Sabal domingensis

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria di Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana dove cresce nelle savane e foreste secche secondarie fino a circa 1000 m di altitudine.

L’etimologia del genere è ignota, non essendo stata specificata dall’autore, il botanico francese Michel Adanson (1727-1806); il nome specifico latino “domingensis” = di domingo, fa riferimento alla capitale, Santo Domingo, della Repubblica Dominicana, nelle cui vicinanze è stata rinvenuta la specie tipo.

Nomi comuni: Hispaniola palm, Hispaniola palmetto (inglese); latanier-chapeau (Haiti); palma cana (Repubblica dominicana).

Sabal domingensis, Arecaceae, Palme

Nativa delle savane e foreste secche di Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana, la maestosa Sabal domingensis raggiunge i 16 m d’altezza con eleganti fusti lisci di 50-60 cm. Buona resistenza al freddo © Giuseppe Mazza

La Sabal domingensis Becc. (1908) è una specie inerme, monoica, con fusto solitario, fino a 16 m di altezza e 50-60 cm di diametro, colonnare, di colore grigio, liscio, tranne in prossimità della chioma dove permangono i residui delle basi fogliari che formano un tipico intreccio incrociato.

Le foglie, su un picciolo lungo 1-1,6 m, sono costapalmate, divise in 60-90 segmenti, lunghi fino 1,2 m, uniti alla base per 1/2-1/3 della loro lunghezza e bifidi all’apice, disposti su angoli leggermente differenti, di colore verde scuro con riflessi bluastri; dall’ascella dei segmenti si dipartono filamenti biancastri.

Infiorescenze tra le foglie, di pari o maggiore lunghezza, arcuate, con 3 ordini di ramificazioni e minuscoli fiori bianchi fragranti con calice tubolare trilobato, corolla tubolare trilobata, 6 stami, ovario e stimma trilobati.

Frutti piriformi, di 1,1-1,4 cm di diametro, di colore nero a maturità, contenenti un solo seme globoso, schiacciato alle estremità o concavo, di 0,8-1 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 2-4 mesi.

Specie imponente e di facile coltivazione, spesso confusa con la Sabal causiarum, da cui si differenzia per i frutti più grandi, che meriterebbe una maggiore diffusione per la crescita relativamente veloce e l’adattabilità a diverse condizioni climatiche e di suolo.

Di notevole effetto paesaggistico, sia come esemplare isolato che in filari ai margini dei viali, può essere impiegata sia nelle regioni tropicali e subtropicali umide che semiaride, per la sua resistenza alla siccità, e in quelle temperato calde, dove da adulta può resistere a valori di temperatura fino a circa -8 °C, se eccezionali e di breve durata.

Richiede pieno sole e può crescere in un’ampia varietà di suoli, purché drenanti, e resiste ai forti venti.

Le foglie sono utilizzate come copertura di abitazioni rurali e per fabbricare cappelli, stuoie, ceste, scope ed altri oggetti artigianali.

Sinonimi: Sabal neglecta Becc. (1908).

 

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