Ogcocephalus radiatus

Famiglia : Ogcocephalidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

L’Ogcocephalus radiatus Mitchill, 1818, appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Lophiiformes, specie spesso caratterizzate dalla presenza di un illicio, una sorta di canna da pesca sul capo come la ben nota Rana pescatrice (Lophius piscatorius) che ha dato il nome al gruppo, ed alla famiglia degli Ogcocephalidae, presente nei mari tropicali e subtropicali, eccetto il Mediterraneo, con animali dal corpo molto appiattito ventralmente che si spostano sul fondo, anche a 2000-4000 m di profondità, con pinne trasformate in zampe.

Il nome del genere Ogcocephalus deriva dal greco “ogkos” (Ογκος) = spina, prolunga, curvatura e “Chefalò” (Κεφαλή) = testa, con riferimento alla prima spina dorsale che reca sul capo, trasformata appunto in una piccola lenza, mentre il genere radiatus, dal latino raggiato, evoca la forma del corpo appuntito a forma di freccia.

Zoogeografia

È un pesce tropicale dell’area caraibica, presente nel Gofo del Messico, inclusa anche la costa sud-orientale della Florida, alle Bahamas, a Cuba, alle Isole Vergini e più a sud nelle acque della Repubblica di Trinidad e Tobago accanto al Venezuela.

Ogcocephalus radiatus, Ogcocephalidae, Lophiiformes

L’Ogcocephalus radiatus è un pesce dell’area caraibica con pinne pettorali portate da vistose articolazioni e pinne pelviche ridotte a moncherini per camminare sul fondo © Giuseppe Mazza

Ecologia-Habitat

Si tratta di una specie bentonica presente, vista la famiglia, in acque relativamente basse non superando in genere i 70 m di profondità. Si trova spesso seminfossata nella sabbia e le macerie dei coralli, lungo il bordo del reef ma anche sui fondali fangosi dove attende immobile le prede.

Morfofisiologia

L’Ogcocephalus radiatus  può raggiungere i 38 cm di lunghezza e visto dall’alto si direbbe una strana mazza con quel suo ventre piatto e le articolazioni delle pinne pettorali che si aprono come braccia sui lati formando col capo una sorta di grande triangolo, mentre le pinne pelviche, in posizione avanzata, sono ridotte a moncherini per camminare sul fondo. Con tali premesse è evidente che la modesta pinna caudale e la parte raggiata delle pettorali non bastano a farlo nuotare correttamente. Queste servono al più da bilancieri nelle cadute, per aggrapparsi alle madrepore e non sprofondare nel fango.

Ogcocephalus radiatus, Ogcocephalidae, Lophiiformes

Come la Rana pescatrice (Lophius piscatorius) o gli l’Antennarius ha sul capo una lenza mobile, detta illicio, qui di dimensioni ridottissime ma con un’esca odorosa © Giuseppe Mazza

La pelle, ricca di protuberanze, è senza squame con una colorazione mimetica molto variabile, generalmente marrone a macchie scure bordate di bianco e macchie sparse rossastre come vuole il nome volgare inglese di Polka-dot batfish, cioè Pesce pipistrello a pois. Il ventre è roseo e le pinne pettorali giallo arancio.

La bocca, molto bassa, appare circolare quando si apre, appena estroflessa, per catturare le prede.

Niente da vedere con la gigantesca fauce del Pesce lucerna del Mediterraneo (Uranoscopus scaber), che inganna in maniera analoga le prede agitando la lingua estroflessa, o quella vorace di parenti prossimi come l’Antennarius pictus, con cui l’Ogcocephalus radiatus ha in comune la lenza frontale mobile con ciuffetto, qui ridotta ai minimi termini ma in grado d’emettere un odore che sembra attirare le prede.

Sul dorso c’è una piccola pinna simbolica e nell’insieme l’aspetto è scabroso, con asperità più o meno pungenti e più o meno tossiche.

Ogcocephalus radiatus, Ogcocephalidae, Lophiiformes

Caccia immobile, muovendo l’illicio solo quando s’avvicina una preda incuriosita. La bocca tondeggiante è talmente piccola che i malcapitati devono quasi toccarla © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il Pesce pipistrello a pois si nutre di piccoli pesci ma anche minuscoli granchi, gamberi, molluschi e vermi che trova sul fondo. Mimetizzato com’è attende quasi che la preda, incuriosita dall’esca, gli entri in bocca, agitandosi solo quando vede arrivare un predatore per seppellirsi in fretta nella sabbia a colpi di pettorali.

La riproduzione di questa specie è ancora da studiare ma s’ipotizza una resilienza bassa.

L’indice di vulnerabilità teorica segna quindi oggi (2019) 58 su una scala di 100.

Sinonimi

Lophius radiatus Mitchill, 1818.

 

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