Rosa rubiginosa

Famiglia : Rosaceae

Classificazione : Specie


Testo © Prof.sa Franca Bessi

 

Rosa rubiginosa L. deve a Carlo Linneo (Mantissa Plantarum Altera, edizione del 1771) la pubblicazione valida del nome e delle caratteristiche distintive tra cui la pagina inferiore delle foglioline rubiginosa (con ghiandole rossastre); questo taxon conta quattordici sinonimi riconosciuti, di cui il più noto è Rosa eglanteria L. e ha diversi nomi comuni, quali per esempio: Rosa balsamina, Sweet Briar, Eglantine, Églantier odorant e Eglantina roja.

L’eglantine è un simbolo di giovinezza caro alla tradizione inglese, è stata citata da William Shakespeare e ricompare anche nella lirica cinquecentesca Eglantine of Meriflure (Meriflure indica forse il luogo della poesia e dei fiori) di Sir Arthur Gorges. Questo fiore è stato utilizzato sia come omaggio non velato, sia come attributo per Elisabetta I, quando l’immagine della regina vergine, dai ritratti alle monete, veniva intenzionalmente affiancata all’emblema ‘rosa’. In queste rappresentazioni le rose sono riprodotte o in modo realistico o stilizzate e a volte giocano il ruolo di riferimenti dinastici alla casata dei Lancaster (fiore rosso) e a quella dei Tudor (fiore bianco e rosso).

Rosa rubiginosa

Fiore di Rosa rubiginosa con petali venati e sepali ben evidenti. È una specie arbustiva, vigorosa e compatta, alta fino a 3 m. I fiori, semplici, hanno l’arco esterno rosa e la parte vicina al centro bianca. Le foglie sono ricche di ghiandole lungo i bordi e sulla pagina inferiore. Sfregate e schiacciate, specie dopo la pioggia, profumano di mela © Giuseppe Mazza

Rosa rubiginosa è un arbusto rustico, vigoroso, compatto e alto fino a 3 m con rami armati di numerosi aculei disomogenei da grandi e ricurvi a piccoli e diritti; le foglie generalmente con sette foglioline di color verde foresta con toni giallastri o rosati sono ricche di ghiandole lungo i bordi e sulla superficie inferiore. A queste ghiandole si deve una delle attrattive di questa pianta: il profumo di mela che rilasciano le foglie se sfregate e schiacciate, sentore che è maggiore dopo la pioggia.

I fiori semplici sono portati sia solitari sia in infiorescenze; i petali cordati bicolori e venati hanno l’arco esterno rosa (da più tenue a più intenso) e la parte vicina al centro, come l’unghia, bianca. A maturità, i cinorrodi globosi, più o meno ovoidi e ristretti all’apice, sono color rosso scarlatto o aranciato e a lungo coronati dai sepali. Il periodo di fioritura va da giugno alla fine di luglio.

Rosa rubiginosa

Più o meno ovoidi e ristretti all’apice, i cinorrodi, con pedicelli setaceo-ghiandolosi e sepali ancora persistenti, sono color rosso scarlatto o aranciato © Giuseppe Mazza

La specie è spontanea in Europea ed è stata introdotta nelle Americhe, in Australia e nella provincia del Capo.

Rosa rubiginosa è stata ampiamente descritta e ben riprodotta da Nikolaus Joseph von Jacquin, nel 1773, in Florae austriacae, vol i, p.31 e tav. 50.

Rosa rubiginosa tollera una parziale ombreggiatura, cresce su terreni poveri ed è utilizzata per siepi di contenimento e a scopo ornamentale; famoso il suo impiego a Prior Park, il parco dominato da una grande villa in stile palladiano della metà del Settecento, nei pressi di Bath (UK).

Rosa rubiginosa ha dato origine a una numerosa discendenza di ibridi spontanei e non spontanei, tra questi vi sono le Lord Penzance’s Hybrid Sweet Briars, ottenute alla fine dell’Ottocento da James Plaisted Wilde Lord Penzance.

 

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