Chrysiptera parasema

Famiglia : Pomacentridae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

La Chrysiptera parasema (Fowler, 1918), nota anche come Damigella blu a coda gialla, appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia dei Pomacentridae che ospita oltre 400 specie, fra cui i famosi pesci pagliaccio e le castagnole.

Il nome del genere Chrysiptera viene dal greco “χρυσός” (khrusos) = oro e “πτερόν” (pterón) = ala, pinna, per la pinna caudale dorata, mentre quello della specie, parasema, deriva, poi latinizzato in “parasemum”, sempre dal greco “παρασημα” (parasēmon), parola formata da “παρα” (para) = circa e “σημα” (sēma) = segno, con riferimento al colore del pesce, detto appunto in biologia parasematico, perché con la sua vistosa coda gialla distoglie dal capo l’attenzione dei predatori indirizzandoli verso la coda, su un organo non vitale.

Zoogeografia

La Chrysiptera parasema è presente principalmente nelle acque tropicali del Pacifico occidentale. La troviamo, a titolo indicativo, in Malesia, Indonesia, Filippine, Vietnam, Isole di RyuKyu, Palau, Papua Nuova Guinea ed Isole Salomone.

Chryaiptera parasema, Pomacentridae

Lunga al massimo 7 cm, la Chrysiptera parasema è presente, in acque basse, nelle formazioni madreporiche dell’Oceano Pacifico occidentale © Giuseppe Mazza

Ecologia-Habitat

È una specie legata alle formazioni madreporiche che vive in acque basse, fra 1-16 m di profondità, spesso protetta da antozoi del genere Acropora che offrono un buon rifugio con le loro fantasiose ramificazioni appuntite o a placche sovrapposte orizzontali. Ama le acque calme delle lagune e le barriere coralline lungo le coste.

Morfofisiologia

La Chrysiptera parasema non supera i 7 cm. Il corpo è appiattito lateralmente. Il capo, piccolo e appuntito. La bocca, protrattile, è armata da minuscoli denti sottili molto aguzzi.

La pinna dorsale, erettile quando il pesce si sente minacciato, ha 13 raggi spinosi e 10-12 molli, mentre l’anale reca 2 raggi spinosi e 11-12 molli. Le pettorali, traslucide, hanno 14-15 raggi e sono inermi come le pelviche.

Chryaiptera parasema, Pomacentridae

È armata, nel suo piccolo, da 13 raggi spinosi dorsali e 2 anali, ma sfugge ai predatori, confondendoli sulla posizione del capo con la vistosa coda gialla © Giuseppe Mazza

Il peduncolo caudale e zone adiacenti sono di un bel giallo intenso che contrasta di netto col blu elettrico luccicante del corpo ed è questo l’elemento che caratterizza la specie distinguendola d’altre molto simili come Chrysiptera arnazae, Chrysiptera cyanea, Chrysiptera giti, Chrysiptera hemicyanea e Chrysiptera starcki.

A complicare le cose, ibridi a parte, la Chrysiptera parasema può avere del giallo anche sulle pinne pelviche e sulla parte posteriore della pinna dorsale e dell’anale. Va infine aggiunto che, secondo l’ambiente e l’umore, il pesce può schiarire o intensificare il blu, fin quasi al nero quando si nasconde spaventato in un grottino, e che le squame creano effetti iridescenti.

Anche Chrysiptera cymatilis e Chrysiptera springeri sono d’aspetto analogo, ma qui il giallo è del tutto assente.

Etologia-Biologia Riproduttiva

La Damigella blu a coda gialla è una specie diurna praticamente onnivora. Si nutre di plancton, alghe e piccoli crostacei bentonici che trova fra i coralli. Gli adulti nuotano generalmente soli o in coppia, mentre i giovani si spostano in piccoli gruppi.

Chryaiptera parasema, Pomacentridae

Le uova, sorvegliate e ventilate dal maschio, sono incollate ai fondali. Facile da nutrire, si riproduce anche in acquari di taglia modesta, ma poi le larve muoiono di fame © Giuseppe Mazza

I maschi sono territoriali. Le femmine possono deporre anche 300 uova incollate al fondo in un nido sorvegliato e ventilato dal maschio per 3-4 giorni, fino alla schiusa.

È un pesce che ben si adatta alla vita d’acquario. Facile da nutrire, si mostra meno litigioso e territoriale d’altri congeneri. Si accoppia e può deporre anche in vasche di taglia modesta, ma poi le larve, piccolissime, muoiono di fame.

La Chrysiptera parasema non è oggi (2020) una specie a rischio. In caso di bisogno, le popolazioni possono raddoppiare in meno di 15 mesi i loro effettivi e l’indice di vulnerabilità segna appena 14 su una scala di 100.

Sinonimi

Abudefduf parasema Fowler, 1918.

 

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