; Eutrema rossii Spreng.

 

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