Coris gaimard

Famiglia : Labridae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Il Coris gaimard (Quoy & Gaimard, 1824) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla numerosa famiglia dei Labridae.

Il nome generico Coris pare venga dal greco “Κόρη” (kore) che vuole dire fanciulla, giovinetta, per l’aspetto snello ed elegante, con squame sottili e le tinte brillanti, che ben corrispondono alle immagini di bellezza presenti in tutte le specie di questo genere a partire dal Coris julis  del Mediterraneo, che porta, non a caso, il nome volgare italiano di Donzella.

Il termine specifico gaimard, onora la memoria del medico e naturalista francese Joseph Paul Gaimard (1793-1858).

Zoogeografia

L’aerale del Coris gaimard ha il suo epicentro nell’Oceano Pacifico tropicale, lungo le coste asiatiche e dell’Oceania. Lo troviamo però già nell’Oceano Indiano a partire dalle Isole Cocos, ad ovest dell’Australia, e raggiunge poi, verso levante, la Polinesia Francese e le Hawaii. A titolo indicativo tocca il sud del Giappone, la Cina, Taiwan, Malesia, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Nuova Caledonia, Figi, Samoa, ed Isole di Cook.

Coris gaimard, Labridae

Al primo stadio giovanile, la sgargiante livrea del Coris gaimard è praticamente identica a quella del Coris formosa © Giuseppe Mazza

Ecologia-Habitat

Ama i fondali pianeggianti con frammenti di vecchie formazioni madreporiche, luoghi ricchi di nascondigli per le sue prede abituali che cerca fra 1 e 50 m di profondità, ma anche quelli con sabbia o ghiaia, dove i giovani scompaiono insabbiandosi al primo segno di pericolo.

Morfofisiologia

Anche se la taglia corrente è di circa 20 cm, i maschi adulti del Coris gaimard possono raggiungere i 40 cm di lunghezza dopo incredibili trasformazioni morfologiche e di livrea. Si tratta infatti di una specie ermafrodita proteroginica, con femmine cioè che si trasformano crescendo in maschi ed è quindi ovvio che, data l’età, questi siano più grandi delle compagne. Non accade tuttavia, come in altre specie di Labridae, che ci siano maschi diandrici, cioè tali dalla nascita, seppure camuffati da una livrea femminile. All’inizio, dunque, i Coris gaimard sono tutti femmine. Nei primi tempi la livrea giovanile è molto simile a quella del Coris formosa: corpi molto snelli, rosso arancio con 5 macchie bordate di nero disposte a sella sul dorso. Poi crescendo appare la coda gialla, che differenzia nettamente, a prima vista, tutte le fasi questa specie.

Il corpo è alto, molto compresso sui lati, col capo tondeggiante nelle giovani femmine e più appuntito nei maschi, alti quasi il doppio. La pinna dorsale presenta 9 raggi spinosi, col primo particolarmente lungo, e 12-13 raggi inermi; la pinna anale 3 raggi spinosi e 12 molli; le pinne pettorali, trasparenti, 13 raggi molli, mentre le pelviche si presentano allungate col primo raggio spinoso.

Coris gaimard, Labridae

La splendida livrea femminile si manifesta con la maturità sessuale a dimensioni comprese fra i 10 e 25 cm © Giuseppe Mazza

Le femmine sono sessualmente mature a partire dai 10 cm di lunghezza. Il colore di fondo della loro livrea sfuma dal giallo arancio del capo al blu scuro della coda.  Accanto all’occhio si notano vistose fasce turchesi, più visibili sull’opercolo ma che interessano anche il sottogola. I fianchi presentano un’elegante punteggiatura blu che si fa più fitta e intensa verso la coda. La pinna dorsale e l’anale sono rosse col bordo blu, colori che si ritrovano anche sulle pelviche.

La livrea maschile mostra un notevole dimorfismo sessuale. Ferma restando la punteggiatura, il colore di fondo sfuma verso la coda dal verde al blu e le fasce sull’opercolo sono più larghe e smeraldine. Talora questi disegni e le punteggiature sono meno evidenti e le tinte si appiattiscono sotto un velo scuro violaceo, ma dimensioni e altezza del corpo a parte, non vi sono equivoci perché è sempre presente una caratteristica fascia verticale giallastra, più o meno larga, che sembra tagliare il pesce in due. La pinna caudale è anche per i maschi di un bel giallo brillante, caratteristica costante della specie chiamata non a torto volgarmente “Yellowtail coris” in vari paesi di lingua inglese.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Le fasi giovanili si nutrono di zooplancton, minuscoli crostacei ed anfipodi, ma quando spuntano i solidi incisivi i Coris gaimard possono spezzare facilmente le corazze di granchi, gasteropodi e bivalvi la loro dieta diventa più sostanziosa. Sono stati addirittura filmati su un fondale mentre sollevano coi denti e capovolgono voluminosi frammenti madreporici per ingoiare piccoli ricci di mare che si credevano al sicuro sul lato nascosto.

Coris gaimard, Labridae

I maschi, lunghi anche 40 cm, sono femmine di grossa taglia che cambiano sesso per necessità riproduttive prendendo il comando di un piccolo harem © Francois Libert

È una specie diurna. I maschi dominanti controllano un gruppo di femmine e quando quella di turno è pronta a deporre salgono insieme verso la superfice per l’accoppiamento. Le uova emesse durante il nuoto nuziale, con la femmina posta sotto al maschio, vengono abbandonate alle correnti e lo stato larvale dura 45 giorni circa.

I giovani, come quelli del Coris formosa, ben si adattano alla vita d’acquario e sono ospiti frequenti nelle grandi vasche degli acquari pubblici, ma per la loro frenetica attività di scavo e le dimensioni adulte mal si addicono alle pareti domestiche.

Oltre alle trappole per rifornire gli acquari è un pesce che incappa spesso nelle reti, consumato localmente col rischio di una grave intossicazione alimentare, detta ciguatera, dovuta alla presenza d’organismi velenosi nella loro dieta. In ogni caso non è una specie in pericolo, perché la resilienza è buona, con un possibile raddoppio in 1,4-4,4 anni delle popolazioni decimate dagli eventi, tant’è che oggi (2020) l’indice di vulnerabilità è ancora moderato, segnando 38 su una scala di 100.

Sinonimi

Julis gaimard Quoy & Gaimard, 1824; Coris gaimard gaimard (Quoy & Gaimard, 1824); Julis greenovii Bennett, 1828; Coris greenovii (Bennett, 1828); Julis ganymede Bennett, 1830; Julis leucorhynchos Bleeker, 1856; Coris pulcherrima Günther, 1862; Julis gaimard speciosa Fowler, 1946; Coris gaimard speciosa (Fowler, 1946).

 

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