Syagrus stenopetala

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria della zona costiera settentrionale del Venezuela dove cresce nelle foreste semidecidue su suoli rocciosi o sabbiosi, tra 100 e 700 m di altitudine.

L’esatta derivazione del termine generico non è nota, l’ipotesi più accreditata è che derivi dal nome “syagrus” dato da Plinio il Vecchio (23/24 d.C. – 79) ad una varietà di palma da datteri; il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo greco “στενός” (stenós) = stretto e “πέταλον” (pétalon) = petalo, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: cococito, corozo, cocuyito, palmita, yaraco (Venezuela).

Syagrus stenopetala, Arecaceae, palme

Nativa del Venezuela, la Syagrus stenopetala è generalmente cespitosa con fusti di 10-15 m e 10-18 cm di diametro. Poco nota in coltura, avrebbe un grande valore ornalmentale nei giardini dei tropici. I frutti sono eduli ma fibrosi © Giuseppe Mazza

La Syagrus stenopetala Burret (1932) è una specie monoica inerme cespitosa, raramente solitaria, con fusti eretti o ricurvi, di 10-15 m di altezza e 10-18 cm di diametro, di colore grigio chiaro che tende a scurirsi nella parte più vecchia e su cui sono visibili le tracce anulari delle foglie cadute.

Le foglie, su un corto picciolo, sono pennate, leggermente arcuate, lunghe fino a circa 2,5 m, con 90-110 coppie di foglioline lineari con apice acuminato asimmetrico, piuttosto rigide, irregolarmente disposte in gruppi di 2-4 lungo il rachide ed inserite ad angoli differenti, ma prevalentemente verso l’alto, lunghe nella parte centrale 50-70 cm e larghe 2,3-2,5 cm, di colore verde intenso superiormente, leggermente più chiaro inferiormente. La base fogliare, lunga 1-1,6 m, aperta dal lato opposto al picciolo, presenta margini fibrosi.

Infiorescenze tra le foglie, lunghe fino ad oltre 1 m, di colore crema, inizialmente racchiuse in una spata legnosa lunga circa 1 m, con ramificazioni di primo ordine e fiori unisessuali disposti in triadi (un fiore femminile tra due maschili), tranne nella parte terminale delle rachille dove sono presenti solo fiori maschili solitari o in coppia. Frutti ellissoidi, di 3-4,5 cm di lunghezza e 2-2,5 cm di diametro, di colore giallo arancio con apice ricoperto da un tomento castano, contenenti un solo seme ellissoide di 2,5-3,5 cm di lunghezza e 1,5-2 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 3 giorni, in terriccio drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 10-18 settimane.

Ritenuta per un certo periodo sinonimo di Syagrus orinocensis, è stata separata e considerata specie distinta per il portamento cespitoso, i diversi luoghi e ambienti di origine ed altri particolari riguardanti fiori e frutti.

Pressoché sconosciuta in coltivazione, ma di grande potenziale ornamentale per i fusti sottili e l’elegante fogliame, può essere utilizzata nelle regioni a clima tropicale e subtropicale dove da adulta può resistere a valori eccezionali di temperatura intorno a 0 °C, con eventuale danneggiamento del fogliame.

Richiede pieno sole o parziale ombreggiatura e si adatta a diversi tipi di suolo, purché drenante, da sabbioso ad argilloso, da leggermente acido ad alcalino, può superare brevi periodi di secco, ma è preferibile irrigarla regolarmente nei climi con lunghe estati calde e secche. I frutti sono eduli, ma con polpa fibrosa, e utilizzati per l’alimentazione degli animali domestici, i fusti sono impegati nelle abitazioni indigene.

 

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