Pempheris schomburgkii

Famiglia : Pempheridae

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Testo © Dr. Giuseppe Mazza

 

Pempheris schomburgkii è un piccolo pesce caraibico dalle abitudini notturne. Durante il giorno vive nascosto in fitti banchi all'interno di anfratti rocciosi e rifugi madreporici.

Pempheris schomburgkii è un piccolo pesce caraibico dalle abitudini notturne. Durante il giorno vive nascosto in fitti banchi all’interno di anfratti rocciosi e rifugi madreporici © Kevin Bryant

Chi si immerge ai Caraibi nota spesso una strana ombra argentea in movimento nelle cavità del reef. Basta però attendere il tramonto per vederli uscire in massa dai rifugi, trasformandosi da discreti abitanti delle grotte in instancabili cacciatori di plancton.

La vita in gruppo rappresenta infatti una delle strategie di sopravvivenza più efficaci del mondo acquatico.

Muovendosi in banchi compatti, gli individui riducono il rischio di essere catturati dai predatori grazie all’effetto di diluizione e alla confusione visiva che il banco genera. Inoltre, la presenza di molti occhi aumenta la probabilità di individuare tempestivamente un pericolo e consente ai pesci di coordinare rapidamente i propri movimenti.

Questi pesciolini, noti come Pempheris schomburgkii Müller & Troschel, 1848, e volgarmente in inglese come “Glassy sweeper”, cioè “spazzini vitrei”, in riferimento all’aspetto argenteo e semitrasparente del corpo, particolarmente evidente nei giovani, appartengono all’ordine degli Acropomatiformes e alla famiglia dei Pempheridae nota anche come quella dei pesci spazzacamino.

Al calare della sera il banco di Pempheris schomburgkii si anima: i pesci escono in mare aperto per nutrirsi di zooplancton, catturando soprattutto gli stadi larvali di molti invertebrati.

Al calare della sera il banco si anima: i pesci escono in mare aperto per nutrirsi di zooplancton, catturando soprattutto gli stadi larvali di molti invertebrati © Kevin Bryant

Cuvier istituì nel 1829 il genere Pempheris, riprendendo il nome con cui il filosofo greco Numenio di Apamea (II secolo d.C.) indicava un piccolo pesce oggi non identificabile. Il termine specifico schomburgkii rende invece omaggio alla memoria dell’esploratore Robert Hermann Schomburgk (1804-1865), che parla di questo insolito pesce nella sua “Storia delle Barbados”.

Per il genere Pempheris, di gran lunga il più ricco dei Pempheridae, si parla oggi di oltre 70 specie valide fra l’Indopacifico e l’Atlantico, ma alcune sono sinonimi e i tassonomi si arrampicano sui vetri contando il numero di raggi sulle pinne, le squame della linea laterale, le sfumature di colore e la proporzione testa-occhio, per non parlare della biologia molecolare.

Zoogeografia

Pempheris schomburgkii è un pesce sostanzialmente caraibico, presente dalla Florida alle coste del Centroamerica, nelle Antille e in Venezuela.

Gli adulti di Pempheris schomburgkii raggiungono 15 cm. Il corpo compresso, la livrea ramata e i grandi occhi favoriscono la vita notturna.

Gli adulti raggiungono 15 cm. Il corpo compresso, la livrea ramata e i grandi occhi favoriscono la vita notturna © www.carlosestape.photoshelter

Ecologia-Habitat

Frequenta le acque costiere fra 3 e 30 m di profondità, in acque con temperature comprese fra 25 e 28,1 °C, riparandosi durante il giorno in grottini rocciosi o madreporici.

Morfofisiologia

Pempheris schomburgkii raggiunge i 15 cm di lunghezza con un corpo oblungo, molto profondo e fortemente compresso. Il profilo superiore della testa è moderatamente obliquo e il dorso procede poi orizzontale. Poco prima delle pinne pelviche il petto è carenato.

Vivendo nel buio, l’occhio è grande, circa un terzo del capo. Il muso è molto corto. La bocca, obliqua con piccoli denti, si apre verso l’alto.

Due stadi giovanili di Pempheris schomburgkii dopo la metamorfosi. La trasparenza rende visibili gli organi interni; con la crescita compare la livrea definitiva e i giovani si aggregano al banco.

Due stadi giovanili dopo la metamorfosi. La trasparenza rende visibili gli organi interni; con la crescita compare la livrea definitiva e i giovani si aggregano al banco © www.carlosestape.photoshelter

La pinna dorsale, con base corta, inizia prima dell’anale con 4-6 raggi spinosi e 8-10 inermi. L’anale, molto più lunga, ha invece 3 raggi duri e 29-36 inermi. Le pettorali, lunghe e appuntite, hanno 15-18 raggi e la caudale è biforcuta.

La linea laterale, alta, marcatamente arcuata e completa, si estende quasi fino alle punte dei raggi centrali della coda.

Le squame sono ctenoidi lungo il dorso, posteriormente alla pinna dorsale, e sulla parte ventrale del capo e del corpo; nelle altre regioni sono invece cicloidi e ramate. Si nota infine una banda scura alla base della pinna anale.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Pempheris schomburgkii si nutre durante la notte di zooplancton, soprattutto stadi larvali di molti invertebrati. Poi, con le prime luci dell’alba il viaggio si conclude e i pesci tornano ai loro rifugi corallini, ricomponendo il banco fino al calare della sera successiva.

Alle prime luci dell'alba il viaggio si conclude: i pesci ritornano ai loro rifugi corallini, dove ricompongono il banco e rimangono nascosti fino alla sera successiva.

Alle prime luci dell’alba il viaggio si conclude: i pesci ritornano ai loro rifugi corallini, dove ricompongono il banco e rimangono nascosti fino alla sera successiva © www.carlosestape.photoshelter

La riproduzione è poco nota ma certamente ovipara con fecondazione esterna e uova pelagiche affidate alle correnti.

Anche le larve sono planctoniche ma dopo la metamorfosi i giovani si stabiliscono negli stessi rifugi degli adulti assumendo il comportamento gregario tipico della specie.

La resilienza è elevata, con un tempo minimo per il raddoppio delle popolazioni inferiore a 15 mesi, e la vulnerabilità alla pesca, molto bassa, segna appena 10 su una scala di 100. Pempheris schomburgkii è classificato dal 2013 come “LC, Least Concern”, cioè come “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.

Sinonimi

Pempheris mexicana Cuvier, 1831; Pempheris muelleri Poey, 1860.

 

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