Allagoptera leucocalyx

Famiglia: Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Allagoptera leucocalyx, Arecaceae

Nativa del Sudamerica, l’Allagoptera leucocalyx è una specie monoica inerme piuttosto variabile. Raggiunge i 2 m d’altezza con un corto fusto sotterraneo orizzontale, talora biforcato, raramente emergente © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Argentina (Misiones), Bolivia, Brasile (Bahia, Goiás, Mato Grosso, Mato grosso do Sul, Minas Gerais, Pará, Paraná, Rio de Janeiro e São Paulo) e Paraguay dove vive in aree aperte semiaride, spesso ai margini di corsi d’acqua, su suoli rocciosi o sabbiosi tra 200 e 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “ἀλλαγή” (allagé) = cambio, cambiamento e “πτερόν” (pterón) = ala, con riferimento alle foglioline disposte sul rachide in varie direzione; il nome della specie è la combinazione dell’aggettivo greco “λευκός” = bianco e del sostantivo “κάλυξ” (calyx) = calice, con riferimento alle papille biancastre sui sepali.

Nomi comuni: chonta de la pampa, motacu-chi, motacu enano, tacuchicoco (Bolivia); ariri, buri, cacho pequeno, coco-da-chapada, coco-da-vassoura, guriri, jatai-poni, jatai-raseiro, licuri-rasteiro-da-mata, licurizinho, yatai pony (Brasile); gracharé (Paraguay).

L’Allagoptera leucocalyx (Drude) Kuntze (1891) è una specie monoica inerme piuttosto variabile, alta fino a circa 2 m, con corto fusto sotterraneo orizzontale, solitario o a volte biforcato, raramente emergente fino a circa 2 m di altezza, di 10-12 cm di diametro. Le foglie sono pennate, lunghe 0,8-2 m, con 40-70 coppie di foglioline lineari-lanceolate con apice acuto o asimmetricamente bifido, lunghe nella parte centrale 30-50 cm e larghe 1-2 cm, disposte da ambo i lati del rachide in gruppi di 1-5, distanziati tra loro di 3-6 cm. Le foglioline sono piuttosto rigide e dirette in varie direzioni, coriacee, di colore grigio verde scuro lucido superiormente, ricoperte da una patina cerosa grigio azzurra inferiormente e nervatura centrale prominente superiormente, depressa inferiormente e provvista di ramenta (minuscole scaglie brune allungate). Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), su un peduncolo lungo 0,5-1 m, erette, spiciformi, compatte, lunghe 5-18 cm, inizialmente protette da una brattea tubulare legnosa con apice apiculato, di colore verde pallido esternamente, castano chiaro internamente.

Fiori unisessuali giallo-crema, fragranti, disposti nella metà inferiore in triadi (un fiore femminile tra due maschili), mentre nella restante parte sono presenti solo fiori maschili in coppia. Fiori maschili pedicellati con sepali uniti alla base e margini provvisti di papille biancastre, petali liberi con margine intero e 6-11 stami, fiori femminili sessili con sepali e petali liberi, margini lievemente papillosi e gineceo ovoide triloculare; i fiori maschili maturano prima di quelli femminili (proterandria), ciò favorisce la fecondazione incrociata. Frutti obovoidi, angolosi per mutua pressione, di colore da verde a giallo arancio e ricoperti all’apice da un tomento bruno chiaro, di 1,5-3,5 cm di lunghezza e 1,3-1,8 cm di diametro, contenenti generalmente un solo seme obovoide di circa 1,7 cm di lunghezza e 1,4 cm di diametro.

Si riproduce per seme preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione a partire da un mese. Può anche essere propagata per divisione di piante accestite.

Allagoptera leucocalyx, Arecaceae

I frutti obovoidi, angolosi per mutua pressione nell’infruttescenza, sono commestibili. Il succo dei germogli è usato nelle malattie dell’orecchio e dell’apparato digerente © Giuseppe Mazza

Diffusa nei luoghi di origine, ma pressoché sconosciuta altrove, di aspetto molto simile alla più nota Allagoptera arenaria, è coltivabile in pieno sole nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo più miti, dove sembra avere le stesse caratteristiche di resistenza alle basse temperature e alla siccità e di adattabilità a diversi tipi di suolo, anche povero. Il frutto, dalla polpa fibrosa di colore giallo, è commestibile e viene consumato generalmente fresco, ed è anche una importante fonte di cibo per la fauna locale che contribuisce alla dispersione dei semi. Le foglie sono utilizzate per fabbricare, scope, borse, stuoie, cappelli, utensili ed altri oggetti artigianali, mentre il succo ricavato dai giovani germogli è usato nella medicina tradizionale nelle malattie dell’orecchio e dell’apparato digerente.

Sinonimi: Diplothemium leucocalyx Drude (1881); Diplothemium campestre var. orbignyi Drude (1881); Diplothemium jangadense S.Moore (1895); Allagoptera campestris var. orbignyi (Drude) Kuntze (1898); Diplothemium anisitsii Barb.Rodr. (1899); Diplothemium hasslerianum Barb.Rodr. (1900); Allagoptera anisitsii (Barb.Rodr.) H.E.Moore (1962); Allagoptera hassleriana (Barb.Rodr.) H.E.Moore (1962).

 

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