Licuala paludosa

Famiglia : Arecaceae


Testo © Alessandro Marini

 

Licuala paludosa, Arecaceae

Nativa del Sud-Est asiatico Licuala paludosa è presente dal livello del mare a 900 m d’altitudine in foreste paludose, torbiere e terreni inondati d’acqua per sei mesi o più nel corso dell’anno. Non sopporta temperature inferiori a 16 °C © Giuseppe Mazza

Licuala paludosa Griff. è originaria di una vasta area della penisola indocinese che comprende Cambogia, Thailandia, Vietnam e Malesia ed è diffusa anche nel Borneo. Vive nelle foreste paludose e nelle foreste di torbiere, su terreni inondati dall’acqua per sei mesi o più nel corso dell’anno. In Borneo è diffusa nelle foreste di pianura e di montagna, dal livello del mare fino ad una altitudine di circa 900 m.

Il nome del genere Licuala Wurmb è la latinizzazione del nome “lkowalà” usato dagli aborigeni delle Molucche per identificare la specie tipo Licuala spinosa Wurmb (1780).

Il nome della specie paludosa deriva dal latino “paludis”, della palude, con riferimento all’ambiente in cui cresce.

È comunemente conosciuta con i nomi: mangrove fan palm, swamp fan palm, golden licuala (inglese); ga-por (tailandese); cdy mat cat, na lat nan (vietnamita);  palas (malese); strahlenpalme (tedesco).

Licuala paludosa è una specie monoica, multicaule, che forma fitti cespugli alti fino a 6 m e larghi fino a 9 m. Le piante hanno fusti sottili, con diametro di 5 cm, ricoperti di fibre marroni. I fusti dello stesso cespuglio sono normalmente tutti della stessa altezza.

Ogni fusto è sormontato da una corona di 9-10 foglie palmate, circolari e piane, larghe fino a 1,5 m, con la lamina completamente divisa fino alla base in 7-20 segmenti verdi brillanti, tutti di grandezza simile, percorsi da venature evidenti, con l’apice troncato e dentellato.

I piccioli sono molto lunghi, fino a 2,5 m, e presentano sui margini piccole spine nere, lunghe 0,5 cm, distribuite dalla base del picciolo fino a metà della sua lunghezza. Nelle piante esposte al sole diretto i piccioli assumono colore arancione vivido, che muta in giallo o giallo/verde negli esemplari in ombra.

Le infiorescenze interfogliari, erette e proiettate oltre le foglie, sono ramificate in 5-8 rachille filiformi dritte, ricoperte di peluria, lunghe 12-20 cm. I piccoli fiori ermafroditi sono glabri e sessili e presentano corti petali di forma ovale e colore crema.

I frutti sono globosi o ovoidali, con diametro fino a 1 cm, di colore rosso-arancio o completamente rossi a maturazione, e contengono un unico seme.

Si riproduce per divisione dei cespi o per seme, che germina in circa 2 mesi, su letto caldo.

Licuala paludosa, Arecaceae

Le foglie vengono intrecciate per realizzare cappelli, cestini e contenitori alimentari per un piatto tipico © G. Mazza

Licuala paludosa è molto simile alla congenere Licuala spinosa, ma appare più elegante, con foglie più grandi e sottili e piccioli colorati. Le due specie differiscono perché Licuala paludosa ha fiori glabri e spine piccole e sottili, lunghe fino a 0,5 cm, distribuite solo nella metà basale del picciolo, mentre Licuala spinosa ha fiori ricoperti di peluria e spine grandi e robuste, lunghe fino a 1,2 cm, distribuite lungo l’intero picciolo.

Licuala paludosa è molto ricercata dai collezionisti per la caratteristica colorazione dei piccioli arancione vivido o giallo oro, ma non è una specie molto diffusa in coltivazione al di fuori dei paesi della penisola indocinese, se non negli orti botanici dei paesi tropicali. Può essere coltivata solo nei climi tropicali o subtropicali caldi, con temperature minime invernali intorno ai 16 °C. Nei climi temperati va riparata in serra calda nei mesi freddi.

Necessita di abbondante disponibilità d’acqua e umidità ambientale, maggiore al 70%. Il terreno dev’essere torboso e ricco di humus, mantenuto molto umido. Quando viene coltivata in vaso dev’essere tenuta con il sottovaso sempre colmo di acqua, in ambiente caldo.

Le foglie di Licuala paludosa vengono utilizzate nella cucina del sud-est asiatico per un piatto tradizionale chiamato Ketupat, una sorta di gnocco a base di riso confezionato in un sacchetto realizzato appunto con le foglie intrecciate di questa specie. Vengono utilizzate anche per realizzare cappelli e cestini. I fusti sono trovano impiego nelle costruzioni delle abitazioni indigene.

Licuala paludosa è classificata “Not evaluated”, specie non ancora valutata, dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Purtroppo la conversione di vaste aree di foreste di torbiere nel Borneo è una grave minaccia per questa specie. Sulla base dei dati attuali, il suo areale in Borneo è ridotto a circa 50 km quadrati. Rimane relativamente diffusa sul territorio della penisola indocinese.

Sinonimi: Licuala amplifrons Miq., Fl. Ned. Ind.; Licuala oxleyi H.Wendl.; Licuala paniculata Ridl.; Licuala aurantiaca Hodel; Licuala spinosa var. brevidens Becc.

 

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