Tillandsia streptophylla

Famiglia : Bromeliaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Tillandsia streptophylla, Bromeliaceae

Frequente in coltura, la Tillandsia streptophylla è un’epifita, acaule dell’America centrale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle Bahamas, Belize, Cayman, Costa Rica, Cuba, Guatemala, Honduras, Messico (Baja California, Baja California Sur, Campeche, Chiapas Colima, Guerrero, Jalisco, México Distrito Federal, México State, Michoacán, Morelos, Nayarit, Oaxaca, Puebla, Quintana Roo, Sinaloa, Sonora, Tabasco, Tlaxcala, Veracruz e Yucatán) e Turks-Caicos dove vive sui tronchi e i rami degli alberi delle foreste, sia sempreverdi che decidue, dal livello del mare fino a circa 1200 m di altitudine.

Il genere è dedicato al medico e botanico svedese Elias Erici Til-Landz (1640-1693); il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo greco “στρεπτός” (streptόs) = attorcigliato, ritorto e del sostantivo “φύλλον” (phyllon) = foglia, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: Shirley Temple (inglese).

La Tillandsia streptophylla Scheidw. (1836) è una specie erbacea sempreverde, monocarpica, epifita, acaule, piuttosto variabile, con larghe basi fogliari concave, lunghe fino a 10 cm, con spazi vuoti tra esse, che formano un grosso pseudo bulbo che ospita in natura colonie di formiche (mirmecofilia).

Foglie numerose disposte a rosetta, lanceolate, lungamente appuntite, retroflesse e ritorte a spirale che spesso utilizza come tentacoli per ancorarsi ai rami degli alberi, lunghe fino a 50 cm e larghe verso la base 5-6 cm, spesse, di colore verde chiaro e ricoperte da uno spesso indumento costituito da scaglie (tricomi) bianco grigiastre.

Scapo floreale al centro della rosetta, robusto, lungo 10-18 cm, circondato da brattee con apice ricurvo simili alle foglie che al sole tendono al rosa.

Infiorescenza, lunga 15-25 cm, composta da 8-14 spighe sottese da brattee lanceolate simili a quelle dello scapo, più lunghe delle spighe alla base, più corte all’apice. Spighe distiche, lunghe 10-16 cm, costituite da brattee imbricate, lunghe 2-3 cm e larghe 1,2-1,6 cm, ricoperte dallo stesso indumento delle foglie che al sole vira al rosa, che sottendono i singoli fiori. Calice con 3 sepali liberi ellittico-lanceolati, lunghi 2-2,5 cm e larghi 0,5 cm, corolla tubolare, lunga circa 4 cm, con 3 petali lineari liberi di colore blu pallido, 6 stami sporgenti, disposti in due serie di 3, lunghi circa 4,5 cm, ovario supero e stilo lungo circa 6 cm. I fiori sono ermafroditi, ma la posizione dello stigma sopra le antere impedisce l’autoimpollinazione (ercogamia), rendendo necessaria l’impollinazione incrociata, generalmente effettuata da colibrì.

Il frutto è una capsula con apice acuto, lunga circa 3,5 cm, contenente numerosi semi sottili provvisti all’estremità di un ciuffo di peli che ne facilita la dispersione tramite il vento. Terminata la fioritura la rosetta cessa di crescere e dopo un tempo abbastanza lungo secca, ma la pianta continua a vivere tramite le nuove piante che nascono alla base dell’infiorescenza.

Si riproduce per seme, posto superficialmente su substrato organico poroso e drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, e per divisione di piante accestite.

Tillandsia streptophylla, Bromeliaceae

Le larghe basi fogliari concave, lunghe fino a 10 cm, con spazi vuoti, formano un grosso pseudo bulbo che ospita in natura colonie di formiche © Giuseppe Mazza

Una delle specie più ricercate dagli appassionati, insieme ai suoi ibridi e alle numerose varietà selezionate, per le infiorescenze di lunga durata, la facilità di coltivazione e soprattutto per le forme particolari che può assumere a seconda del regime idrico cui è sottoposta. Se ben idratate le foglie si distendono formando una larga rosetta, man mano che diminuisce l’umidità si ritorcono e incurvano attorno alla base bulbosa, fino a nasconderla completamente, assumendo forme sempre più compatte e contorte.

Utilizzabile all’aperto nei climi tropicali, subtropicali e marginalmente temperato-caldi, dove può sopportare, perfettamente asciutta, temperature fino a circa -2 °C per brevissimo periodo. Richiede elevata luminosità, anche sole diretto se abituata gradualmente, innaffiature e umidità moderate, se si vuole mantenere una forma contorta, e una posizione ben ventilata in modo da permettere alla pianta di asciugarsi velocemente. Per lo stesso motivo è prudente posizionarla orizzontalmente o leggermente verso il basso, in modo da evitare marciumi da ristagni d’acqua tra le foglie e, soprattutto, all’interno dello pseudo bulbo, posizione che solitamente assume anche in natura. Si adatta bene alla coltivazione in interni particolarmente luminosi o in terrari fissata su pezzi di corteccia, rami, zattere di sughero o altro materiale inerte, con le stesse modalità sopra riportate e temperature mediamente elevate con minime notturne invernali preferibilmente non inferiori a 15 °C.

Sinonimi: Vriesea streptophylla (Scheidw.) É.Morren (1873).

 

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