Schippia concolor

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Schippia concolor, Arecaceae

Giovane esemplare di Schippia concolor. Poco coltivata nei giardini per la lenta crescita, ben si adatta alla coltura in vaso © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Belize e Guatemala settentrionale dove cresce sia nelle foreste umide che secche fino a circa 500 m di altitudine.

Il genere, monotipico, è dedicato al botanico e raccoglitore australiano William Augustus Schipp (1891-1967) che scoprì la specie nel Belize; il nome specifico è l’aggettivo latino “cóncolor, oris” = dello stesso colore, di uniforme colore, con riferimento al colore pressoché uguale di entrambi i lati delle foglie.

Nomi comuni: mountain palmetto, mountain pimento, silver pimento, silver thatch (inglese).

Schippia concolor, Arecaceae

A rischio estinzione in Belize e Guatemala, ha frutti globosi biancastri di 2,5 cm © Giuseppe Mazza

La Schippia concolor Burret (1933) è una specie inerme a fusto solitario, fino a 10 m di altezza e 8-10 cm di diametro, ricoperto dalle foglie secche persistenti nella parte più giovane, rugoso, fessurato longitudinalmente e con le cicatrici anulari prominenti delle foglie cadute nella parte più vecchia.

Le foglie, su un picciolo lungo fino a circa 2 m e largo 1 cm, sono palmate, induplicate, pressoché circolari, di circa 90 cm di diametro, divise in 20-32 segmenti lineari-lanceolati, di circa 3 cm di larghezza, con apice acuminato brevemente bifido, uniti alla base per circa 1/3 della loro lunghezza, di colore verde intenso lucido superiormente, leggermente più chiaro inferiormente. Guaina fogliare ricoperta da un tomento bruno chiaro con margini che si disfano formando una massa fibrosa che avvolge il fusto.

Infiorescenze tra le foglie, lunghe circa 60 cm, tomentose, di colore bianco, con due, raramente tre, ordini di ramificazioni, e numerose rachille portanti fiori solitari pedicellati disposti a spirale, ermafroditi alla base, con 6 stami e gineceo ovoide monocarpellare, e maschili all’apice. Frutti globosi di 2,5 cm di diametro di colore biancastro a maturità contenenti un solo seme globoso di circa 2 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio drenante mantenuto umido alla temperatura di 28-30 °C, con tempi di germinazione a partire di 1-3 mesi.

Specie dal portamento elegante, ma a crescita particolarmente lenta, e forse per questo poco coltivata, adatta per le sue ridotte dimensioni a piccoli giardini ombrosi, anche se può sopportare il pieno sole. Utilizzabile nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo, dove può resistere a temperature eccezionali e di breve durata fino a -2/-3 °C, con eventuale danneggiamento del fogliame. Richiede suoli fertili, da leggermente acidi a leggermente alcalini, drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi, pur sopportando da adulta brevi periodi di secco, ma con crescita ancora più lenta. Coltivabile con successo in vaso per la decorazione di interni, adattandosi a situazioni non particolarmente luminose, in terriccio drenante ricco di sostanza organica, con temperature preferibilmente non inferiori a 16 °C.

Per la progressiva riduzione del suo habitat, dovuta all’espansione dell’agricoltura, è stata inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature) come “vulnerabile” (specie a rischio di estinzione in natura).

 

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