Tadorna ferruginea

Famiglia : Anatidae

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

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Le femmine della Tadorna ferruginea hanno una vasta zona chiara sul capo © Giuseppe Mazza

La Casarca (Tadorna ferruginea Pallas 1764) fa parte di un gruppo di anatre dalla forma abbastanza omogenea e con dimensioni medie che la fanno sembrare una via di mezzo tra un’anatra e un’oca.

Appartiene all’ordine degli Anseriformi (Anseriformes), alla famiglia degli Anatidi (Anatidae), al genere Tadorna (che include sia le anatre denominate “volpoche” che quelle denominate “casarche”) e alla specie Tadorna ferruginea.

Il nome del genere “tadorna” deriva dal latino e significa “uccello acquatico pezzato” in riferimento ai differenti colori ben divisi e netti presenti nelle livree di molte specie appartenenti a questo genere anche se non è il caso della casarca che presenta un colore predominante.

Il nome della specie “ferruginea” deriva dal latino e si riferisce alla colorazione della livrea di questa anatra che è quasi per intero arancio-ruggine.

Zoogeografia

Si tratta di una specie monotipica a distribuzione centroasiatico-nordafricana, che troviamo in Africa nord-occidentale, Europa sud-orientale, Asia minore e Asia centro-meridionale.

È migratrice in alcune zone (soprattutto nell’areale asiatico), erratica in altre, qualche volta stanziale, sporadica in Italia. Sverna in Nord Africa, Asia Minore, Medio Oriente e in scarso numero in Europa (maggiormente in Grecia e Spagna). Molti avvistamenti europei sono riferiti ad animali fuggiti dalla cattività essendo la specie comunemente detenuta e riprodotta da allevatori amatoriali.

Ecologia-Habitat

La specie si osserva frequentare sia zone umide costiere come lagune, foci di fiumi, zone deltizie e saline; che ambienti acquatici interni come bacini lacustri di varie dimensioni, risaie, paludi e stagni. Ha abitudini gregarie e si adatta a molti ambienti differenti. Frequenta anche l’entroterra come campagne, steppe, altipiani e regioni montuose (raggiungendo i 5000 metri d’altitudine in Himalaya). Nelle zone interne dipende meno da corpi idrici di grandi dimensioni accontentandosi di piccoli corsi d’acqua.

Dimensioni medie fra un'oca e un'anatra con un'apertura alare di 115-145 cm e 900-2000 g di peso © G. Colombo

Dimensioni medie fra un'oca e un'anatra con un'apertura alare di 115-145 cm e 900-2000 g di peso © G. Colombo

Morfofisiologia

Grazie alla peculiare colorazione è inconfondibile rispetto ad altre specie; a distanza può essere confusa con l’oca egiziana (Alopochen aegyptiacus).

Anatide con aspetto da “oca” con becco relativamente piccolo, colorazione generale della livrea aranciata e rugginosa.

Ha dimensioni simili a quelle della volpoca (Tadorna tadorna) ma con collo e zampe leggermente più lunghe, ali più lunghe (e piuttosto strette) e becco più piccolo.

I sessi, pur simili, sono distinguibili anche per i differenti vocalizzi tra maschio e femmina; il maschio emette versi più ottusi e soffiati contrariamente alla femmina che emette vocalizzi più acuti e starnazzanti.

I vocalizzi sembrano dei rumori di clacson, sono caratteristici, nasali e ricordano quelli dell’oca selvatica (Anser anser). Da lontano assomigliano al ragliare dell’asino (Equus asinus).

Quest’anatra ha una lunghezza totale di circa 58-70 cm, apertura alare di circa 115-145 cm e un peso che oscilla tra i 920 e i quasi 2000 g. Il corpo, come dicevamo, è color castano-arancio; la testa è più sfumata di chiaro (color cannella-miele).

Il maschio presenta un solitamente sottile (di ampiezza variabile) collarino nero che gira attorno a metà del collo. Le remiganti primarie, le remiganti secondarie distalmente e nella parte ventrale, la coda , il groppone (anche leggermente di lato) sono neri/e. Il basso ventre e il sottocoda è rosso-mattone più scuro. Le penne dorsali della zona antecedente il sopracoda nero (che presenta riflessi verdi scuri) sono finemente vermiculate di rosso-chiaro e bruno-nero. Le penne secondarie, dorsalmente, sono bruno-nere-violacee e vanno a costituire uno specchio alare verde, ampio quando l’uccello è in volo. Le penne copritrici dorsali alari sono bianche soffuse di giallo-fulvetto pallidissimo.

Il maschio, specie nel periodo riproduttivo, presenta un collarino nero © Gianfranco Colombo

Il maschio, specie nel periodo riproduttivo, presenta un collarino nero © Gianfranco Colombo

Le penne copritrici del sottoala sono bianche. Il becco (lungo 39-45 mm circa, contro i 44-58 mm della Tadorna tadorna) è totalmente nero con attaccatura verticale abbastanza alta (che lo fa assomigliare a quello delle oche). Entrambe le ranfoteche presentano numerosi dentelli; quelli della ran- foteca superiore sporgono leggermente. Le zampe (con tarsi lunghi 54-62 mm circa, contro i 46-60 mm della Tadorna tadorna) sono nere. L’iride è bruna scura. La femmina ha colorazione simile al maschio ma con tonalità meno aranciate, non presenta il collarino nero e attorno agli occhi le penne sono bianche conferendo-creando una chiazza peri- oculare bianca più o meno estesa ma sempre ben evidente. Negli abiti post-riproduttivi la femmina non presenta grandi variazioni mentre al maschio manca, o è fortemente ridotto, il collarino nero del collo. I giovani hanno colorazione simile a quella della femmina ma più opaca e con le parti superiori più scure. Vertice e parte posteriore del collo grigio-bruni scuri. Becco e zampe come negli adulti.

Etologia-Biologia riproduttiva

Vola con battiti d’ala decisi, ma lenti e ampi, che la fanno riconoscere anche in volo. Spesso vola ad altezze considerevoli. La specie effettua una muta post-riproduttiva graduale e completa e per 4 settimane, che cadranno tra la metà di luglio e settembre, non sarà in grado di volare. Il piumaggio nuziale sarà completo a marzo-aprile. Ha un’alimentazione varia e adattabile (onnivora): molluschi, crostacei, pesciolini, vermi acquatici, anfibi, insetti; ma non disdegna neppure alghe, piante acquatiche, germogli, sementi, cereali e colture agricole, bacche e altro. Si riproduce in una grande varietà di ambienti: sulle rive di fiumi e laghi, in barene, ma pure in colline e montagne anche relativamente lontane dall’acqua. Il legame di coppia è molto forte e generalmente duraturo.

È una specie migratrice, erratica o stanziale, riconoscibile in volo per i battiti d’ala decisi, ma lenti ed ampi © G. C.

È una specie migratrice, erratica o stanziale, riconoscibile in volo per i battiti d’ala decisi, ma lenti ed ampi © G. C.

Il nido viene preferibilmente realizzato all’interno di cavità in alberi, rocce, tane abbandonate, sponde o rovine e può quindi essere posto anche rialzato da terra (fino a 10 metri dal suolo).

In alcune riserve naturali, la specie, ha tratto giovamento ed è stata incre- mentata grazie alla collocazione di nidi artificiali chiusi (scatole nido).

Vengono deposte generalmente 7-12 uova bianche a guscio liscio; la cova, effettuata dalla sola femmina, dura circa 30 giorni. Entrambi i genitori accudiscono, con determinazione, la covata. Gli anatroccoli hanno colorazione pezzata bianco-nera, e sono molto simili ai pulcini della volpoca (Tadorna tadorna) ma con vertice e parti superiori scure leggermente più diluite.

Sono generalmente privi del sopracciglio a macchia bianca (o meno evidente-esteso). Iride bruna, becco grigio-nero e zampe nerastre. La casarca, con una popolazione stimata di 170.000-220.000 esemplari, al momento, non è particolarmente minacciata. Pericoli, per questa anatra, sono comunque dati dalla caccia, soprattutto nell’Europa sud-orientale, dalla perdita di ambienti umidi, dallo sviluppo urbano, dall’inquinamento, dall’introduzione di specie ittiche alloctone. La casarca si incrocia, e quindi ibrida, abbastanza facilmente con altre specie appartenenti al genere Tadorna. Ciò è da tenere in considerazione per evitare fughe di tadorne, alloctone, in areali naturali importanti per eventuali anatre residenti appartenenti al medesimo genere onde evitare problemi di inquinamento genetico.

Sinonimi

Anas ferruginea,Tadorna casarca, Anas rutila, Casarca rutila, Casarca ferruginea.

 

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