Vriesea geniculata

Famiglia : Bromeliaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Vriesea geniculata, Bromeliaceae

La Vriesea geniculata ha un’infiorescenza imponente alta 1 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Brasile (Rio de Janeiro), dove cresce su pendii rocciosi granitici costieri.

Il genere è dedicato al botanico olandese Willem Hendrik de Vriese (1806-1862); il nome specifico è l’aggettivo latino “geniculatus, a, um” = nodoso, con riferimento all’infiorescenza.

La Vriesea geniculata (Wawra) Wawra (1866) è una specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, litofita, alta con l’infiorescenza fino a circa 1,8 m, presenta una rosetta imbutiforme formata da numerose foglie disposte a formare una cavità centrale solitamente riempita d’acqua.

Le foglie sono oblunghe con apice lungamente appuntito e ricurvo, inermi, di 0,7-1,2 m di lunghezza e 5-14 cm di larghezza, di colore verde brillante.

L’infiorescenza, al centro della rosetta, è costituita da un robusto scapo floreale rossastro di circa 1 m di lunghezza e 2-3 cm di diametro ricoperto da brattee simili a foglie di colore verde, più lunghe degli internodi, che termina con un racemo composto, formato cioè da più racemi che si dipartono da un asse centrale, lungo fino a circa 0,7 m. Le brattee sotto i singoli racemi sono ellittiche con apice appuntito e ricurvo, lunghe e larghe circa 7 cm, di colore giallo crema nella parte centrale, rosa alla base ed ai margini e verde all’apice.

I singoli racemi, in numero di 20-30, lunghi fino a circa 25 cm quelli inferiori, sono ricoperti da brattee carenate ellittiche lunghe e larghe circa 2,5 cm disposte su due file opposte (distiche) di colore bianco verdastro al cui interno si sviluppano i fiori con sepali oblunghi, lunghi circa 3,2 cm e larghi 1,5 cm, e petali di colore giallo lunghi 6-8 cm.

I frutti sono capsule ovoidi con apice appuntito lunghe circa 3,5 cm, deiscenti (che si aprono spontaneamente a maturità), contenenti semi fusiformi lunghi circa 0,8 cm provvisti di pappo (appendice piumosa che ne favorisce la dispersione tramite il vento). Si riproduce, per seme e a livello amatoriale per via vegetativa tramite le nuove piante che nascono alla base della pianta e che possono essere staccate quando hanno raggiunto una dimensione pari almeno ad un terzo di quella della pianta madre. Specie imponente sia per il fogliame che per la infiorescenza, è coltivabile all’aperto in pieno sole nei climi tropicali e subtropicali e marginalmente in quelli temperato caldi, al riparo dalle piogge invernali, dove po’ sopportare temperature appena sotto 0 °C per brevissimo periodo; sopporta le alte temperature, il vento, periodi di secco ed elevata salinità, può essere quindi coltivata in giardini rocciosi ed in prossimità del mare.

Altrove può essere coltivata in vaso, anche se le dimensioni in genere scoraggiano, su substrato molto aerato, poroso e drenante, in posizione quanto più luminosa possibile con temperature invernali non inferiori a 14 °C. Le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, e diradate in inverno e l’umidità ambientale, in presenza di aria secca ed elevate temperature, può essere incrementata con nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie. In estate è conveniente lasciare dell’acqua non calcarea nella cavità centrale formata dalla rosetta di foglie, rinnovandola frequentemente per evitare che diventi un focolaio larvale di zanzare, mentre in inverno è preferibile lasciarla piuttosto asciutta, in presenza di basse temperature, per evitare possibili marciumi.

Sinonimi: Platystachys geniculata Wawra (1862); Vriesea glaziouana Lem. (1867); Vriesea regina var. glaziouana (Lem.) Wawra (1880); Vriesea vasta Mez (1894); Alcantarea geniculata (Wawra) J.R.Grant (1995); Alcantarea glaziouana (Lem.) Leme (1997).

 

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