Famiglia : Meandrinidae

Testo © Dr. Giuseppe Mazza

Sembra un castello sommerso, ma è l’architettura cilindrica di Dendrogyra cylindrus, una madrepora caraibica © Pauline Walsh Jacobson
Fra le madrepore dei Caraibi, poche possiedono un’architettura tanto insolita quanto Dendrogyra cylindrus (Ehrenberg, 1834). Le sue colonne verticali ricordano una serie di piccoli pilastri che emergono dalla barriera corallina; eppure, osservando da vicino la superficie, si scopre un’infinità di minuscoli polipi che, con i loro tentacoli distesi, trasformano lo scheletro calcareo in un rivestimento vivente.
Appartiene al phylum Cnidaria, alla classe Anthozoa e all’ordine Scleractinia, che comprende i coralli duri costruttori di scheletri calcarei. È inquadrata nella famiglia Meandrinidae ed è l’unica specie vivente attualmente riconosciuta del genere Dendrogyra.
Il nome del genere deriva dal greco “déndron”, albero, e “gŷros”, cerchio o curvatura, con riferimento alla struttura della colonia e all’andamento sinuoso delle formazioni scheletriche. L’epiteto specifico cylindrus significa cilindrico in latino e descrive la forma caratteristica delle colonne.

Si tratta di Dendrogyra cylindrus, una madrepora inconfondibile, purtroppo classificata Critically Endangered nella Lista Rossa IUCN © Lorenzo Alvarez-Filipv (a sinistra) e © Pauline Walsh Jacobson (a destra)
Zoogeografia
Questa specie è propria dell’Atlantico occidentale tropicale, con una distribuzione che comprende il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico, la Florida, le Bahamas e altre aree insulari della regione. La sua presenza, tuttavia, non è uniforme: le colonie possono essere localmente rare e distanziate, anche in ambienti corallini apparentemente favorevoli.
Nonostante l’ampia distribuzione geografica, la specie presenta popolazioni poco abbondanti in numerose località. Il declino osservato in diverse aree caraibiche ha reso questa madrepora un importante oggetto di attenzione per i programmi di conservazione e monitoraggio delle barriere coralline. La sua rarità e le difficoltà di reclutamento dei giovani individui accrescono la vulnerabilità delle popolazioni residue.
Ecologia-Habitat

Vive in acque basse, dove la luce permette la fotosintesi delle alghe verdi simbionti, che integrano una nutrizione basata soprattutto sul plancton catturato dai tentacoli © taxono-my
Dendrogyra cylindrus colonizza substrati duri delle barriere coralline, in ambienti illuminati e caratterizzati da una circolazione dell’acqua sufficiente a favorire gli scambi gassosi e l’apporto di particelle alimentari. La specie vive prevalentemente in acque relativamente basse, ma può insediarsi anche a profondità maggiori, in funzione delle caratteristiche locali della barriera.
È segnalata soprattutto fra 5 e 15 m di profondità, ma può essere rinvenuta anche a circa 1 m e fino a 25 m. La disponibilità di luce è importante per la sopravvivenza delle alghe simbionti ospitate nei tessuti, mentre il movimento dell’acqua contribuisce al trasporto di ossigeno e particelle alimentari.
Come altri coralli costruttori, ospita alghe simbionti fotosintetiche della famiglia Symbiodiniaceae. Attraverso la fotosintesi, queste forniscono al corallo una parte significativa dei composti organici necessari al metabolismo e contribuiscono al bilancio energetico della colonia.

Eccoli ingranditi: come negli anemoni marini e nei coralli, sono quelli di un antozoo, dotati di cellule urticanti © Terence Zahner
Il corallo, tuttavia, non dipende esclusivamente dalla fotosintesi: i polipi integrano tale apporto catturando zooplancton e altre particelle alimentari sospese nell’acqua.
Le principali minacce comprendono il riscaldamento marino e lo sbiancamento, le malattie dei coralli, il degrado degli habitat e l’acidificazione oceanica. Lo sbiancamento si verifica quando il corallo perde le alghe simbionti o i pigmenti da esse prodotti, con conseguente riduzione dell’apporto energetico. La crescita lenta e lo scarso reclutamento osservato in varie località rendono difficile il recupero delle popolazioni danneggiate.
Morfofisiologia
La colonia si sviluppa a partire da una base incrostante, dalla quale si innalzano robuste colonne cilindriche, talvolta leggermente incurvate o irregolari, che possono raggiungere dimensioni considerevoli.

Spesso fulvi, possono essere anche verdi, come in questa colonia © Patrick Palines
In condizioni favorevoli, le colonne possono arrivare a circa due metri di altezza. A differenza delle madrepore ramificate, la crescita è prevalentemente verticale e conferisce alla colonia un profilo facilmente riconoscibile.
Lo scheletro calcareo presenta valli allungate e sinuose, con rilievi e strutture settali che seguono un andamento meandroide. Le valli si sviluppano lungo la superficie delle colonne e ospitano i polipi, formando una trama irregolare di solchi e creste. La disposizione di queste strutture, insieme alla crescita colonnare, costituisce uno dei caratteri distintivi della specie.
La colorazione dei tessuti varia dal bruno e grigio-bruno al beige e al crema, con possibili tonalità più calde o verdastre.
L’aspetto cromatico può dipendere dalla pigmentazione dei tessuti, dalle alghe simbionti, dalle condizioni ambientali e dall’illuminazione al momento dell’osservazione. Le differenze di colore non indicano necessariamente l’esistenza di varietà tassonomiche distinte.

Le labirintiche strutture calcaree dello scheletro permettono ai polipi di ritrarsi per proteggersi dai predatori e contribuire all’alimentazione della colonia © Pim Bongaerts
I polipi sono dotati di tentacoli sottili e possono restare estesi anche durante il giorno. Quando ciò accade, il rivestimento della colonia assume un aspetto delicatamente peloso, particolarmente evidente nelle fotografie ravvicinate. I tentacoli partecipano alla cattura delle particelle alimentari e all’interazione con l’ambiente circostante.
La combinazione fra colonne cilindriche, valli sinuose e polipi frequentemente estesi rende Dendrogyra cylindrus una delle madrepore caraibiche più facilmente riconoscibili. Le differenze nell’altezza, nella disposizione e nella densità delle colonne conferiscono inoltre alle singole colonie un aspetto variabile.
Etologia-Biologia riproduttiva
I polipi catturano particelle alimentari trasportate dalle correnti, mentre le alghe simbionti contribuiscono al bilancio energetico della colonia attraverso la fotosintesi.

La riproduzione sessuata affida alle correnti migliaia di larve planule che, se raggiungono un substrato adatto, possono insediarsi e dare origine a una nuova colonia © emmaalves
L’estensione dei tentacoli permette di interagire con l’acqua circostante e di intercettare il materiale alimentare disponibile.
La riproduzione sessuata comporta la produzione e il rilascio di gameti nell’acqua. Dopo la fecondazione si sviluppano larve planule che possono disperdersi prima di fissarsi su un substrato idoneo e dare origine a nuove colonie. Il successo di questo processo dipende da numerosi fattori ambientali, dalla disponibilità di superfici adatte all’insediamento e dalla sopravvivenza delle larve e dei giovani polipi.
La riproduzione sessuata consente la dispersione della specie e favorisce la variabilità genetica delle popolazioni. La riproduzione e lo sviluppo iniziale sono tuttavia fasi particolarmente vulnerabili: le larve devono trovare condizioni favorevoli per insediarsi, mentre le giovani colonie devono superare le difficoltà legate alla competizione, alla predazione e alle variazioni ambientali.
La specie può inoltre beneficiare della propagazione asessuata quando frammenti della colonia sopravvivono e si stabiliscono nuovamente sul fondale. Questo processo può contribuire al mantenimento delle popolazioni locali, ma non sostituisce la necessità di un reclutamento sessuato efficace.

Qui, dopo diversi anni, una colonia in crescita con le sue prime strutture cilindriche. Non può spostarsi: il suo futuro è legato alle condizioni dell’ambiente © taxono-my
La scarsità di giovani colonie in diverse aree studiate rappresenta un serio ostacolo al recupero delle popolazioni. Per questo la conservazione degli individui adulti e degli habitat in cui vivono è particolarmente importante.
Secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), Dendrogyra cylindrus è classificata “CR, Critically Endangered”, in pericolo critico. La valutazione pubblicata nel 2022 evidenzia un marcato declino della popolazione, associato soprattutto alle malattie dei coralli, allo sbiancamento e al deterioramento degli habitat. La rarità della specie e il limitato reclutamento dei giovani individui ostacolano il recupero delle popolazioni e rendono particolarmente importante la protezione delle colonie residue.
Sinonimi
Dendrogyra caudex (Ehrenberg, 1834); Dendrogyra spatiosa (Ehrenberg, 1834); Dendrogyra sanctihilarii Duchassaing & Michelotti, 1864; Maeandra caudex Ehrenberg, 1834; Maeandra spatiosa Ehrenberg, 1834; Meandrina caudex (Ehrenberg, 1834); Meandrina spatiosa Ehrenberg, 1834.
