Famiglia : Muraenidae

Testo © Dr. Giuseppe Mazza

La Murena castana (Enchelycore carychroa) è una murena vipera, presente dalle Bermuda, Florida meridionale, Bahamas e Golfo del Messico fino alle coste brasiliane © www.carlosestape.photoshelter.com
Enchelycore carychroa Böhlke&Böhlke, 1976, appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine Anguilliformes, alla famiglia Muraenidae e alle cosiddette murene vipera, caratterizzate da un corpo snello, la testa stretta e i denti curvati verso l’interno, un gruppo per il quale Kaup istituì nel 1856 il genere Enchelycore.
L’etimologia, non spiegata, sarebbe da collegare per alcuni al greco “ἔγχελυς” (énchelys), anguilla, e “κόρη” (kórē), la “pupilla dell’occhio” relativamente vistosa al centro del muso, mentre per altri potrebbe anche voler dire “ragazzina” con riferimento alla taglia modesta di questa murena.
La specie carychroa deriverebbe invece dal greco “κάρυον” (káryon), noce, e ”χροιά” (chroiá), colore della pelle, con riferimento alla livrea castana, come suggerisce anche il nome inglese Chestnut Moray.
Zoogeografia

Le mascelle fortemente arcuate si toccano solo all’estremità e anche a bocca chiusa rimangono quindi visibili i denti conici appuntiti che usa per afferrare le prede © www.carlosestape.photoshelter.com
Enchelycore carychroa è una specie centrata sui Caraibi, presente nell’Atlantico occidentale tropicale dalle Bermuda, la Florida meridionale, Bahamas e Golfo del Messico occidentale fino alle coste brasiliane. Vi è poi una segnalazione, dubbia e non confermata, sull’altra sponda dell’Atlantico nella Guinea equatoriale. In teoria le larve planctoniche potrebbero arrivarci, come per altre specie, trascinate dalle correnti, ma la mancanza di nuovi ritrovamenti rende questa segnalazione poco convincente.
Ecologia-Habitat
Enchelycore carychroa vive in genere in acque con temperature comprese fra 25 e 28,1 °C, fra 1 e 20 m di profondità, ma stando ad alcune osservazioni potrebbe scendere fino a 50-65 m.
Frequenta fondali rocciosi e madreporici ricchi di cavità e fessure per trascorrere indisturbata le ore di luce. Benché la vista sia relativamente modesta, caccia infatti nel buio guidata da un finissimo olfatto.

Raggiunge al massino i 34 cm di lunghezza ed è una delle più piccole murene del genere Enchelycore © www.carlosestape.photoshelter.com
Morfofisiologia
Enchelycore carychroa raggiunge al massimo i 33,5-34 cm di lunghezza ed è una delle più piccole del genere Enchelycore.
Come tutte le murene il corpo è senza squame, rimpiazzate da un muco che la protegge dai parassiti e le permette d’infilarsi senza graffi nei pertugi.
Mancano le pinne pettorali e le pelviche. La dorsale, la caudale e l’anale sono fuse in un’unica lunga cresta cutanea usata per un nuoto ondulatorio.
Le mascelle fortemente arcuate si toccano solo all’estremità; anche a bocca chiusa rimangono quindi visibili i denti conici e appuntiti che servono ad afferrare le prede, poi trattenute da una seconda serie di denti mobili faringei che, avanzando nella bocca, le trascinano verso l’esofago.

Trascorre le ore di luce in una tana e caccia di notte guidata dall’olfatto in cerca di piccoli pesci, gamberi, granchi e cefalopodi di taglia modesta © www.carlosestape.photoshelter.com
La mandibola è leggermente più lunga; le narici anteriori si presentano come tubi sporgenti, mentre le grandi posteriori che corrono sotto pelle si aprono sopra il bordo anteriore dell’occhio.
Le murene non hanno opercoli, ma orifizi branchiali: due semplici fori posti alla fine del capo sul prolungamento della mascella da cui esce l’acqua che ha ossigenato le branchie, spinta dal movimento ritmico della bocca. In questo caso le due aperture sensibili sono mascherate da linee orizzontali scure mentre una serie di piccole macchie bianche mimetizza le narici.
Etologia-Biologia Riproduttiva
Enchelycore carychroa esce a caccia di notte guidata dall’olfatto. Preda in genere piccoli pesci ma anche gamberi, granchi e cefalopodi di taglia modesta. A differenza di quanto osservato in alcune specie di murene, non sono noti casi di caccia cooperativa con cernie o altri pesci.

La riproduzione di Enchelycore carychroa è poco nota, ma come per altre murene uova e larve sono planctoniche © www.carlosestape.photoshelter.com
La sua riproduzione è poco nota, ma come per altre murene uova e larve sono planctoniche.
A un certo punto queste assumono una forma caratteristica, detta leptocefalo, simile ad una foglia di salice trasparente perché senza globuli rossi, col capo minuscolo e denti aghiformi sporgenti.
I leptocefali non vivono di zooplancton, come le normali larve dei pesci, ma afferrano minuscole particelle alimentari portate dalle correnti. Possono nuotare a ritroso con rapidi movimenti ondulatori e avvolgersi su sé stesse, ad anello, assumendo l’aspetto di un piccolo cilindro vagante simile ad una medusa e quindi poco appetibile.
La resilienza della specie è media con un tempo minimo per il raddoppio delle popolazioni di 1,4-4,4 anni, e l’indice di vulnerabilità alla pesca, basso, segna 24 su una scala di 100. Considerando anche l’ampia diffusione, Enchelycore carychroa figura quindi dal 2015 “Least Concern”, cioè a rischio minimo, nella Lista Rossa IUCN sulle specie in pericolo.
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