Livistona mariae

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria dell’Australia (Territorio del Nord) dove vive in una ristretta area quasi al centro del continente in pieno deserto, la Palm Valley, a circa 500 m di altitudine, lungo l’alveo del fiume Finke, solitamente secco, su rocce di arenaria in presenza di acque sotterranee.

Il genere fu dedicato a Patrick Murray, barone di Livingston, che destinò nel 1670 la sua collezione ed il suo giardino ad orto botanico, divenuto poi l’attuale ‘Royal Botanic Garden Edinburgh’; la specie fu dedicata alla granduchessa Marija Aleksandrovna di Russia (1853-1920), poi (1874) duchessa di Edimburgo.

Nomi comuni: Central Australian cabbage palm, red cabbage palm (inglese).

La Livistona mariae F.Muell. (1878) è una specie monoica a fiori ermafroditi, solitaria, con fusto eretto, di 20-25 m di altezza e circa 40 cm di diametro, dilatato alla base fino a 70 cm, fessurato verticalmente, di colore grigiastro con le tracce anulari delle cicatrici fogliari e i residui dei piccioli permanenti per lungo tempo nella parte basale fino a circa 2 m di altezza. Le foglie sono costapalmate, da semicircolari a pressoché circolari, leggermente ondulate, di 1,5-2,5 m di diametro, di colore grigio verde e lucide superiormente, più chiare e ricoperte da una patina cerosa inferiormente, divise fin quasi alla metà in 50-80 segmenti rigidi, a loro volta divisi per circa metà della loro lunghezza in due segmenti lineari-lanceolati con apice acuminato, più o meno pendenti, da leggermente divergenti a sovrapposti.

Livistona mariae, Arecaceae

La Livistona mariae cresce solo un’area ristretta al centro dell’Australia, lontana alcune centinaia di chilometri da qualsiasi altra specie di palma, lungo l’alveo del fiume Finke, solitamente secco, su rocce d’arenaria in presenza d’acque sotterranee. Questo fa pensare che in tempi remoti la diffusione delle Arecaceae in Australia era molto più vasta dell’attuale e che questa pianta superstite sarebbe la prova di un clima molto più umido © Giuseppe Mazza

Le piante giovani in pieno sole hanno un intenso colore rossiccio che diminuisce progressivamente con l’età.

I piccioli, eretti o ricurvi, lunghi 1,5-2,2 m e larghi 3-4 cm, di colore verde giallastro, sono provvisti nella metà inferiore di spine bruno nerastre di lunghezza decrescente, pressoché inermi nella parte restante; la base fogliare si disgrega per buona parte in una massa di fibre grossolane color crema che circondano il fusto.

Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), di 1-2 m di lunghezza, ascendenti, di colore da bianco crema a giallastro, con ramificazioni di quarto ordine e numerose rachille, di 3-9 cm di lunghezza, con minuscoli fiori ermafroditi sessili, in gruppi di 3-6, con 6 stami uniti alla base e 3 carpelli liberi alla base e uniti all’apice a formare un unico stilo con stimma trilobato.

Frutti globosi, di 1,2-1,6 cm di diametro, di colore inizialmente verde, poi rossastro ed infine nero a maturità, contenenti un solo seme globoso, di 0,8-1 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per tre giorni, in terriccio sabbioso, drenante, mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 1-3 mesi.

La specie è uno dei misteri della flora australiana, l’area in cui cresce si trova lontana alcune centinaia di chilometri da qualsiasi altra palma, potrebbe quindi rappresentare, secondo alcuni, il residuo, grazie alla presenza di acqua nel sottosuolo, di una molto più ampia presenza delle Arecaceae nel territorio in tempi remoti, con un clima molto più umido.

Secondo altri, in base a studi genetici, la popolazione sarebbe invece il risultato di una dispersione in tempi relativamente recenti (tra 15.000 e 30.000 anni), eventualmente effettuata dagli aborigeni, che l’isolamento e le particolari condizioni ambientali hanno differenziato morfologicamente dalla specie più vicina geneticamente, la Livistona rigida Becc. (1921), distante geograficamente circa 1000 km, anche se la notevole distanza e la scarsa importanza che questa specie riveste per le popolazioni primitive pone diversi interrogativi.

Di indubbie caratteristiche ornamentali, in particolare nella fase giovanile, è coltivabile in pieno sole nelle zone a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, dove può resistere a temperature fino a circa -4 °C per brevissimo periodo. Si adatta a diversi tipi di suolo, purché perfettamente drenanti, anche se preferisce quelli sabbiosi, e da adulta può sopportare periodi di siccità, ma cresce più in fretta se regolarmente irrigata nei climi caratterizzati da stagioni calde e secche, come quelli di tipo mediterraneo.

Come pianta in vaso, da giovane, il suo uso è limitato alla decorazione di spazi esterni, necessitando di pieno sole per assumere il caratteristico colore rosso.

Sinonimi: Saribus mariae (F.Muell.) Kuntze (1891).

 

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