Prognathodes aculeatus

Famiglia : Chaetodontidae

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Testo © Dr. Giuseppe Mazza

 

Frequenti nelle acque basse dell'Indo-Pacifico tropicale, i pesci farfalla vivono anche ai Caraibi con una dozzina di specie del genere Prognathodes, fino a 90 m di profondità.

Frequenti nelle acque basse dell’Indo-Pacifico tropicale, i pesci farfalla vivono anche ai Caraibi con una dozzina di specie del genere Prognathodes, fino a 90 m di profondità © www.carlosestape.photoshelter

Quando si pensa ai pesci farfalla, la mente corre subito alle acque cristalline dell’Indo-Pacifico, dove decine di specie dai colori vivacissimi animano le barriere coralline a pochi metri di profondità.

Meno noto è che la famiglia dei Chaetodontidae, inserita nell’ordine degli Acanthuriformes, è presente anche ai Caraibi con una dozzina di specie d’acque profonde appartenenti al genere Prognathodes.

Creato da Gill nel 1862, il nome deriva dai termini greci “pro”, avanti, “gnathos”, mascella, e “-oides”, avente la forma di, con evidente riferimento al caratteristico muso prominente della specie.

Prognathodes aculeatus raggiunge al massimo i 10 cm, col corpo alto, fortemente compresso sui lati.

Prognathodes aculeatus raggiunge al massimo i 10 cm, col corpo alto, fortemente compresso sui lati © www.carlosestape.photoshelter

A differenza della maggior parte dei pesci farfalla, che popolano le acque basse illuminate dal sole, queste specie vivono lungo le pareti e i pendii esterni della barriera corallina, dove per molti anni sono rimaste praticamente sconosciute agli studiosi.

Descritto da Felipe Poey nel 1860, Prognathodes aculeatus, così detto per le lunghe e robuste spine della pinna dorsale, è probabilmente il più schivo del genere: un elegante frequentatore delle pareti e dei pendii esterni della barriera corallina fino a 90 m di profondità, che solo raramente si lascia osservare dai subacquei.

Per lungo tempo è rimasto infatti una specie poco nota, studiata quasi esclusivamente grazie agli esemplari raccolti occasionalmente. Soltanto negli ultimi decenni le immersioni tecniche con rebreather e l’impiego di sommergibili da ricerca hanno consentito di documentarne con maggiore continuità il comportamento in natura e di approfondirne l’ecologia.

Zoogeografia

È presente dalla parte occidentale del Golfo del Messico e dalle Bahamas fino alle coste del Venezuela.

Ecologia-Habitat

È raro incontrare Prognathodes aculeatus a meno di 20 m di profondità. Frequenta soprattutto pareti rocciose, scarpate e pendii esterni della barriera corallina, dove la luce arriva fortemente attenuata e le correnti mantengono l’acqua limpida e ricca d’ossigeno.

Predilige temperature comprese fra 22,9 e 28 °C e ambienti disseminati di fessure, piccoli anfratti e coralli incrostanti, che gli offrono riparo e abbondanti opportunità alimentari. Qui introduce il lungo muso nelle cavità per catturare minuscoli crostacei, policheti e altri invertebrati bentonici. Non di rado ispeziona anche gli aculei dei ricci di mare, nutrendosi delle loro pedicellarie e della piccola fauna che vive protetta fra le spine.

La vita a queste profondità, caratterizzate da una luminosità ridotta e da una minore variabilità ambientale rispetto alle acque superficiali, spiega almeno in parte il comportamento schivo della specie e la relativa scarsità di osservazioni dirette.

Morfofisiologia

Prognathodes aculeatus raggiunge al massimo i 10 cm, col corpo alto, fortemente compresso sui lati e protetto da scaglie ctenoidi.

La livrea sfuma dal nerastro dorsale al giallo-arancio e al bianco. Una fascia maschera l’occhio. Il terzo e quarto raggio spinoso sono i più lunghi e il muso termina a pinzetta.

La livrea sfuma dal nerastro dorsale al giallo-arancio e al bianco. Una fascia maschera l’occhio. Il terzo e quarto raggio spinoso sono i più lunghi e il muso termina a pinzetta © www.carlosestape.photoshelter

La linea laterale conta 39-43 scaglie e la pinna dorsale, con circa 13-14 raggi duri e 18-19 molli, presenta la terza e la quarta spina più lunghe. L’anale possiede 3 raggi spinosi e 14-16 molli; le pelviche sono lunghe e appuntite; le pettorali hanno 12-14 raggi e la caudale è più o meno troncata.

Il muso, allungato a pinzetta e provvisto di bocca protrattile, costituisce uno degli adattamenti più evidenti della specie. Permette infatti di raggiungere minuscole prede nascoste nelle fessure della roccia e fra gli organismi della barriera corallina, sfruttando nicchie alimentari inaccessibili ai pesci dal muso più corto.

Questo gli permette di raggiungere con la bocca protrattile minuscole prede nelle fessure rocciose, sfruttando nicchie alimentari inaccessibili ai pesci dal muso corto.

Questo gli permette di raggiungere con la bocca protrattile minuscole prede nelle fessure rocciose, sfruttando nicchie alimentari inaccessibili ai pesci dal muso corto © www.carlosestape.photoshelter

La metà superiore del corpo sfuma dal nerastro dorsale al giallo-arancio, mentre la parte inferiore è bianca. Sono presenti barre arancioni sul capo e sul peduncolo caudale, mentre una fascia scura maschera gli occhi, contribuendo probabilmente a renderne meno evidente la posizione ai predatori. Nei giovani questa banda è inizialmente divisa in due strisce parallele che tendono a fondersi con la crescita.

Nel complesso la livrea, meno appariscente di quella dei pesci farfalla che vivono nelle acque basse, appare particolarmente adatta all’ambiente scarsamente illuminato delle pareti profonde.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Prognathodes aculeatus vive solo o in coppia nel periodo riproduttivo. Le uova fecondate e le larve sono plantoniche.

Prognathodes aculeatus vive solo o in coppia nel periodo riproduttivo. Le uova fecondate e le larve sono plantoniche © www.carlosestape.photoshelter

Prognathodes aculeatus vive solitario oppure in coppie stabili durante il periodo riproduttivo. Come negli altri Chaetodontidae, le uova vengono fecondate nella colonna d’acqua e affidate alle correnti marine, che ne favoriscono la dispersione.

Le larve sono pelagiche e attraversano il caratteristico stadio detto “tholichthys”, durante il quale il capo è protetto da sottili placche ossee, prima di raggiungere il fondo, assumendo progressivamente la forma e la livrea degli adulti.

Molti aspetti della biologia riproduttiva e del comportamento sociale restano tuttavia poco conosciuti, proprio perché la specie vive a profondità raramente esplorate con continuità.

Un giovane. Il corpo, come si può notare dal grande occhio, ha proporzioni leggermente diverse rispetto agli adulti. La zona nerastra dorsale è già evidente ma la barra mimetica sopra all’occhio è spezzata in due.

Un giovane. Il corpo, come si può notare dal grande occhio, ha proporzioni leggermente diverse rispetto agli adulti. La zona nerastra dorsale è già evidente ma la barra mimetica sopra all’occhio è spezzata in due © B. Brown, www.coralreefphotos@yahoo.com

Le moderne tecniche d’immersione stanno progressivamente colmando queste lacune, ma numerosi dettagli della sua storia naturale attendono ancora di essere chiariti.

La resilienza è elevata, con un tempo minimo per il raddoppio della popolazione inferiore a 15 mesi, mentre l’indice di vulnerabilità alla pesca, bassissimo, raggiunge appena 10 su una scala di 100.

Considerando anche il suo vasto areale e la modesta pressione esercitata dalla pesca sulle popolazioni ittiche profonde, Prognathodes aculeatus figura dal 2009 come “LC, Least Concern”, cioè a Minima Preoccupazione, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.

Sinonimi

Chelmon aculeatus Poey, 1860; Chaetodon aculeatus (Poey, 1860); Chelmon pelta Günther, 1860; Chaetodon unicolor Sauvage, 1880.

 

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