Spatula querquedula

Famiglia : Anatidae

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

 

Come indica il nome volgare italiano, la Marzaiola (Spatula querquedula) migra puntuale a marzo nei quartieri primaverili per nidificare. Qui un maschio in livrea nuziale © Gianfranco Colombo

Un nome comune certamente azzeccato quello dato dagli italiani alla Marzaiola, questa piccola e vivace anatra !

Forse l’unico che identifica una stagione, uno specifico periodo dell’anno anziché gli abituali colori del piumaggio o una caratteristica morfologica od ancora un carattere comportamentale. Un nome antico, evocativo, auto esplicativo che identifica con una precisione assoluta la tempistica dei movimenti migratori di un uccello che attraversa i nostri cieli due volte l’anno con una costanza che dura da migliaia di anni.

La Marzaiola (Spatula querquedula Linnaeus, 1758) appartiene all’ordine degli Anseriformes ed alla famiglia degli Anatidae ed è, insieme all’Alzavola (Anas crecca), una delle anatre più piccole del paleartico.

Come tutti gli anatidi, Spatula querquedula è strettamente legata agli ambienti umidi d’acqua dolce.

Come tutti gli anatidi, è strettamente legata agli ambienti umidi d’acqua dolce © Gianfranco Colombo

La puntualità che dimostra questo uccello durante la migrazione primaverile verso i suoi quartieri di nidificazione ha spesso del maestoso, molto simile alle grandi migrazioni che effettuano oche e gru quando, in stormi numerosissimi e concentrati in pochi giorni, inondano i cieli del paleartico con i loro voli ed ancor più con i loro versi.

A metà marzo, quando quei nuvoloni scuri, veloci e gravidi di pioggia attraversano il cielo grigio, sospinti da un vento spesso impetuoso ma già tiepido per la stagione e che con sprazzi di pioggia improvvisi e rapidi come la loro velocità, inondano la natura sottostante che si sta lentamente risvegliando, ecco che cominciano ad apparire immancabili, stormi compatti e saettanti di questi uccelli.

Il volo di queste piccole anatre è rapidissimo e caratterizzato da movimenti aerei agitati e nervosi, con scarti ed impennate da piccoli limicoli ma nel contempo con una compattezza dello stormo che dimostra una grande capacità di coordinamento aviatorio.

D’altra parte questi trasferimenti sono effettuati su distanze notevoli per cui la loro forza, seppure animata dall’istinto primordiale di ritornare nei propri luoghi natii, deve essere confortata da una capacità di volo non indifferente.

Come abbiamo detto per l’Alzavola, i nomi locali dati alla Marzaiola in varie parti dell’Europa ed anche il binomio scientifico che Linneo ha voluto dare a questa specie, ha avuto probabilmente origine da una sovrapposizione fra le specie e spesso anche da una confusione che ricorre tuttora spesso fra questi uccelli.

Sia il termine latino crecca che querquedula date alle due specie, hanno un’origine onomatopeica in quanto entrambe sono alquanto loquaci e rumorose.

Crecca, dato all’Alzavola, deriverebbe dallo svedese “kricka” che imita perfettamente il verso “crekcrek” emesso dalla Marzaiola e querquedula dato alla Marzaiola imita il particolare e sommesso “quekquekquek”, tipico dell’Alzavola.

Altrettanto particolare ma distintivo è il nome volgare lombardo dato alla Marzaiola, “resghèt”, seghetto, proprio per identificare il tipico rumore della sega emesso in continuazione da questo uccello e “garganel” all’Alzavola, un nome che, tanto per facilitare la confusione, gli inglesi con “garganey” danno alla Marzaiola.

Spatula querquedula msura circa 40 cm con un’apertura alare di 60. l volo è rapidissimo, caratterizzato da movimenti agitati e nervosi.

Misura circa 40 cm con un’apertura alare di 60. l volo è rapidissimo, caratterizzato da movimenti agitati e nervosi © Gianfranco Colombo

Insomma unificare le tradizioni ed i nomi volgari dati a questi uccelli da tutti i popoli che vengono da essi sorvolati, è alquanto difficoltoso. In Francia la Marzaiola è chiamata Sarcelle d’étè per identificarla dalla Sarcelle d’hiver, l’Alzavola, in Germania Knäkente, in Spagna Cerceta Carretona, in Portogallo Marreco ed in Gran Bretagna appunto Garganey.

L’etimologia del binomio scientifico proviene dal latino: “spatula”, cucchiaio, naturalmente riferito alla tipica forma del becco degli anatidi, anche se questo termine risulterebbe più appropriato al congenere Mestolone (Spatula clypeata, nota anche come Anas clypeata, e Spatula spp), anatre contraddistinte appunto da informi rostri e querquedula dal suono “kwerk” o “kwak”, il particolare borbottio emesso da questa anatra, abbinato al latino “querulus”, loquace.

Zoogeografia

La femmina di Spatula querquedula, praticamente identica a quella dell’Alzavola (Anas crecca), ha il corpo macchiettato di marrone ocraceo, con la parte inferiore crema.

La femmina, praticamente identica a quella dell’Alzavola (Anas crecca), ha il corpo macchiettato di marrone ocraceo, con la parte inferiore crema © Gianfranco Colombo

Il territorio di nidificazione di Spatula querquedula è alquanto vasto e copre gran parte dell’area nord continentale dell’Europa e dell’Asia, ininterrottamente dalle sponde dell’Atlantico fino a quelle del Pacifico. Il limite nord dell’areale non supera abitualmente il Circolo polare artico e nella parte sud si ferma indicativamente attorno al 40° parallelo, evitando naturalmente le zone aride e montagnose, luoghi  non adatti al suo stile di vita prettamente acquatico.

La sua presenza sul territorio non è però regolare ed assidua e presenta spesso aree poco abitate od addirittura con vistose lacune pur presentando le condizioni ideali per la sua presenza. In Europa abita la parte meridionale della penisola scandinava ed i territori che costeggiano il mare del Nord ed il mar Baltico, nella parte centrale con colonie sparse ma discontinue fino gradualmente a mancare totalmente nell’area mediterranea.

La Marzaiola è un migratore a lungo raggio, a livello transahariano per le popolazioni europee e dell’Asia occidentale, e verso l’India e sudest asiatico per quelle siberiane.

La Marzaiola è un migratore a lungo raggio, a livello transahariano per le popolazioni europee e dell’Asia occidentale e verso l’India e il sudest asiatico per quelle siberiane © Gianfranco Colombo

In Italia, margine meridionale dell’areale riproduttivo ed in particolare nella Val Padana, nidifica in modo frammentato, in numero ridotto e mai costante nel tempo.

In Russia ed anche più ad oriente la sua presenza è invece più continua e la si ritrova in tutta la fascia occupata dalla taiga e dalle pianure attraversate dai grandi fiumi siberiani e dei laghi centrali.

Spatula querquedula è un migratore a lungo raggio, a livello transahariano per le popolazioni europee e dell’Asia occidentale e nel subcontinente indiano e nel sudest asiatico per le popolazioni siberiane.

Due maschi e un femmina. I corteggiamenti iniziano nei quartieri invernali e si consolidano in viaggio.

Due maschi e un femmina. I corteggiamenti iniziano nei quartieri invernali e si consolidano in viaggio © olegglushenkov

In Africa la maggiore concentrazione è nella parte occidentale del continente, dal Senegal fino al lago Ciad, pur non mancando anche nella parte orientale raggiungendo il Sudan e il Corno d’Africa.

In Italia e nelle aree mediterranee è presente solo durante le migrazioni e molto raramente compare durante l’inverno.

Ecologia-Habitat

Come tutti gli anatidi, anche Spatula querquedula è strettamente legata agli ambienti umidi di acqua dolce, di qualsiasi genere ed in qualsiasi luogo siano collocati.

Evita quelli prettamente marini anche se a volte può posarsi in mare durante la migrazione ma solo momentaneamente per prendere fiato prima di intraprendere di nuovo il viaggio verso i luoghi di destinazione.

Le paludi contornate da prati erbosi, con specchi d’acqua anche poco aperti, contornati da vegetazione palustre e ripariale anche densa, stagni e zone alluvionale.

Non è raro osservare, durante gli assembramenti invernali che si formano regolarmente ogni anno su alcuni laghi e paludi dell’Africa occidentale, branchi a volte imponenti formati da decine di migliaia di esemplari.

Come l’Alzavola, anche la Marzaiola è un’anatra di superficie e si procura il cibo tuffando la testa in profondità ed agitando le zampe in aria per mantenere il precario equilibrio mentre rovista il fondo con il becco, emettendo un rumoroso brontolio causato dall’emissione di bolle d’aria.

Morfologia

Il maschio di Spatula querquedula è inconfondibile, in particolare nella stagione riproduttiva, quando nel pieno della maestosità della sua livrea, mostra colori e sfumature di particolare bellezza.

Il capo è di colore bruno nerastro attraversato da un’ampia banda bianca che corre, partendo dalla  fronte e seguendo la linea sopraccigliare, fino a terminare sulla nuca.

Le spalle sono ricoperte da  lunghe piume filiformi di colore bianco bordate di nero che cadono sui fianchi formando uno scialle sventolante al minimo soffiar di vento.

Qui una coppia affiatata a destinazione. Spatula querquedula dedica molto del suo tempo all’alimentazione sia durante la notte che durante il giorno.

Qui una coppia affiatata a destinazione. La Marzaiola dedica molto del suo tempo all’alimentazione sia durante la notte che durante il giorno © Antti Henttonen

Il petto è del medesimo colore del capo ma nel dettaglio è formato da un intarsio fitto e complesso di piume bianche e nere intersecate fra loro che contrasta notevolmente con il ventre che è invece  biancastro anche se in realtà è anch’esso frutto di una fittissima e delicata ricamatura formata da linee sottilissime di colore brunastro su uno sfondo bianco.

La parte terminale del corpo è densamente macchiettata da chiazze color nocciola, colore tipico di molte anatre.

Le zampe sono di colore grigio olivastro, il becco è nerastro perlaceo e gli occhi sono di un intenso marrone scuro.

Durante la stagione eclissale gran parte di questa vivacità di colori viene persa anche se i caratteri ed i disegni identificativi vengono mantenuti in modo soffuso.

Spatula querquedula si alimenta principalmente di semi e radici, alghe e tuberi ma non disdegna piccoli invertebrati acquatici, crostacei e molluschi, vermi e larve.

Si alimenta principalmente di semi e radici, alghe e tuberi ma non disdegna piccoli invertebrati acquatici, crostacei e molluschi, vermi e larve © Gianfranco Colombo

La femmina al contrario non mostra alcun colore o disegno che la riporti a quella del partner, visto che tutto il corpo è praticamente macchiettato di marrone ocraceo con esclusione della parte inferiore che risulta omogeneamente di color crema.

Questa livrea la rende praticamente uguale a quella della femmina di Alzavola con la quale viene spesso confusa.

Solo buoni conoscitori di avifauna riescono ad identificare di primo acchito tra le due femmine l’appartenenza a questa o quella specie, in particolare quando quelle piccole differenze essenziali per la determinazione non si possono osservare per la distanza o la mancanza di luce.

La femmina di Marzaiola ha il becco leggermente più allungato e più scuro, quasi sempre nerastro, al contrario dell’Alzavola che ha la mandibola inferiore che mostra una sfumatura giallastra e presenta anche una macchia biancastra all’attaccatura del becco.

Ecco il posto ideale per nidificare. La femmina inizia la costruzione del nido, nascosto fra le alte erbe o ben celato sotto bassi cespugli.

Ecco il posto ideale per nidificare. La femmina inizia la costruzione del nido, nascosto fra le alte erbe o ben celato sotto bassi cespugli © Gianfranco Colombo

È poi presente sull’arcata sopraccigliare della Marzaiola, una linea biancastra più o meno definita ma spesso ben segnata, una caratteristica che nell’Alzavola non compare.

Infine, piccolo particolare ma spesso determinante, è lo specchio alare verde azzurro non visibile nella Marzaiola quando posata a terra, al contrario di quello verde smeraldo dell’Alzavola che l’ha sempre molto evidente.

Si potrebbero aggiungere quali ulteriori variabili, anche le diverse movenze ed il differente portamento quando a terra od in acqua.

La Marzaiola è molto più vispa dell’Alzavola, con movimenti più nervosi ed agitati e la sua silhouette, spesso più allungata, la fa sembrare più snella e smagrita dell’altra, sebbene siano quasi perfettamente simili nelle dimensioni.

I giovani hanno la livrea simile alla femmina e non è facile distinguerli dagli adulti in quanto il periodo di crescita della prole coincide con quello della muta dei genitori creando ancor più confusione nella classificazione.

Vengono deposte una decina circa di uova, covate dalla femmina per tre settimane.

Vengono deposte una decina circa di uova, covate dalla femmina per tre settimane © Gianfranco Colombo

Hanno comunque un petto molto più macchiettato e le sfumature su tutto il corpo sono molto più marcate della normale livrea delle femmine.

Spatula querquedula pesa mediamente da 250 a 500 g secondo la stagione, ha una lunghezza di circa 40 cm ed un’apertura alare di 60 cm. Una particolarità tipica degli appartenenti all’ordine degli anseriformi è la composizione della coda.

Mentre in quasi tutti gli altri ordini il numero delle penne che formano le timoniere sono di sei coppie, quindi dodici in totale, nelle anatre è variabile e va da quattordici a diciotto. Nella Marzaiola come nella congenere Alzavola, il numero delle timoniere si assesta abitualmente a quattordici.

Il maschio di Spatula querquedula sorveglia dal cielo il territorio difendendolo dagli intrusi.

Il maschio sorveglia dal cielo il territorio difendendolo dagli intrusi © Gianfranco Colombo

Biologia riproduttiva

Com’e consuetudine fra le anatre, la formazione delle coppie avviene nei quartieri invernali ed il viaggio di ritorno nei luoghi di nidificazione vede quindi la formazioni di stormi composti da coppie già formate ed ormai affiatate.

Il corteggiamento è continuo anche durante la migrazione e l’autonomia della coppia è fortemente consolidata e difesa dalla forte promiscuità che nasce durante questi affollatissimi trasferimenti.

Nei settori meridionali dell’areale, la nidificazione avviene nella tarda primavera ma può iniziare anche in piena estate in quelli più a nord, viste le diverse condizioni atmosferiche esistenti in loco.

I soggetti diretti in questi luoghi più settentrionali, spesso rallentano il loro movimento soffermandosi più a lungo nelle tappe intermedie, come se sapessero a priori le condizioni climatiche che troveranno lassù all’arrivo.

Il rapporto tra i partner è così stretto e consolidato che all’arrivo sul luogo prescelto per la nidificazione non vi è più alcun motivo per ritardare l’inizio della riproduzione.

La coppia si isola dal gruppo e la femmina  inizia la costruzione di un nido in un luogo asciutto, nascosto fra le alte erbe o ben celato sotto bassi cespugli a volte a molte decine di metri dallo specchio d’acqua più vicino.

Una base formata da erbe acquatiche, di falaschi ed erbe secche guarnita via via durante la deposizione e la cova, da un piumino soffice e leggero rilasciato dalla stessa femmina.

Il maschio non avrà altro che difendere il territorio da eventuali nemici ed intrusi restando continuamente da vedetta, in posizione strategica, per le tre settimane richieste dalla cova della decina di uova deposte dalla sua partner.

La schiusa è simultanea ed in poche ore tutta la nidiata, scortata da entrambi i genitori, si recherà direttamente allo specchio d’acqua più prossimo rimanendo celata fra l’erba sulle sponde ed iniziando la vita acquatica di cui le anatre sono veri maestri.

In pochi mesi raggiungeranno le dimensioni dei genitori ed al momento della migrazione tardo estiva/autunnale, saranno completamente pronti per affrontare il lungo viaggio verso climi più graditi.  I giovani raggiungeranno la maturità nel primo anno di vita.

Tutto è andato bene. Qui una femmina vigile fra i suoi pulcini.

Tutto è andato bene. Qui una femmina vigile fra i suoi pulcini © Thorsten Stegmann

Spatula querquedula è un uccello molto ciarliero in ogni momento della sua vita in particolar modo il maschio che emette in continuazione il famoso “crekcrek” da cui si fa derivare il suo nome scientifico e che ha valore sia di contatto quando in gruppo sia come conforto al partner durante la nidificazione. La femmina emette invece un semplice e sommesso “quak” come per rispondere al suo richiamo.

Spatula querquedula si alimenta principalmente di materiale vegetale, semi e radici,  alghe e tuberi ma all’occasione non disdegna piccoli invertebrati acquatici, crostacei e molluschi, vermi e larve.

Dedica molto del suo tempo all’alimentazione sia durante la notte che durante il giorno, intervallando questi periodi con la pulizia del suo piumaggio e brevi sonnellini in uno stato vigile senza perdere la minima attenzione verso tutto ciò che accade intorno.

Crescono a vista d’occhio raggiungendo in pochi mesi le dimensioni dei genitori pronti per la migrazione tardo estiva/autunnale.

Crescono a vista d’occhio raggiungendo in pochi mesi le dimensioni dei genitori pronti per la migrazione tardo estiva/autunnale © Marina Privalova

Questo uccello è insieme all’Alzavola uno degli anatidi più cacciati in tutto il paleartico e spesso è additato come emblema per la lotta contro l’attività venatoria e la richiesta di una sua limitazione.

Ciò nonostante, seppur soggetto a forti prelievi, questa anatra non mostra segni evidenti di riduzione, anzi si è notato un ampliamento del suo areale di nidificazione con parziale conquista di nuovi territori nella parte sud del suo habitat. Pertanto dal 2025 Spatula querquedula figura come “LC, Least Concern” nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.

Sinonimi

Anas querquedula Linnaeus, 1758

 

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