Chamaedorea hooperiana

Famiglia : Arecaceae


Testo © Alessandro Marini

 

Chamaedorea hooperiana, Arecaceae

Chamaedorea hooperiana è una palma multicaule nativa del sottobosco delle foreste pluviali nella provincia di Veracruz in Messico © Giuseppe Mazza

Chamaedorea hooperiana Hodel è nativa del sottobosco della foresta pluviale nella provincia di Veracruz in Messico, dove si spinge a 1000-1500 m di altitudine.

Il genere Chamaedorea è stato istituito nel 1806 dal botanico tedesco Carl Ludwig Willdenow (1765-1812) che non ha però lasciato descritto il significato del nome.

Oggi si ipotizza che derivi dalla combinazione dei termini greci “χᾰμαι” (chamai) = sulla terra, e “δόρυ” (dóry) = lancia, con riferimento alla taglia spesso modesta ed ai fusti sottili e slanciati. Altri lo collegano al termine greco “δῶρον” (doron) = dono.

Il nome della specie, hooperiana, onora il collezionista di palme americano Lou Hopper che ha coltivato questa specie nel suo giardino in California prima che fosse riscoperto il sito di provenienza in Messico nel 1989.

Nomi comuni: Hooper’s palm, Maya palm, King Maya palm, Swooping Bamboo palm (inglese).

Chamaedorea hooperiana, Arecaceae

Le infiorescenze interfogliari, molto ramificate, emergono tra le fibre delle vecchie guaine basali in disfacimento che coprono fusti simili a canne di bambù © Giuseppe Mazza

Chamaedorea hooperiana è una specie dioica, multicaule, che forma grandi cespi alti fino a 5 m e larghi fino a 3 m, formati da fusti sottili, simili a canne di bambù, con diametro fino a 2,5 cm, di colore verde scuro, segnati da anelli grigi in corrispondenza alle foglie cadute, distanziati tra loro di circa 15 cm. Dagli anelli basali dei fusti più annosi emergono corte radici aeree che hanno la funzione di stabilizzare la pianta. Il fusto è spesso coperto da fibre derivanti dal disfacimento delle guaine basali delle foglie cadute, che persistono a lungo. I fusti più esterni del cespuglio tendono a curvarsi verso il basso.

La corona fogliare è sparsa, composta al massimo da 7 foglie pennate di colore verde scuro, lunghe fino a 1 m, su piccioli lunghi fino a 35 cm. Le foglie emergono erette per poi diventare arcuate e pendenti col tempo. Le pinnule, 20-26 per ciascun lato del rachide, sono opposte, lanceolate, con apice appuntito. Coriacee, distanziate fra loro raggiungono i 40 cm con circa 2 cm di larghezza. Quelle inferiori e centrali sono più lunghe di quelle apicali.

I piccioli, di color verde brillante con una fascia gialla centrale sul lato inferiore, terminano in una guaina che avvolge il tronco, aperta obliquamente all’apice. È verde biancastra, lunga fino a 50 cm, con nervature longitudinali più scure e margini marroni e ruvidi.

Chamaedorea hooperiana, Arecaceae

Infiorescenza maschile col vistoso rachide ramificato e dettaglio dei fiori gialli, fortemente profumati, distribuiti in fitte spirali © Giuseppe Mazza

Le infiorescenze sono interfogliari, erette e molto ramificate. Emergono tra le fibre delle vecchie guaine sul fusto. Quelle maschili hanno un peduncolo verde chiaro, lungo fino a 30 cm, che prosegue nel rachide, lungo fino a 20 cm, ramificato in 40-45 rachille ricadenti dello stesso colore, lunghe fino a 25 cm e con un diametro di circa 2 mm. I fiori maschili sono giallo brillante, fortemente profumati, distribuiti in fitte spirali.

Nelle infiorescenze femminili il peduncolo raggiunge i 50 cm, dapprima verde chiaro e poi rosso-arancione con la maturazione dei frutti. Il rachide è lungo fino a 22 cm, ramificato in 40 rachille, leggermente divaricate e pendenti, quelle inferiori lunghe fino a 22 cm, quelle apicali lunghe fino a 10 cm, di colore analogo. I fiori femminili, verde-giallastro, sono distanziati tra loro, ugalmente disposti a spirale. I frutti, neri a maturazione, sono globosi ellittici, con un diametro di 7-8 mm.

Chamaedorea hooperiana è molto simile alla congenere Chamaedorea pochutlensis, da cui si distingue per i nuovi fusti che emergono sotto le vecchie guaine fogliari persistenti alla base della pianta e per le foglie più spesse e coriacee, con pinnule sottili e distanziate e i fusti che nascono dal rizoma a una certa distanza dalla pianta madre. I fiori maschili presentano inoltre dei petali che si allargano apicalmente.

Chamaedorea hooperiana, Arecaceae

Infiorescenza femminile con frutti in crescita. Il rachide si colora di rosso arancio a maturazione con frutti neri, globosi ellittici, larghi 7-8 mm © Giuseppe Mazza

Chamaedorea hooperiana è considerata una delle specie più belle di questo genere e anche una delle più facili da coltivare. Fino alla fine degli anni ’90 era considerata rara e visibile solo in collezioni private, ora è abbastanza facile reperirla in commercio. Può essere coltivata in una vasta gamma di climi, da quelli tropicali a quelli temperati, dove può sopportare, per brevi periodi, anche i -4 °C.

È una specie che preferisce le posizioni in ombra, soprattutto da giovane, ma in Messico, durante un ripopolamento in zone deforestate dall’agricoltura, si è notato che cresce più in fretta con un’ombreggiatura parziale. Non ha preferenze sulla composizione del terreno, ma predilige un substrato ben drenato costantemente umido. È una delle poche specie del genere in grado di sopportare brevi periodi di siccità.

Chamaedorea hooperiana forma grandi cespugli e le sue dimensioni finali dovrebbero essere considerate al momento dell’impianto, perché con l’età è destinata ad occupare spazio.

Questa specie è ideale per la coltivazione in vaso in interni, per la sua tolleranza alla scarsa illuminazione, alla bassa umidità e anche per la resistenza ai parassiti, come acari e ragnetti rossi (Tetranychus urticae).

 

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