Pitcairnia feliciana

Famiglia : Bromeliaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Pitcairnia feliciana

Presente nella Lista Rossa fra le specie minacciate d’estinzione, Pitcairnia feliciana è l’unica bromeliacea presente nel Vecchio Mondo © Rainer Wendt

Pitcairnia feliciana (A.Chev.) Harms & Mildbr. è l’unica specie appartenente alle Bromeliaceae non originaria delle Americhe. Si rinviene sugli affioramenti isolati di arenaria (inselberg) degli altopiani di Fouta Djalon, nella parte settentrionale del territorio della Guinea centrale (Africa nordoccidentale).

Pitcairnia è un genere di piante della famiglia Bromeliaceae, incluso nella sottofamiglia Pitcairnioideae, con oltre 400 specie, il cui nome deriva dal dottor William Pitcairn (1711–1791) medico e giardiniere scozzese.

Pitcairnia feliciana

Si trova solo sugli affioramenti isolati d’arenaria degli altopiani di Fouta Djalon, nella parte settentrionale della Guinea centrale © Rainer Wendt

L’epiteto specifico feliciana onora Henri Jacques-Félix (1907–2008), botanico francese, esploratore, specialista in flora tropicale africana che per primo (1937) scoprì e raccolse questa pianta.

Pitcairnia feliciana è una specie endemica della Guinea e sulla base di dati molecolari ha parenti stretti in Venezuela, mentre per la somiglianza dei fiori, delle foglie e per la stessa temperatura di crescita, è affine, a Pitcairnia glaziovii Baker, specie endemica della Foresta Atlantica.

Pitcairnia feliciana

Sembra che i suoi antenati siano giunti in Africa, 9-10 milioni d’anni fa, con semi trasportati da uccelli migratori © Rainer Wendt

L’orologio molecolare ha evidenziato che la speciazione di P. feliciana possa esser avvenuta circa 9,3 (10) milioni di anni fa, quindi la presenza di questa specie su suolo africano non è dovuta alla deriva dei continenti perché le Americhe si sono separate dall’Africa molto prima.

Si tratta, pertanto, di una possibile dispersione a lunga distanza mediante semi portati da uccelli migratori.

Tra l’altro la specie presenta fiori color rosso arancio brillante, non odorosi e con abbondante nettare, caratteri questi propri delle specie che utilizzano gli uccelli come impollinatori anche se, in Africa, P. feliciana non è stata mai vista essere impollinata da uccelli.

Per la presenza africana P. feliciana è anche possibile ipotizzare che, in passato, ci siano stati scambi faunistici e floristici bidirezionali tra Africa e Sud America databili circa 80-40 milioni di anni fa.

Ovviamente sono date che precedono di gran lunga la genesi di Pitcairnia, ma è possibile che la rotta di colonizzazione sia avvenuta, attraverso l’Atlantico meridionale, sulla dorsale oceanica del Rio Grande Rise e della dorsale Walvis Ridge.

La sistemazione di P. feliciana come sister group di P. glaziovii indica che il genere potrebbe essere entrato nell’area brasiliana prima della diversificazione nei suoi taxa attuali, cioè più di 9,3 milioni di anni fa.

Tutto ciò suggerisce che gli eventi di occupazione di quest’area potrebbero essersi verificati durante gli episodi freddi e secchi del Neogene, cioè circa 23 milioni di anni fa, quando la fitta foresta pluviale fu parzialmente sostituita dai corridoi della savana.

P. feliciana è un’erba perenne, terricola, sassicola, glabra, alta fino a 70 cm con rizoma bulbiforme, ricoperto di squame dentate. Ha foglie alterne, lineari, lunghe 50 cm e larghe 5-9 mm, con denti spinosi e ricurvi. Le foglie cauline sono strettamente lanceolate, amplessicauli alla base e con margini interi.

Tra le foglie, nei mesi di giugno-luglio, spuntano le infiorescenze racemose terminali, lunghe fino a 30 cm, portanti fiori zigomorfi, trimeri con sepali lanceolati lunghi fino a 2,5 cm e petali a forma di lancia rovesciata (oblanceolati) lunghi fino a 5 cm, di colore arancione o rosso intenso.

Pitcairnia feliciana

Particolare dell’infiorescenza, lunga anche 30 cm. A sinistra un fiore lascia intravvedere i 6 lunghi stami. I frutti, a destra, sono capsule colme di semi © Rainer Wendt

Gli stami sono in numero di sei e gli stili sono allungati con stimmi capitati e contorti. I frutti sono capsule secche con molti semi, la cui maturazione avviene nei mesi di settembre-ottobre.

P. feliciana forma cespi che con le loro radici si ancorano fortemente alle fessure delle pareti rocciose di arenaria, occasionalmente su granito, e supera la stagione secca, in uno stato di dormienza, facendo seccare le foglie. È una specie ritenuta in pericolo di estinzione e per tale motivo inserita nel 2018 nella Lista Rossa delle specie minacciate della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura).

Pitcairnia feliciana

Nella stagione secca, la pianta va a riposo ma rispunta con le prime piogge, grazie al rizoma bulbiforme ancorato con le radici alle fessure delle rocce © Rainer Wendt

Le minacce sono dirette, come gli incendi, l’urbanizzazione e l’allargamento delle strade ma anche indirette, come l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Anche se si tratta di una specie protetta, P. feliciana è facile da coltivare e la fioritura dura per diversi mesi, caratteristica questa che la rende molto desiderata dagli appassionati delle piante ornamentali. Per una crescita ottimale si può utilizzare un substrato leggero da tenere umido ed esporla alla luce e all’aria, ma non alle correnti e ai bruschi cambiamenti di temperatura.

Sinonimi: Willrussellia feliciana A.Chev.

 

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