Genicanthus personatus

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Genicanthus personatus

Spettacolare maschio di Pesce angelo mascherato (Genicanthus personatus), specie endemica delle Hawaii, scoperta solo nel 1972 © Keoki Stender

Il Pesce angelo mascherato (Genicanthus personatus Randall 1975) è stato scoperto solo nel 1972. Si trattava di una femmina, e venne usata per la prima descrizione della specie da parte di John Randall nel 1975, poi corretta col ritrovamento, nello stesso anno, di un maschio.

Genicanthus personatus appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine Perciformes ed alla fantasiosa famiglia dei Pomacanthidae, i così detti pesci angelo, spesso presenti negli acquari con le loro smaglianti livree.

Specie che possono superare i 40 cm, come Pomacanthus maculosus, Pomacanthus annularis, Pomacanthus imperator o Pomacanthus paru, adatti solo ai grandi acquari pubblici, ma anche più piccole, talora di pochi centimetri come Centropyge loricula e Centropyge bispinosa riprodotto in cattività per gli acquari domestici con diverse varianti di colore.

Sono tutti pesci tropicali, molto compressi lateralmente, riuniti in una famiglia che conta oggi 8 generi e circa 90 specie.

Genicanthus personatus

Fu trovata per prima una femmina e nel 1975 la specie prese il nome dalla caratteristica maschera nera sugli occhi. Più tardi, nello stesso anno, si scopri il maschio © Keoki Stender

Il genere Genicanthus nasce dal greco antico “γένυς” (genys) = guancia e “ἄκανθα” (akantha) = spina, con riferimento alla grande spina che tutti questi pesci recano alla base dell’opercolo. Il nome specifico personatus deriva invece dal latino e significa “mascherato”, con riferimento alla maschera nera che le femmine portano sugli occhi, termine rimasto, anche se poi si è scoperto che il volto dei maschi è giallo arancio.

Zoogeografia

Il Pesce angelo mascherato è sostanzialmente endemico delle Isole Hawaii, ma di recente è stato trovato, verso Nord-Ovest, anche nell’Atollo di Midway, a quasi 1700 km di distanza.

Ecologia-Habitat

È una specie bentopelagica, avvistata fra 20 e 174 m di profondità generalmente fra rocce e coralli ma anche su fondali sabbiosi.

Genicanthus personatus

Nei giovani, simili alle femmine ma con pinne pelviche bianche, la maschera facciale nera è molto più estesa e copre quasi tutto il capo eccetto la bocca. Poi, crescendo, la pinna caudale si colora gradualmente di nero © Keoki Stender

Morfofisiologia

I maschi possono raggiungere i 21 cm di lunghezza e sono più grandi delle femmine che costituiscono, in definitiva, un momento della loro crescita.

Si tratta infatti, come sovente accade per i pesci angelo, di una specie ermafrodita proteroginica sequenziale. Nei giovani sono infatti presenti entrambi i gameti, ma prima si sviluppano quelli femminili e poi i maschili.

In altre parole, tutti i Genicanthus personatus nascono femmine e con l’età, quando raggiungono i 15-18 cm di lunghezza, possono trasformarsi in maschi.

Il corpo, compresso lateralmente, tende all’ovale, ma il profilo d’insieme si fa piuttosto squadrato a pinne spianate. La bocca è piccola, con minuscoli denti setiformi disposti a spazzola su più file.

La pinna dorsale reca 14 raggi spinosi e 17-18 molli. L’anale 4 (3) raggi armati e 16 (17) inermi. Le pettorali contano 17 raggi.  Le pinne pelviche sono triangolari e la caudale è leggermente semilunata con lobi allungati che formano eleganti filamenti nei maschi anziani.

In entrambi i sessi il colore prevalente della livrea è un bianco perlaceo brillante, che stupisce, diverso da quello degli altri pesci, enfatizzato dal bordino scuro delle squame.

Le femmine hanno la citata maschera nera frontale, che circonda gli occhi e le labbra prolungandosi verso l’opercolo, su cui spicca, ugualmente nera, la grande spina difensiva caratteristica dei pesci angelo. Anche la metà anteriore della pinna caudale è nera mentre le pinne pelviche mostrano tonalità aranciate.

Questi due ultimi dettagli del pattern corporeo sono presenti anche nei maschi, ma in più il muso, la spina dell’opercolo ed i raggi delle pettorali si tingono di giallo arancio, mentre la parte esterna della lunga pinna dorsale e dell’anale mostrano verso il bordo una larga fascia arancio carico.

Genicanthus personatus

Genicanthus personatus si nutre di zooplancton, uova di pesci ed alghe bentoniche. Riprodotto in cattività si vende a 30.000 $ la coppia © Keoki Stender

I giovani sono molto simili alle femmine, ma le pinne pelviche sono bianche e la maschera facciale nera è molto più estesa, coprendo all’inizio tutto il capo eccetto la bocca. Poi, crescendo, la pinna caudale si colora gradualmente di nero.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Genicanthus personatus si nutre di zooplancton, uova di pesci ed alghe bentoniche. Non si conosce la sua vita di gruppo, ma si può immaginare. Le organizzazioni sociali dei Pomacanthidae prevedono monogamia, harem, promiscuità e lekking con più maschi che si mettono in mostra per essere scelti in un corteggiamento collettivo. Forse, come in Genicanthus lamarck, il Pesce angelo mascherato vive in piccoli harem formati da un maschio e poche femmine, e come d’uso, quando questo muore, la più grande prende il suo posto cambiando sesso.

Visto che le coppie si vendono a 30.000 $, si è riusciti a riprodurli in cattività, ma l’alimentazione non è stata facile, come del resto, all’inizio, quella degli adulti sottratti al mare. L’indice di vulnerabilità della specie (2021), calcolato sulle disponibilità alimentari, è considerato moderato, e segna oggi 35 su una scala di 100.

 

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