Famiglia : Fabaceae

Testo © Prof. Pietro Pavone

Erythrina crista-galli è una specie pioniera originaria del Sudamerica orientale. Un alberello semi-deciduo che può raggiungere i 5-8 m d’altezza © Rafael Tosi
Erythrina crista-galli L. appartiene alla famiglia Fabaceae, sottofamiglia Faboideae, tribù Phaseoleae.
La specie fu descritta da Carlo Linneo in “Mantissa Plantarum”, opera pubblicata nel 1767 su un esemplare raccolto in Brasile dal botanico italiano Domenico Agostino Vandelli (1735 – 1816). Vandelli fondò l’Orto Botanico di Coimbra in Portogallo ed ebbe un ruolo fondamentale nella creazione dell’Accademia delle Scienze di Lisbona. Egli permise di catalogare centinaia di nuove specie sudamericane, molte delle quali portano ancora il suo nome come il genere Vandellia L.
Erythrina crista-galli è una specie originaria di Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, dove cresce spontaneamente lungo gli argini dei fiumi. Oggi è naturalizzata in diverse regioni del globo, tra cui Bolivia, India, Australia orientale e Stati Uniti meridionali.
È una pianta pioniera che può colonizzare terreni poveri o molto umidi anche degradati. Nel Brasile meridionale, per questa sua capacità, si riscontra frequentemente nelle aree adibite alle attività agricole, soprattutto quelle destinate alla coltivazione del riso e della soia.

Ha foglie composte trifogliate e fiori, rosso corallo, in vistosi racemi terminali lunghi fino a 25-30 cm. Calice persistente e corolla papilionacea con ampio vessillo cuoriforme © Giuseppe Mazza
Le attività antropiche e i cambiamenti climatici in atto stanno danneggiando gli habitat delle popolazioni selvatiche. Si stima, infatti, che, se non si prendono misure di protezione, questa specie possa estinguersi nei luoghi di origine fra qualche centinaio di anni.
Tuttavia, per la sua diffusione nel mondo, è stata valutata dalla Lista rossa IUCN delle specie minacciate di minima preoccupazione (Least Concern).
Il termine generico deriva dal greco ἐρυθρός (erythrós),‘rosso’ in riferimento al colore dei fiori. Il termine specifico crista-galli allude alla particolare morfologia dei fiori che ricorda la cresta del gallo. Volgarmente questa pianta è conosciuta come “albero del corallo” per i suoi appariscenti grappoli di fiori rossi; ma è detta anche “albero del pianto ” per l’abbondante nettare che talora cola dai fiori o “albero del berretto da pompiere” per la forma dei fiori.
Nelle aree di origine di lingua spagnola si chiama “ceibo”, “seibo” o “bucaré” e, in quelle di lingua portoghese, “corticeira”.

Le infiorescenze, ricchissime di nettare, attirano oltre ad api e vari insetti, uccelli passeriformi e colibrì © Giuseppe Mazza
La pianta rappresenta l’albero nazionale dell’Argentina e il suo fiore è l’emblema del Perù e dell’Uruguay.
Erythrina crista-galli è un arbusto o piccolo albero semi-deciduo alto fino a 5-8 m. Ha un portamento semi rampicante, con lunghi fusti spinosi e molto ramificati.
Ha radice a fittone con noduli prodotti da batteri azotofissatori che vivono in simbiosi facilitando alla pianta l’assorbimento dell’azoto e ricevendo in cambio sostanze organiche di cui hanno bisogno.
Le foglie, portate da lunghi piccioli spinosi, sono composte, alterne, trifogliate, con numerose foglioline di forma ovale o ovale-lanceolata, sub-ottuse all’apice, un po’ glaucescenti nella pagina inferiore, generalmente caduche nei climi freddi.
I fiori, ricchi di nettare e di colore rosso-scuro, sono riuniti in appariscenti racemi terminali lunghi fino a 25-30 cm. I fiori misurano fino a 5 cm di larghezza. Il calice è persistente, trilobo e la corolla è irregolare, papilionacea, con carena falciforme, ali ridotte e ampio vessillo cuoriforme.
Gli stami sono 10 (9 saldati e 1 libero) avvolti, assieme all’ovario, dalla carena. La fioritura avviene durante la stagione secca tra ottobre e aprile in America australe e tra giugno e ottobre nell’emisfero settentrionale.
I frutti sono legumi nerastri che al loro interno racchiudono i semi color rosso-marrone.
Uno studio sulla biologia riproduttiva delle popolazioni naturali, fatto in Argentina e Uruguay, ha evidenziato che solo il 6% dei fiori matura semi fertili, anche se il 93% dei fiori osservati ha ricevuto visite da impollinatori.
Le api sono i visitatori più assidui. L’ape senza pungiglione Trigona spinipes (Fabricius, 1793) è stata osservata a tutte le ore del giorno. I fiori sono stati visitati anche da uccelli passeriformi (uccelli da posatoio) e, in misura minore, da colibrì, come il colibrì Chlorostilbon lucidus (Shaw, 1812) e piccoli insetti come mosche, formiche, vespe e scarafaggi.
Erythrina crista-galli è autocompatibile cioè è in grado di produrre semi fertili tramite l’autoimpollinazione, ma l’allegagione è maggiore nei fiori nei quali è avvenuta la fecondazione incrociata.
Il legno è poroso, poco durevole, utilizzato per lavori d’intaglio e di modanatura e per la produzione di polpa di cellulosa.
È una pianta utilizzata nella medicina popolare di diverse località dell’America australe. In Argentina infusi e decotti dei rami sono utilizzati come astringenti, narcotici e sedativi. La corteccia è astringente, antiasmatica e antiemorroidale. Le foglie sono sedative, i fiori sono espettoranti e anti tosse. Gli estratti di semi sono sedativi, ipotensivi, lassativi e diuretici. Queste proprietà sono state tutte validate da indagini farmacologiche.

I fiori, decisamente accattivanti, sono l’emblema floreale di Argentina e Uruguay. In America sbocciano fra ottobre e aprile, nell’emisfero settentrionale tra giugno e ottobre © Giuseppe Mazza
In Brasile un estratto della corteccia è usato come potente sonnifero, anche come collutorio per il mal di gola e nel trattamento di tagli, reumatismi ed epatite. Il seme contiene l’alcaloide beta-eritroidina. Nei ratti è stata segnalata un’azione simile al curaro da parte dei semi.
Studi sulla composizione chimica hanno evidenziato la presenza di numerosi pterocarpani, composti flavonoidi e alcaloidi, che la pianta usa per difendersi dagli attacchi dei patogeni e che hanno attività antitumorale, antiossidante, antivirale e antimalarica. L’estratto acetonico dei giovani rami ha azione antibatterica su Bacillus brevis e Bacillus subtilis. La presenza di alcaloidi rende la pianta velenosa, in particolare le foglie e i semi se ingeriti.
Erythrina crista-galli si coltiva come pianta ornamentale, soprattutto per l’abbondante fioritura. Nelle regioni a clima mite cresce bene all’aperto ma predilige esposizioni soleggiate. Il freddo invernale può danneggiare i rami più giovani, quindi, è opportuno eliminarli con una potatura a inizio primavera in modo da far rinvigorire la pianta con nuovi rami.
La pianta si riproduce per seme, generalmente in primavera, e per talea di legno semi maturo in primavera-estate.

I frutti, marrone scuro a maturazione, hanno una consistenza quasi legnosa. I semi reniformi, tossici come le foglie, mostrano virtù medicinali © Margarita Cervio (sinistra) © vinicius_s_domingues (destra)
I semi, dopo una permanenza di alcune ore in acqua tiepida, vanno interrati e collocati in un luogo luminoso e caldo, a una temperatura tra i 20 °C e i 25 °C. Si consiglia di mantenere la terra umida, ma non bagnata. La germinazione avverrà da due a quattro settimane dopo. In primavera si consiglia di collocare il recipiente di coltivazione in un luogo caldo e soleggiato. Durante la fase di crescita si può somministrare del concime liquido ogni due settimane, mentre durante la fioritura, che compare dopo circa quattro anni dalla semina, una volta a settimana.
Questa specie può esser soggetta a infestazioni di acari, nematodi, tripidi e cocciniglie facilmente eliminabili con insetticidi anche di origine naturale.
Sinonimi : Corallodendron crista-galli (L.) Kuntze; Micropteryx crista-galli (L.) Walp.; Erythrina compacta W.Bull; Erythrina crista-galli var. corallina N.F.Mattos; Erythrina crista-galli var. hasskarlii Backer; Erythrina crista-galli var. leucochlora Lombardo; Erythrina crista-galli var. longiflora M.A.Zapater & E.C.Lozano; Erythrina fasciculata Benth.; Erythrina graefferi Tineo; Erythrina laurifolia Jacq. ; Erythrina pulcherrima Tod.; Erythrina speciosa Tod. nom. illeg.; Micropteryx fasciculata (Benth.) Walp.; Micropteryx laurifolia (Jacq.) Walp.
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