Pittosporum tobira

Famiglia : Pittosporaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Pittosporum tobira, pittosporo, pitosforo, Pittosporaceae

Il Pittosporum tobira è nativo della Corea meridionale, Giappone e Taiwan settentrionale. Arbusto o piccolo albero sempreverde dalla chioma compatta e tondeggiante, può raggiungere i 6 m d’altezza. Le infiorescenze terminali ad ombrella, con fiori prima bianchi e poi crema, emanano una intensa fragranza che ricorda quella dei fiori d’arancio © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Corea meridionale, Giappone (Honshu, Kyushu, Ryukyu e Shikoku) e Taiwan settentrionale, dove cresce nelle foreste dal livello del mare fino a circa 1800 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “πίττα” (pitta) = pece e “σπόρος” (spóros) = seme, con riferimento alla sostanza resinosa che circonda il seme; il nome della specie è quello comune giapponese “トベラ” (tobera).

Nomi comuni: Australian laurel, Japanese cheesewood, Japanese pittosporum, mock orange (inglese); hai tong (cinese); pittospore du Japon, pittospore odorant (francese); tobera (Giapponese); pittosporo, pitosforo (italiano); lágrima-sabéia, pau-de-incenso, pitósporo-japonês (portoghese-Brasile); pitósporo japonès (spagnolo); chinesischer Klebsame, Pechsame (tedesco).

Il Pittosporum tobira (Thunb.) W.T. Aiton (1811) è un arbusto o piccolo albero sempreverde, alto 3-6 m, dalla chioma compatta e tondeggiante.

Foglie, su un picciolo lungo 0,8-2 cm, raggruppate all’apice dei rami, alterne, obovate o spatolate con apice ottuso o arrotondato e margine intero leggermente ripiegato verso il basso, coriacee, lunghe 4-10 cm e larghe 2-4 cm, di colore verde scuro lucido superiormente, più chiaro e opaco inferiormente, e nervatura centrale giallastra.

Infiorescenze terminali ad ombrella in primavera con fiori ermafroditi, su un pedicello lungo 1-2 cm, di colore bianco puro che vira col tempo al giallo crema, che emanano una intensa fragranza che ricorda quella dei fiori di arancio.

Calice con 5 sepali lanceolati fusi alla base, pubescenti, lunghi circa 0,4 cm, corolla con 5 petali oblanceolati fusi alla base, lunghi 1-1,2 cm e larghi 0,4-0,5 cm, 5 stami e ovario globoso, pubescente, con stilo persistente.

Il frutto è una capsula globosa trivalve, di circa 1,2 cm di diametro, pubescente, inizialmente verde poi giallastra a maturità, contenente alcuni semi angolosi, lunghi circa 0,4 cm, di colore da rosso vivo a rosso scuro, ricoperti da una sostanza resinosa.

Si riproduce per seme, che ha una breve durata di germinabilità, ripulito dalla sostanza resinosa che lo ricopre, in terriccio organico sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 20-24 °C, con tempi di germinazione di 2-3 mesi, e per talea semi-legnosa in estate.

Specie robusta, di facile coltivazione, ampiamente diffusa e spesso naturalizzata nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, dove esemplari adulti, opportunamente protetti, possono sopportare temperature fino a circa -10 °C, se eccezionali e per breve periodo. Utilizzata come esemplare isolato o in massa, per bordure e siepi, formali e informali, richiede pieno sole o parziale ombra e suoli ben drenanti, per evitare marciumi radicali, fertili, da leggermente acidi a leggermente alcalini.

Pittosporum tobira, pittosporo, pitosforo, Pittosporaceae

Il frutto è una capsula globosa trivalve. Inizialmente verde e poi giallastra, si apre a maturità con semi angolosi, rosso vivo a rosso scuro, ricoperti da una sostanza resinosa © Giuseppe Mazza

Va regolarmente irrigata nei climi caratterizzati da estati calde e secche, anche se ben radicata può sopportare brevi periodi di siccità. Presenta una elevata resistenza ai venti salmastri, e per tale motivo è largamente impiegata nei giardini in riva al mare, e all’inquinamento atmosferico delle città. Sopporta bene le potature, per un portamento compatto, e può essere allevata ad alberello e impiegata nell’arte topiaria.

Sono state selezionate numerose varietà, tra queste molto utilizzate, ma più delicate della specie, le varietà ‘Variegatum’, con variegature biancastre lungo i margini della foglia, e ‘Nanum’, che di norma non supera 80 cm di altezza, con fogliame arrotondato particolarmente compatto.

Nei climi meno favorevoli può essere coltivata in capienti contenitori, per essere riparata in inverno in ambiente protetto particolarmente luminoso, utilizzando un terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea grossolana per un 30 %. Generalmente esente da malattie, può essere affetta da clorosi in terreni ad elevato pH, da trattare con microelementi sotto forma di chelati. Tra i parassiti, i più frequenti sono afidi e cocciniglie che vanno trattati prontamente con prodotti specifici.

Sinonimi: Euonymus tobira Thunb. (1780); Pittosporum tobira var. chinense S. Kobay. (1982).

 

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