Electrophorus electricus

Famiglia : Gymnotidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Electrophorus electricus, Anguilla elettrica, Gymnotidae

L’Anguilla elettrica (Electrophorus electricus), endemica del Sud America, può emettere scariche di 480 volt © Giuseppe Mazza

Electrophorus electricus (Linnaeus, 1766), volgarmente noto come Anguilla elettrica, appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Gymnotiformes ed alla famiglia dei Gymnotidae, che conta attualmente, nel 2020, 2 generi, Electrophorus e Gymnotus, con 43 specie.

Il genere Electrophorus ha un’etimologia interessante che nasce dal greco “ἤλεκτρον” (elektron) che significa lega di oro e argento o meglio ancora ambra, la nota resina fossile molto richiesta all’epoca che ha lo stesso colore, e dal verbo portare “φέρω” (phérō). Si tratta cioè di un pesce che porta l’elettricità.

Sfregando l’ambra nell’antichità si era infatti notato che si otteneva una carica elettrica e da questa caratteristica si adottò il termine “elettricità” (alias ambra) per indicare questa nuova energia.

Il nome specifico electricus ribadisce in latino lo stesso concetto, come spesso accade nei binomi scientifici quando si vuole enfatizzare le caratteristiche eccezionali di una specie. Non è infatti normale trovare un pesce in grado di rilasciare scariche di oltre 400 volt.

Zoogeografia

Electrophorus electricus è endemico del Sud America, presente nella Guyana, Suriname, Guyana francese e forse Brasile e Venezuela. Viene oggi distinto da Electrophorus voltai che vive in Brasile ed Electrophorus varii presente in Brasile, Guyana francese e Perù.

Ecologia-Habitat

Come il Pesce gatto elettrico (Malapterurus electricus) è una specie d’acqua dolce notturna, tipica delle foreste tropicali pianeggianti, dette a Várzea, periodicamente inondate dalle piene dei fiumi, e in genere delle paludi e dei corsi d’acqua lenta.

Electrophorus electricus, Anguilla elettrica, Gymnotidae

Oltre che per il numero di pori laterali, quello dei raggi delle pinne pettorali ed il voltaggio delle scariche elettriche, si distingue a vista dalle due specie analoghe, senza ricorrere al DNA, per il caratteristico muso piatto a forma di “U” © Giuseppe Mazza

Può seppellirsi nel fango per non essere trascinato via da piene improvvise ma affiora periodicamente per ingoiare aria.

La bocca, ricca di vasi sanguigni, funge infatti da polmone e le branchie, atrofizzate, non servono ad assorbire l’ossigeno ma ad eliminare l’anidride carbonica.

Nell’ambiente in cui vive è il pesce dominante, costituendo, da solo, il 70% della biomassa ittica.

Morfofisiologia

Anche se comunemente noto come Anguilla elettrica, Electrophorus electricus non ha niente a che vedere con le anguille; si tratta infatti d’animali d’altri tempi, molto diversi, nati fra il Miocene e il Pliocene.

Può raggiungere i 2,75 m di lunghezza e pesare 22 kg.

Mancano le squame, la pinna dorsale e le pinne pelviche.

Le pettorali, con 32-38 raggi, sono di dimensioni modeste mentre la lunghissima pinna anale si fonde con la caudale formando un organo propulsore ondulante.

La bocca è molto grande per inmagazzinare l’aria che utilizza in immersione, con una fila di denti conici per mascella che possono servire a trattenere per un attimo, il tempo della scarica, le prede più sfuggenti.

Si distingue morfologicamente dalle altre due specie per la forma del capo. Come in Electrophorus voltai il cranio è piatto, ma il capo, visto ventralmente, è più allungato e a forma di “U”. In Electrophorus varii un pesce che vive in acque molto lente e fangose, senza sassi su cui ancorarsi in caso d’improvvise rapide o per cercare le prede, il cranio è invece corto ed alto.

Electrophorus electricus, Anguilla elettrica, Gymnotidae

Raggiunge 2,75 m di lunghezza con un peso di 22 kg. La lunghissima pinna anale si fonde con la caudale formando un organo propulsore ondulante © Giuseppe Mazza

Vi sono differenze anche sul numero di raggi delle pinne pettorali e su quello dei vistosi pori laterali: 88-101 per Electrophorus electricus, 124-186 in Electrophorus varii e 112-146 in Electrophorus voltai, per non parlare della tensione elettrica che raggiunge rispettivamente 480 volt, 572 volt e 860 volt.

Sono pesci dotati di tre organi elettrici. Quello principale è situato sul dorso, mentre la zona ventrale è affidata all’analogo organo di Hunter, e la coda, con la parte posteriore del pesce, all’organo di Sach, che è il polo negativo del corpo ed emette impulsi a bassa tensione per individuare prede e conspecifici.

Electrophorus electricus, Anguilla elettrica, Gymnotidae

Ricca di vasi sanguigni, la bocca è in grado di respirare l’aria, come un polmone. Molto grande permette d’ingoiare intere le prede stordite da forti scariche elettriche © Giuseppe Mazza

L’elettricità nasce pompando ioni positivi di potassio all’esterno di migliaia di cellule elettriche a forma di disco, dette elettrociti. Sono strettamente stipate fra loro, producono 0,15 volt ciascuna e collegate a catena generano gli impulsi shock.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Electrophorus electricus si nutre di pesci che stordisce e inghiotte interi, ma anche dei frutti che cadono dagli alberi sovrastanti il suo specchio d’acqua e degli animali terrestri che si avvicinano e attacca saltando fuori col capo. La scarica elettrica, non disperdendosi nell’acqua, raggiunge in questi casi il massimo della potenza.

Electrophorus electricus, Anguilla elettrica, Gymnotidae

Sono pesci dotati di tre organi elettrici. Quello dorsale e il ventrale possono erogare scariche shock di 480 volt, mentre la coda è il polo negativo del corpo ed emette impulsi a bassa tensione per individuare prede e conspecifici. L’elettricità è prodotta da migliaia di cellule a forma di disco, strettamente stipate, dette elettrociti © Giuseppe Mazza

Per le prede sommerse di grossa taglia, può anche avvolgersi alla vittima neutralizzandone i muscoli con una serie ininterrotta di scariche a intervalli di un millisecondo. Inutile dire che l’elettricità serve anche a snidare le prede e che è una potente arma difensiva, dolorosa e pericolosa anche per l’uomo.

I maschi, di taglia maggiore e tre volte più numerosi delle femmine, costruiscono nidi di schiuma e lanciano segnali alle compagne con l’organo di Sach per invitarle a deporre. Sorvegliano poi le larve in crescita fino alla stagione delle piogge, quando le piene disperdono i giovani lunghi ormai circa 10 cm.

Electrophorus electricus, Anguilla elettrica, Gymnotidae

I maschi costruiscono dei nidi di schiuma. Dopo la deposizione, che avviene a più riprese, sorvegliano le uova e le larve in crescita fino alla stagione delle piogge, quando le piene disperdono i piccoli, lunghi circa 10 cm. Anche se ha attraversato indenne i millenni, dal Miocene e il Pliocene ai nostri giorni, l’anguilla elettrica è una specie a rischio © Giuseppe Mazza

Anche se ha attraversato i millenni, Electrophorus electricus è oggi una specie a rischio. La resilienza è bassa, con un tempo teorico di raddoppio delle popolazioni di 1,4-4,4 anni, e l’indice di vulnerabilità segna 61 su una scala di 100.

Sinonimi

Gymnotus electricus Linnaeus, 1766; Gymnotus tremulus Houttuyn, 1764; Gymnotus regius Chiaje, 1847; Electrophorus multivalvulus Nakashima, 1941.

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