Pygoplites diacanthus

Famiglia : Pomacanthidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Presente nelle acque tropicali dell’Indo-Pacifico con tonalità d’arancio diverse, Pygoplites diacanthus è uno dei pesci angelo più belli

Presente nelle acque tropicali dell’Indo-Pacifico con tonalità d’arancio diverse, Pygoplites diacanthus è uno dei pesci angelo più belli © Giuseppe Mazza

Il pittoresco Pesce angelo reale (Pygoplites diacanthus Boddaert, 1772), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia dei Pomacanthidae, che conta 8 generi e 91 specie.

L’etimologia del genere Pygoplites nasce dal greco “pyg”, posteriore, e “hoplites”, oplita, il nome dei soldati ben armati della fanteria pesante greca.

Il termine generico diacanthus deriva sempre dal greco “dia-”, per mezzo di, e akantha, spina.

Tutti vorrebbero averlo in casa, e sono nati allevamenti di Pygoplites diacanthus per l’acquario dei sogni, ma è quasi impossibile nutrirlo ed è molto sensibile all’oidio, la malattia dei puntini bianchi

Tutti vorrebbero averlo in casa, e sono nati allevamenti per l’acquario dei sogni, ma è quasi impossibile nutrirlo ed è molto sensibile all’oidio, la malattia dei puntini bianchi © Giuseppe Mazza

Si tratta dunque di un pesce “ben armato per mezzo di una spina rivolta verso il posteriore” con riferimento al preopercolo spinoso tipico della famiglia.

Zoogeografia

È presente nelle acque tropicali dell’ Indo-Pacifico. Lo troviamo, a titolo indicativo, dall’Est Africa ed il Madagascar alle Seychelles e al Mar Rosso, alle Maldive, a Sri Lanka, in Tailandia, Malesia, Indonesia, Nuova Guinea Australia, Micronesia, Filippine, Taiwan e Cina fino alla parte meridionale del Giappone con le isole Ryukyu e Ogasawara.

Pygoplites diacanthus raggiunge i 25 cm e la vistosa livrea è mimetica.

Raggiunge 25 cm di lunghezza volteggiando fra i coralli fin verso i 50 m di profondità, dove la vistosa livrea si rivela in realtà molto mimetica © Karine Marangon

A Sud-Est raggiunge la Nuova Caledonia, Vanuatu, le isole Figi, Samoa, Tonga, Tahiti e Tuamotu.

Ecologia-Habitat

Vive fra madrepore ed i coralli in acque basse, in genere non oltre i 50 m di profondità. Amano i coralli del genere Acropora che li proteggono in alto coi loro spuntoni e li accolgono sotto la loro struttura piatta ricca di nascondigli.

Piatto e ovale, Pygoplites diacanthus possiede un robusto becco sporgente per frugare negli anfratti e staccare frammenti d’alghe incrostanti.

Piatto e ovale, possiede un robusto becco sporgente per frugare negli anfratti, staccare frammenti d’alghe incrostanti e sbocconcellare le foglie delle praterie sommerse © Benoit Lallement

Morfofisiologia

Può raggiungere i 25 cm di lunghezza. Il corpo è piatto, ovale, con una sorta di becco robusto e sporgente per frugare fra i coralli sbocconcellando invertebrati bentonici.

La pinna dorsale e l’anale sono larghe e arrotondate. La prima conta 14 raggi spinosi e 17-18 molli; la seconda 3 spine e 17-19 raggi inermi. Le pettorali hanno 16-17 raggi molli e le ventrali, senza spine, sono lunghe ed appuntite. La caudale è più o meno troncata.

Eccolo all’opera. Il piatto forte è tuttavia costituito da spugne e ascidie, ed è per questo che in cattività muore di fame.

Eccolo all’opera. Il piatto forte è tuttavia costituito da spugne e ascidie, ed è per questo che in cattività muore di fame © Karine Marangon

La livrea è davvero spettacolare. Sul corpo giallo-arancio spiccano delle strisce bianche verticali, leggermente oblique, bordate di nero e azzurro, che si fanno più sottili e blu accanto agli occhi e s’inoltrano nella pinna dorsale che termina con una zona blu intenso.

Sull’anale l’inclinazione delle strisce cambia, è parallela al bordo in un elegante alternarsi di blu e arancio. La coda è gialla.

La livrea giovanile è molto diversa. A prima vista per il look tondeggiante si potrebbe scambiare per un Chaetodon, come indicano alcuni sinonimi, con un finto occhio enorme alla base della pinna dorsale.

Pygoplites diacanthus vive per lo più solitario, ma anche in coppie e si può talora incontrare in piccoli gruppi.

Pygoplites diacanthus vive per lo più solitario, ma anche in coppie e si può talora incontrare in piccoli gruppi © Benoit Lallement

Le bande verticali bianche che appaiono progressivamente sono su un fondo giallo nelle popolazioni dell’Oceano Pacifico e arancio per quelle dell’Oceano Indiano.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Pygoplites diacanthus vive spesso solitario, ma anche in coppie o piccoli gruppi nutrendosi principalmente di spugne e ascidie, integrate da frammenti d’alghe incrostanti e fanerogame delle praterie sommerse.

Coppia di Pygoplites diacanthus.

Per la riproduzione le coppie risalgono a spirale verso la superficie col maschio in alto che feconda le uova © Bernard Dupont

La deposizione delle uova avviene generalmente al crepuscolo o di notte. Le coppie risalgono danzando a spirale verso la superficie con il maschio, in alto, le feconda mano a mano che vengono rilasciate.

Le larve sono planctoniche e i giovani crescono nascosti fra i coralli.

In natura il Pesce angelo reale può vivere anche 10 anni, ma in cattività, dato il particolare tipo di alimentazione, muore miseramente di fame.

Livree giovanili di Pygoplites diacanthus.

I giovani crescono sono tondeggianti con un finto occhio verso la coda sulla pinna dorsale. Qui i mutamenti della livrea giovanile fin quasi a un subadulto © François Libert

Spinti dalla forte richiesta del mercato, sono nati degli allevamenti che propongono, insieme al pesce, surrogati d’alimentazione, ma le speranze di vita fra le pareti domestiche restano comunque bassissime perché è una specie molto sensibile a Oodinium ocellatum, un protozoo dinoflagellato molto spesso presente negli acquari che attacca le pinne, le branchie e la pelle dell’ospite fino a farla cadere a brandelli.

È la famigerata “malattia dei puntini bianchi” che i mercanti di pesci conoscono e trattano preventivamente fino al momento della vendita.

Gli adulti sono più allungati. La pinna dorsale e l’anale mostrano grandi arabeschi e la spina preopercolare blu appare minacciosa in tutta la sua lunghezza.

Gli adulti sono più allungati. La pinna dorsale e l’anale mostrano grandi arabeschi e la spina preopercolare blu appare minacciosa in tutta la sua lunghezza © Rafi Amar

La resilienza di Pygoplites diacanthus è bassa, con un tempo minimo di raddoppio della popolazione di 4,5-14 anni, ma in compenso la vulnerabilità alla pesca è bassa, segnando appena 21 su una scala di 100. Nella Lista rossa delle specie in pericolo il Pesce angelo reale appare nella categoria “Least Concern” cioè a rischio minimo.

Sinonimi

Chaetodon diacanthus Boddaert, 1772; Holacanthus diacanthus Boddaert, 1772.

 

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