Phoenix canariensis

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

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Phoenix canariensis nel suo ambiente alle Canarie. Cresce in posizioni aperte e soleggiate, dal mare fino a 600 m d'altitudine, e ben si adatta in coltura a vari climi © Giuseppe Mazza

Il termine generico è il nome greco dato nell’antichità alla palma da dattero; il termine specifico si riferisce al suo luogo di origine: le Isole Canarie.

Nomi comuni: “Palma delle Canarie”, “Fenix” (italiano); “Canary Islands Date palm”, “Pineapple palm” (inglese); “Dattier des Canaries”, “Palmier des Canaries”, “Palmier d’Hyères” (francese); “Kanarische Dattel- palme” (tedesco); “Palmeira-das-canarias”, “Tamareira-das-canarias”, “Palmeira-tamarei- ra” (portoghese); “Palmera canaria”, “Fénix”, “Palma canaria”, “Tamara” (spagnolo).

La sua chioma è imponente, densa, costituita da oltre cento foglie pennate, arcuate, di 4-6 m di lunghezza, persistenti per lungo tempo © Giuseppe Mazza

La sua chioma è imponente, densa, costituita da oltre cento foglie pennate, arcuate, di 4-6 m di lunghezza, persistenti per lungo tempo © Giuseppe Mazza

Diffusa originariamente in tutte le isole dell’arcipelago, la presenza della Phoenix canariensis Chabaud (1882) si è ridotta per l’eccessiva antropizzazione. La popolazione spontanea più numerosa si trova attualmente a La Gomera, popolazioni meno numerose sono presenti in Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote. Cresce in posizioni aperte e soleggiate dal livello del mare fino a circa 600 m di altitudine su suoli semiaridi. Presenta un fusto solitario, piuttosto tozzo, alto sino a 20 m, di circa 70-90 cm di diametro, su cui rimangono evidenti, nella parte più vecchia, le cicatrici romboidali delle basi fogliari.

Sono presenti anche individui con frutti bruno-rossastri, ritenuti da alcuni varietà, da altri ibridi © Giuseppe Mazza

Sono presenti anche individui con frutti bruno-rossastri, ritenuti da alcuni varietà, da altri ibridi © Giuseppe Mazza

La sua chioma è imponente, densa, costituita da oltre cento foglie pennate, arcuate, di 4-6 m di lunghezza, persistenti per lungo tempo.

Le pinnule rigide di colore verde, ridotte a robuste spine alla base.

Pianta dioica (ogni individuo porta o solo fiori maschili o solo fiori femminili) presenta infiorescenze ramificate più corte delle foglie, i fiori maschili sono di colore bianco-crema, quelli femminili giallo-arancio.

La fioritura in natura avviene in primavera e la maturazione in autunno.

I frutti ovoidi, di circa 2 cm di lunghezza, di colore dal giallo oro, sono in teoria eduli, ma con pochissima e piuttosto sgradevole polpa.

Sono presenti anche individui con frutti bruno-rossastri, molto appariscenti, ritenuti da alcuni varietà, da altri ibridi.

La Phoenix canariensis si incrocia facilmente con le altre Phoenix, in particolare con la Palma da datteri (Phoenix dactylifera), come testimonia l’ampia varietà di ibridi di aspetto intermedio tra le due specie presenti in coltivazione.

Si riproduce esclusivamente per seme, che germina facilmente in 100-110 giorni. Per le sue spiccate caratteristiche ornamentali, la sua adattabilità ai climi dal temperato al tropicale e ad un’ampia varietà di suoli, anche poveri e semiaridi, è estesamente impiegata in parchi e giardini, in particolare nelle zone temperate dove può resistere fino a temperature di circa -8 °C.

Introdotta in Europa nella seconda metà dell’800, si è rapidamente diffusa in tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Come curiosità: la prima notizia dell’esistenza di palme nelle Isole Canarie è stata data da Plinio il Vecchio (23/24 - 79 d.C.) che narrò la spedizione del re di Numidia Juba II (Naturalis Historia).

Sinonimi: Phoenix canariensis var. porphyrococca Vasc. & Franco (1948) - Phoenix cycadifolia Regel (1879) - Phoenix dactylifera var. jubae Webb & Berthel. (1847) - Phoenix jubae (Webb & Berthel.) Webb ex. H.Christ (1885).

Purtroppo oggi questa splendida palma è seriamente minacciata da un coleottero, il Rhynchophorus ferrugineus che attacca anche altre Phoenix ma con una particolare predilezione per la canariensis. È quasi impossibile fare una diagnosi precoce, e quando il parassita si è insediato nella pianta non esistono cure veramente efficaci © Giuseppe Mazza

Purtroppo oggi questa splendida palma è seriamente minacciata da un coleottero, il Rhynchophorus ferrugineus che attacca anche altre Phoenix ma con una particolare predilezione per la canariensis. È quasi impossibile fare una diagnosi precoce, e quando il parassita si è insediato nella pianta non esistono cure veramente efficaci © Giuseppe Mazza

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