Cornus sanguinea

Famiglia : Cornaceae

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Testo © Dr. Barbara Barisani

 

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Il Cornus sanguinea ha foglie rosso sangue in autunno © Giuseppe Mazza

Il Cornus sanguinea L. (1753) è una specie della famiglia delle Cornaceae diffusa in gran parte dell’Europa e in Asia minore.

In Italia lo si ritrova in tutto il territorio fino all’altitudine di circa 1500 m. È un po’ più raro nell’area mediterranea.

È comune nei boschi e nelle siepi, spesso in compagnia di querce e carpini. Preferisce suoli profondi e fertili, di natura calcarea e può formare veri e propri boschetti grazie all’abbondante moltiplicazione per polloni.

L’epiteto specifico “sanguinea” si riferisce al colore rosso sangue che le foglie assumono all’arrivo dell’autunno.

Di colore rossastro è anche la corteccia dei rami, soprattutto di quelli più esposti al sole.

Il nome comune “corniolo” deriva dal latino corneolus = corneo, e si riferisce alla durezza del legno, che infatti viene utilizzato nella produzione di utensili.

I nomi comuni sono Roter hartriegel o Roter hornstrauch (tedesco), Cornouiller sanguin (francese), Sanguinello o Corniolo sanguigno (italiano), Dogwood (inglese), Cornejo (spagnolo).

Questa specie forma arbusti alti fino a 4 m, con rami allungati, flessibili e glabri a maturità.

Le foglie sono opposte, ovali, intere, con 3-5 paia di nervature laterali arcuate, convergenti verso l’apice.

La fioritura avviene da aprile a giugno. I fiori, di diametro da 8 a 12 mm, sono costituiti da 4 petali bianchi. Sono riuniti in infiorescenze a grappolo lunghe 4-5 cm. I frutti sono drupe delle dimensioni di un pisello, di colore nero-bluastro, contenenti un nocciolo con due semi.

I fiori, larghi 8-12 mm, a 4 petali, sono riuniti in candide infiorescenze a grappolo di 4-5 cm © Giuseppe Mazza

I fiori, larghi 8-12 mm, a 4 petali, sono riuniti in candide infiorescenze a grappolo di 4-5 cm © Giuseppe Mazza

Sono molto appetiti dagli uccelli, che così assicurano la disseminazione della specie.

Nella medicina popolare vengono utilizzati la corteccia e i frutti, che contengono diversi principi attivi (tannini, resine, quercitina nella corteccia, pectine, acidi organici nei frutti). Le proprietà sono astringenti, antinfiammatorie, cicatrizzanti, lenitive.

I frutti del sanguinello non sono commestibili a causa del loro sapore sgradevole.

Tuttavia venivano utilizzati nella cura di gastroenteriti e bruciori di stomaco per il loro potere astringente.

Possono essere anche impiegati per sciacqui e gargarismi nella cura di affezioni delle gengive e della gola. La loro polpa contiene una sostanza colorante.

Dai semi si può estrarre un olio usato anche nell’industria dei saponi.

 

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